I più grandi cattivi della storia dei videogiochi - Terza parte

I più grandi cattivi della storia dei videogiochi - Terza parte

Terza e ultima parte nel nostro percorso tra i più grandi cattivi della storia dei videogiochi. Ribadiamo che si tratta di una classifica estremamente personale, senza alcuna presunzione di oggettività.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
 

Dalla posizione 10 alla 6

10. M. BISON
Il boss più famoso e duraturo della storia dei picchiaduro. Le sue spietate apparizioni, ormai, non si contano più. Fondatore dell’organizzazione criminale Shadaloo, attraverso essa, porta avanti i propri piani per la conquista del mondo. Di fatto, fulcro di queste macchinazioni, sono i celebri tornei di Street Fighting in cui, a seconda delle occasioni, cerca di selezionare nuovi membri per la Shadaloo, impara tecniche di combattimento da assorbire e fare proprie, trova guerrieri da controllare mentalmente – con il suo celebre Psycho Power - e usare per i propri scopi, o si impadronisce di corpi da possedere con la sua essenza – da trasferire in caso di sconfitta del corpo ‘principale’ – (discutibile quando sceglie come ‘corpo di riserva’ la graziosa Cammy!).

Nell’originale cabinato di Street Fighter, quando non era selezionabile, raggiungerlo costava monetine su monetine. E Batterlo poteva rappresentare un altro piccolo salasso. Una volta selezionabile si rivelava un veloce e agile personaggio a ‘caricamento’. Magari non semplicissimo da gestire, ma certamente devastante se padroneggiato a dovere.

In ogni sua incarnazione – e sono veramente tante – Bison ha mantenuto quasi sempre inalterate le proprie qualità, risultando costantemente un personaggio competitivo e temibile. Ricordiamo anche la sua perseveranza e le sue capacità di sopravvivenza, nonché le doti di comando e una spiccata di crudeltà. E avremo un cattivo coi fiocchi.

Potere psichico.

9. SEPHIROTH
Sephiroth è probabilmente una delle figure maggiormente iconiche della grande saga di Final Fantasy. E, nonostante sia un ‘cattivo’, è tra i personaggi più amati, per via della sua tragica caduta e del suo grande carisma. Eroe delle divisioni militari della multinazionale Shin-Ra, Sephiroth, durante un’ispezione alla tenuta della Shin-Ra in quel di Nibelheim, scopre di essere stato creato in laboratorio dalla stessa multinazionale che serviva. A questo punto impazzisce, rade al suolo Nibelheim, giura vendetta contro la Shin-Ra e contro tutta l’umanità, colpevoli, a suo dire, di ingiustizie e abusi in serie. Carismatico e potentissimo in combattimento, Sephiroth è anche abilissimo nell’uso della magia. Durante il suo combattimento contro Cloud, cambia più volte forma, ma viene comunque sconfitto. Non è tuttavia la sua fine, visto che, in seguito, apparirà anche in numerosi spin-off della serie. Ma è comunque in Final Fantasy VII che la sua spietatezza assurge a livelli ‘mitici’: Sephirtoh in piedi tra le rovine brucianti di Nibelheim e l’uccisione di Aeris, sono momenti impressi nella memoria di ciascun giocatore.

Crudele disperazione.

8. OCELOT
Tra i memorabili personaggi della saga di Metal Gear, uno dei più interessanti, presenti e pericolosi, troviamo senza dubbio Ocelot. Quasi sempre – pur agendo tra le file dei ‘cattivi’ porterà avanti progetti personali o piani di associazioni segrete, ancora più potenti dei rivali che Snake pensa di dover affrontare. In Metal Gear Solid, nella sua prima apparizione, fa parte del gruppo terroristico Foxhound che si impadronisce della base militare di Shadow Moses. In quest’occasione, mette in mostra la propria capacità di pistolero e l’abilità nel condurre violenti interrogatori. Al termine del gioco, è l’unico dei Foxhound a sopravvivere, anche se privato di un braccio. Ma soprattutto, si rivela essere in contatto nientemeno che con il Presidente degli Usa (che si scoprirà essere Solidus Snake, il terzo figlio/clone di Big Boss, come Liquid e Solid). Appare chiaro, quindi, come Ocelot stia portando avanti un gioco più profondo, rispetto a quello concluso a Shadow Moses.

In Sons of Liberty, Ocelot appare con un nuovo braccio impiantato. Braccio appartenuto a Liquid e che assume il controllo dello stesso Ocelot, a momenti alterni (si scoprirà, poi, che questa ‘possessione’ non sarà altro che un’operazione tecnologia di innesto personalità deliberatamente voluta dallo stesso Ocelot). L’eclettico russo, apre il capitolo come tirapiedi del connazionale Gorlukovich che poi tradisce, sembrando cooperare con il Presidente degli Usa (Solidus). Ma è un’ennesima simulazione, visto che in realtà Ocelot è al soldo dei Patrioti, una sorta di eminenza grigia che, dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, regge i destini del mondo intero.

