Guerra totale ai cheater di Fortnite: Epic Games chiama in causa chi li crea, chi li vende e chi li diffonde
Epic Games ha citato in giudizio uno sviluppatore di cheat avviando l'ennesima procedura legale per combattere i giocatori scorretti. Inoltre, è stato chiesto un risarcimento non solo a lui, ma anche a cinque soggetti ignoti che condividevano e pubblicizzavano il software su Telegram e Discord
di Vittorio Rienzo pubblicata il 12 Giugno 2025, alle 15:01 nel canale VideogamesEpic GamesFortnite
Non si ferma la battaglia di Epic Games contro i cheater di Fortnite visto che è sfociata nuovamente in una causa legale. Stavolta, al banco degli imputati ci sarà Ediz Atas, uno sviluppatore accusato di aver creato e venduto software che consente ai giocatori "di guardare attraverso i muri e mirare automaticamente".
Atas sarebbe conosciuto con gli pseudonimi di Sincey Cheats o Vanta Cheats e produrrebbe software non autorizzato da almeno il 2023. Tuttavia, nei documenti depositati in tribunale, Epic sostiene di aver bloccato oltre 15.000 account che utilizzavano proprio i cheat sviluppati da Atas dal 2022.
🚨 An update on our fight against cheating in Fortnite
— Epic Games Newsroom (@EpicNewsroom) June 10, 2025
We filed a new lawsuit against an individual who developed and sold cheating software that helped players see through walls and auto aim. We’re also going after people who helped sell this software.
Creating and selling…
La società di Tim Sweeney ritiene che Atas si sia perfino spacciato per un impiegato di Epic dopo che l'azienda aveva chiesto la rimozione di alcuni video che mostravano proprio l'utilizzo dei cheat e quindi in violazione del DMCA. Stando alla ricostruzione, l'hacker "avrebbe inviato numerose mail all'agente responsabile del copyright di YouTube, impersonando un dipendente di Epic e affermando falsamente che Epic 'voleva rinunciare formalmente alla rivendicazione di violazione del copyright'".
Ma non è tutto, Epic ha anche richiesto un risarcimento economico non solo ad Atas, ma anche a cinque individui anonimi che hanno distribuito e pubblicizzato i cheat attraverso Discord e Telegram. L'importo richiesto, però, non è stato reso noto.
Quella ai cheater è ormai una battaglia portata avanti da diversi publisher che, in tribunale, hanno ottenuto non poche vittorie. La stessa Epic Games lo scorso febbraio ha non solo escluso a vita un giocatore professionista dalle competizioni ufficiali di Fortnite, ma anche ottenuto che il giocatore facesse pubblicamente le sue scuse per aver barato.
Insieme a Epic, fa eco Bungie che in tribunale ha portato tanto i giocatori quanto gli sviluppatori, ottenendo lo scorso settembre un risarcimento di 4,4 milioni di dollari da AimJunkies.
Insomma, si tratta tutto sommato anche di vittorie facili per gli sviluppatori, dato che si tratta a tutti gli effetti di violazione del copyright e i precedenti legali non faranno altro che snellire le procedure. Tuttavia, quella dei cheater è una piaga che stenta a frenare, soprattutto su PC. Speriamo solo che il colpo al portafoglio, vera ragione che spinge gli sviluppatori a realizzare questi software, diventi un deterrente riducendo il fenomeno.










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1 Commenti
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6) mail
7) social associati all'account
Così chi vorrà usare cheat e tornare a giocare, dovrà cambiare completamente hardware oltre che account, ip e operatore.
Ovviamente se 2 o più cose combaciano con i dati raccolti, non puoi giocare (es: CPU+Operatore, CPU+GPU ecc).
Altra strada è evitare tutto ciò che è Free2Play e giocare a giochi retail a pagamento (es. Diablo 4 ecc), sicuramente ai cheater puzzerà pagare il cheat+gioco nuovo
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