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Recensione Call of Duty Modern Warfare III: il gioco che dovrebbe essere un DLC

Recensione Call of Duty Modern Warfare III: il gioco che dovrebbe essere un DLC

Abbiamo provato Call of Duty: Modern Warfare III, terzo capitolo del reboot presentato nel 2019 da Infinity Ward. In questo caso, lo sviluppo è stato affidato a Sledgehammer Games che ha svolto un lavoro contrastante: Modern Warfare III offre la migliore esperienza multiplayer degli ultimi anni, ma anche la peggiore campagna che si sia mai vista per un CoD e il minor numero di nuovi contenuti in 20 anni di storia del franchise.

di pubblicato il nel canale Videogames
ActivisionCall of Duty
 

Abbiamo avuto modo di provare il nuovo Call of Duty: Modern Warfare III, ultimo capitolo della saga ideata da Infinity Ward, ma il cui sviluppo, in questo caso, è stato affidato ai ragazzi di Sledgehammer Games. È stata una recensione difficile da affrontare e ci siamo voluti prendere qualche giorno in più per provarlo più a fondo possibile.

Sfortunatamente, dopo numerose ore di gioco, ci siamo resi conto che c'era ben poco in cui "scavare": Modern Warfare III era ciò che ci sembrava all'inizio e, per quanto CoD ormai da anni proponga un numero ristretto di novità – complice una formula rodata che mette d'accordo tutti – stavolta abbiamo davvero faticato a comprendere le scelte dello studio (e non ci siamo ancora riusciti).

Call of Duty: Modern Warfare III è un titolo che ha messo d'accordo tutti, ma stavolta in accezione negativa: è una delusione. Lo è chiaramente per i detrattori, che da tempo immemore apostrofano i nuovi capitoli come DLC, e lo è per gli amanti della saga ai quali le poche novità bastavano per giustificarne l'acquisto annuale.

Il titolo, che Sledgehammer ha definito come "primo vero sequel" del filone inaugurato da Infinity Ward, fallisce sotto quasi ogni punto di vista, proponendo un'esperienza che sballotta il giocatore tra un "ancora?" e un "perché?".

Unica reale novità – ma neanche troppo – di quest'ultimo capitolo è la nuova modalità Zombi che si basa su un'idea piuttosto interessante e che speriamo venga supportata, in quanto è l'unica ad avere il potenziale di introdurre qualcosa di innovativo per la serie. Insomma, Call of Duty: Modern Warfare III è un titolo che non brilla, quantomeno non come gioco nuovo al prezzo di 80 euro (su console).

Piccole arene diventano "missioni open world" in una campagna breve e raffazzonata

A questo punto, tanto vale "togliersi il molare" e partire subito dalla componente che in assoluto è la peggiore dell'intero pacchetto: la campagna. Va premesso che ormai da anni, Call of Duty è un titolo fortemente orientato al multiplayer nel quale la campagna rappresenta una semplice cornice piuttosto che una vera e propria modalità.

Ebbene, in questo caso manca perfino la cornice o, quantomeno, ne manca una comprensibile. La narrazione è senza dubbio tra le peggiori mai viste su CoD, una storia che mal individua il contesto e catapulta il giocatore in circostanze casuali alla ricerca di un nemico che si vede poco – si, Makarov appare davvero poco e giusto per pronunciare qualche frase a (scarso) effetto.

Se questo non bastasse, le missioni sono davvero semplici da dimenticare, pur trasmettendo una fortissima sensazione di déjà vu. Il motivo è semplice: le ambientazioni sono tutte riprese dall'originale Warzone e dalla sua amata Verdansk. E per riprese intendiamo che sono proprio le stesse parti di mappa, selezionate individualmente, e riproposte sottoforma di missioni.

Quella che è stata presentata come una nuova formula per la campagna, con una forte componente open world, non sono altro che arene circoscritte di Verdansk in cui tutto ciò che dovremo fare è abbattere qualche nemico mentre ci spostiamo da un punto all'altro di queste piccole aree.