E’ poi la volta del flashback di Snake Eater, dove scopriamo il gli esordi del giovane Ocelot, Maggiore degli Spetsnaz, le truppe d’elite sovietiche. Negli scontri con Naked Snake (Big Boss), Ocelot imparerà ad amare i revolver e le torture sadiche. Anche qui il nostro conduce un triplo gioco, visto che ufficialmente è membro dello Spetsnaz, lavora per il KGB ma, in realtà, prende ordini dagli statunitensi della DCI: in realtà, quindi, il suo compito è fungere da appoggio per Big Boss! In Snake Eater, si scopre anche che Ocelot è figlio di due soldati leggendari: The Boss e The Sorrow.

In Guns of Patriots, il capitolo finale della saga, Ocelot è il principale antagonista. Attraverso l’ipnosi e le nano-macchine, Liquid Snake ha preso il totale controllo sulla mente del russo. Il suo obiettivo finale è la conquista del potere sulle forze militari mondiali, prendendo il controllo del Sistema Son of Patriots (un immenso sistema informatico che vincola tutti i soldati di tutto il mondo, controllando le nanomacchine che essi hanno in corpo per gestire emozioni, gesti, addestramento e armi).

Lo scontro finale tra Ocelot e Snake è la degna conclusione della sontuosa saga di MGS. Esso avviene a bordo della nave da guerra di Liquid Ocelot, l’Outer Heaven (così chiamata in tributo alla Nazione per militari creata da Big Boss in Africa), ed è un omaggio a tutti i precedenti capitoli di MGS, tanto per le musiche, quanto per i differenti stili di lotta adottati da Ocelot.

Impressionante, non c’è che dire.

7. GANON
Entità malvagia a più facce, sempre presente in The Legend of Zelda, forse la più celebrata saga della storia dei videogiochi, Ganon merita una posizione di rilievo nella nostra classifica. In origine – nel primo capitolo della serie – apparve solo nella sua forma più vera, quella bestiale, simile a un demone di fattezze porcine. Progressivamente però, il personaggio venne approfondito e nobilitato. Nel grandioso Ocarina of Time, compare la figura di Ganondorf, il lato umano e guerriero di Ganon. Da qui in poi, i suoi poteri, la sua condotta e le sue sembianze cambieranno molte volte. Anche all’interno dello stesso gioco.

Ganon/Ganondorf, infatti, può essere un demone suino o taurino. Ma anche il corrotto ed elegante Principe dei ladri Gerudo, un imponente cavaliere traditore, un terribile spirito dell’oscurità o un massiccio Re stregone.

In tutte queste incarnazioni, comunque, le finalità del signore oscuro rimarranno costanti (ottenere un potere divino attraverso la Triforza, per poi dettare legge su Hyrule). Così come la sua indole - scorretta, violenta e usurpatrice - non muterà mai. Il suo cuore sarà sempre nero e oscuro. I suoi modi violenti e aggressivi. Link lo sconfiggerà numerose volte. Ma saranno sempre scontri durissimi ed estremamente gratificanti. Ogni capitolazione, non sarà mai quella definitiva. Infatti, dietro ogni minaccia per Hyrule e dietro ogni scomparsa della Principessa Zelda, la sinistra figura di Ganon – presto o tardi – comparirà.

Nemesi.

6. LECHUCK
Il terrore dei Caraibi. Un sanguinario pirata in vita, una maledizione per ogni ciurma da (non) morto. Principale antagonista di Guybrush Sheepgood … er… Threepwood, nel corso di tutta la saga di Monkey Island, il Capitano incarna la quint’essenza del male.

Da vivo era uno spietato pirata, assetato di potere e, per questo senza scrupoli. Di bell’aspetto, ma senza nessuna cura per l’igene personale, sempre vestito con capi ricercati e costosi, il Capitano LeChuck era ben deciso a divenire il padrone dei Caraibi. Fin quando non si imbattè nella bella Elaine Marley. Da quel momento, LeChuck sviluppò una vera ossessione per la ragazza. La corteggiò, la minacciò e cercò in ogni modo di conquistarla. Invano. Da qui la decisione di scoprire il Segreto di Monkey Island, per poterlo offrire alla donna dei suoi sogni. Risultato? La conquista del leggendario tesoro Big Whoop. E cioè un portale per l’accesso all’inferno, in grado di donare, a chi lo attraversava, enormi poteri voodoo (dopo averlo trasformato in un non morto).

Tutto ciò, come logico, non aiuterà minimamente il povero LeChuck nella sua malattia d’amore. Ulteriormente inacidito, il pirata fantasma, diverrà lo spauracchio dei Caraibi che infesterà senza pace.

Poi arriverà Guybrush Threepwood. E le cose peggioreranno davvero. Infatti, LeChuck conoscerà per la prima volta (e ripetutamente) il sapore della sconfitta, visto che il Mighty Pirate ™ gli metterà costantemente i bastoni tra le ruote.

Nonostante l’atmosfera ironica che domina la saga di MI, LeChuck è descritto come realmente crudele e spietato. La sua storia è disseminata di violenza e cadaveri, il suo gusto per l’imbroglio e la tortura sono conclamati.

“Ah, there’s nothing like the hot winds of Hell blowing in your face.”

 
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