I leggendari guardiani di Ga'Hoole volano in un videogioco

I leggendari guardiani di Ga'Hoole volano in un videogioco

Il Natale è ormai alle porte e Gamemag propone la recensione di un gioco che sarà amato soprattutto dai più piccoli. Tratto dall'omonimo film uscito in Italia il 29 ottobre.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
 

An owl's gotta fly

Sinceramente non sarà per la profondità e l’articolazione della sua trama che il gioco dei Gufotti verrà mai ricordato. Per di più, il gioco parte dall’assunto che il giocatore conosca già l’ambientazione generale raccontata nel film o meglio ancora nei romanzi ispiratori, e non si preoccupa molto di scendere nei dettagli. Basti dire che il gioco dei Gufotti non ripercorre la storia del film, ma vi si collega solo marginalmente, con il nostro protagonista, Shard, impegnato a difendere il Grande Albero dai “Pure ones”, i puri, che come nel film stanno rapendo cuccioli di gufo per formare una sorta di malvagio esercito del male.

Il video introduttivo racconta la vicenda dei genitori di Shard, ingiustamente accusati di aver tradito i gufi del Grande Albero e per questo esiliati dalla comunità dei gufotti; una notte, i genitori del protagonista vengono misteriosamente attaccati e assassinati, e solo l’intervento di uno dei Guardiani riesce a mettere al sicuro la vita del giovane Shard, che verrà accolto proprio dagli altri Guardiani e istruito per unirsi ai loro ranghi. Il gioco vero e proprio ha inizio con le prove finali del protagonista per ottenere il titolo, prove che ovviamente vanno a costituire il tutorial.

Come anticipato, il gioco dei Gufotti è per molti verso una sorta di simulatore di volo, estremamente facile e arcade. Con i tasti del joypad è possibile far guadagnare velocità e altitudine a Shard, facendolo schizzare ad alta velocità al di sopra di ambienti realizzati con una grafica molto piacevole e piuttosto curata. Pur avendo una certa libertà di movimento nel volo, in alcuni casi (soprattutto durante le missioni) sarà necessario manovrare Shard con attenzione in zone ristrette, come i canyon, dosando con attenzione la velocità per evitare di trasformare il nostro beneamato gufotto in una poltiglia piumata.

In questi punti devo dire che il gioco dei Gufotti mi ha ricordato il caro, vecchissimo Rebel Assault, con i suoi livelli in terza persona nei quali bisognava pilotare le astronavi con precisione chirurgica e mano di velluto per evitare che cozzassero contro le pareti ai lati dello schermo. Ovviamente qui stiamo parlando di un gameplay molto più misericordioso verso gli errori, considerando anche che il gioco è chiaramente destinato a una fascia di età piuttosto bassa.

Ciononostante, il “modello di volo” nel gioco dei Gufotti, per quanto semplicistico, è tutt’altro che piatto o scontato. Complice la grafica accattivante e le ambientazioni ampie e varie, innalzarsi alti nel cielo per poi accumulare velocità scendendo in picchiata, gettando l’occhio sul deserto o sul mare o sulla foresta sottostante è qualcosa di piuttosto emozionante.

Cercando forse di far leva proprio su questo aspetto, oltre alle normali missioni di gioco, Gufotti permette anche di rivisitare alcune zone per sbloccare vari tipi di tesori e relativi bonus, in pratica garantendo la possibilità al giocatore di passare un po’ di tempo a volare liberamente per il puro piacere di farlo, e inserendo anche alcune “sfide” che tendono a richiamare i già citati X-Wing e compagnia bella (ad esempio, sfide di velocità nelle quali bisogna completare entro un certo limite di tempo un “tracciato” aereo volando dentro una lunga serie di anelli).

 
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