Tornei di Call of Duty irregolari? Avviata una causa da 680 milioni di dollari contro Activision

Tornei di Call of Duty irregolari? Avviata una causa da 680 milioni di dollari contro Activision

Il proprietario dei Texas OpTic e un suo ex giocatore hanno intentato una causa contro Activision per alcune presunte scorrettezze in merito alla Call of Duty League. A quanto pare, come requisito per la partecipazione, la software house escluderebbe squadre e giocatori da qualsiasi altra competizione di Call of Duty.

di pubblicata il , alle 11:50 nel canale Videogames
ActivisionCall of Duty
 

Hector "H3CZ" Rodriguez, CEO e co-proprietario della squadra OpTic Texas, insieme a Seth "Scump" Abner, ex giocatore della stessa, ha presentato una richiesta di risarcimento nei confronti di Activision a causa delle condizioni anticoncorrenziali e svantaggiose che la software house imporrebbe ai team per partecipare alla Call of Duty League.

In particolare, nel documento di 44 pagine, Activision Blizzard viene accusata di obbligare le squadre a non partecipare ad altri tornei di CoD al di fuori della Call of Duty League per accedere a quest'ultima, ma non è tutto. Viene riportato anche l'obbligo di versare il 50% del ricavato di biglietti e gadget al publisher, e limitazioni per i giocatori nell'assicurarsi sponsorizzazioni proprie.

"Activision si è assicurata un monopolio al 100% nel mercato dei campionati e tornei professionistici di Call of Duty, ha usato questo potere per escludere la concorrenza e ha costretto i proprietari delle squadre e i giocatori a uscire completamente dal mercato o ad accettare condizioni anticoncorrenziali draconiane che erano favorevoli esclusivamente ad Activision e al suo monopolio" scrivono gli avvocati di Rodriguez e Abner.

I documenti parlano anche di una richiesta di 27,5 milioni di dollari per l'iscrizione al torneo e di accordi di esclusiva in merito alle sponsorizzazioni più remunerative, come quelle offerte dai produttori di bibite energetiche. Inoltre, squadre e giocatori sarebbero stati costretti a firmare sotto pressione accordi vincolanti senza avere il tempo di sottoporli ai loro legali, pena esclusione dal torneo.

In realtà non è neanche la prima volta che Activision finisce sotto i riflettori delle autorità a causa dei tornei ufficiali. La società ha introdotto la Call of Duty League nel 2019 strutturandola in maniera speculare a molti altri tornei professionistici statunitensi.  Ad un certo punto, impose perfino un tetto massimo al salario dei giocatori, che però attirò l'attenzione del Dipartimento di Giustizia americano che avviò immediatamente le indagini.

Secondo il Dipartimento, le norme imposte da Activision rischiavano di limitare ingiustamente le potenziali entrate dei giocatori, così nel 2021 la società rimosse la regola e nel 2023 patteggiò in tribunale. Tuttavia, pare che stavolta la situazione sia diversa, tanto che non si è fatta attendere la risposta di Activision, la quale ha rigettato ai mittenti tutte le accuse.

"Il signor Rodriguez (alias OpTic H3CZ) e il signor Abner (alias Scump) hanno preteso che Activision pagasse loro decine di milioni di dollari per evitare questo contenzioso privo di fondamento e, quando le loro richieste non sono state soddisfatte, hanno sporto denuncia" ha dichiarato il publisher a The Verge. "Ci difenderemo con forza da queste richieste, che non hanno alcun fondamento né di fatto né di diritto. Siamo delusi dal fatto che questi membri della comunità eSport abbiano intentato questa causa che è dirompente per i proprietari delle squadre, i giocatori, i fan e i partner che hanno investito così tanto tempo ed energia nel successo della Call of Duty League".

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