Nella maggior parte dei casi, verremo lanciati in queste zone disarmati e dovremo raccogliere autonomamente l'equipaggiamento dalle casse, in maniera speculare a quanto avviene su Warzone. Lo stesso vale per alcuni accessori che consentono di utilizzare le zipline, ad esempio.

I ragazzi di Sledgehammer hanno tentato di introdurre meccaniche stealth, come il lancio di una bottiglia per distrarre le guardie e altre opzioni piuttosto basilari. Questo dovrebbe concedere al giocatore la possibilità di affrontare l'operazione con l'approccio che preferisce.

La realtà è che troveremo armi di ogni genere, la cui furtività è data semplicemente dal silenziatore. Manca tutto quel comparto al cardiopalma di missioni lineari, certo, ma che avevano un approccio molto più immersivo e coinvolgente.

Completa il quadro, già abbastanza deludente, una durata della campagna estremamente ridotta perfino per un CoD. Se in passato venivano offerte circa 8 ore di adrenalina, colpi di scena, complotti e quick time event, in Call of Duty: Modern Warfare III saggerete solo 4 ore di un gameplay ripetitivo e che trasmette davvero poco.

Oggettivamente, non stentiamo a credere alle fonti di Bloomberg, secondo cui Modern Warfare III sarebbe nato come espansione per poi essere convertito in fretta e furia in un gioco nuovo. La campagna, infatti, appare più come un lungo tutorial sulle meccaniche di Warzone – condito con scene di intermezzo cinematografiche, altrettanto lunghe – piuttosto che una storia in cui immergersi per qualche ora in solitaria.

Il comparto tecnico

Sul fronte tecnico probabilmente c'è davvero poco da dire. Il motore di gioco è lo stesso che muove Modern Warfare II, l'IW Engine 9.0, e non ci sono da segnalare particolari novità. Abbiamo apprezzato la gestione dell'illuminazione e delle condizioni metereologiche, che rendevano le mappe più coinvolgenti.

Sfortunatamente, le tempeste di neve così come altre componenti dinamiche rimangono relegate a una campagna che, come avrete capito, lascia poco se non nulla al giocatore. Certo, in linea di massima l'impatto visivo è notevole, le cutscene hanno una fedeltà al limite del fotorealismo così come le animazioni.

Tutte caratteristiche, però, che avevamo già avuto modo di apprezzare con Call of Duty: Modern Warfare II dello scorso anno e sarebbe stato quantomeno paradossale non riscontrarle nel capitolo immediatamente successivo. In sintesi, un comparto grafico che eccelle, ma non aggiunge nulla a ciò che avevamo visto nel 2022.

Il multiplayer migliore degli ultimi anni, declinato al passato

Non possiamo negarlo, la componente multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare III è forse una delle migliori dal reboot della serie avvenuto nel 2019. Sledgehammer Games ha svolto un ottimo lavoro di rifinitura reintroducendo alcune meccaniche dal primo (nuovo) Modern Warfare come il cosiddetto "slide cancel" e l'interruzione della ricarica.

Il risultato è un movement fluido, dinamico e frenetico che regala momenti adrenalinici ad ogni partita. A questo va aggiunto il feedback delle armi che fa un tuffo di testa nella tradizione di Infinity Ward e si lascia apprezzare oggi come in passato negli originali Modern Warfare.

L'unica novità reale introdotta dallo studio è la mira tattica, ovvero l'inclinazione dell'arma durante le scivolate. Può anche essere attivata nelle altre modalità di posizionamento, ma dopo averla utilizzata per completare alcune sfide, ci siamo resi conto che al di fuori della scivolata, risulta a dir poco trascurabile, anzi diventa perfino uno svantaggio data la riduzione della precisione.

Qualche timida aggiunta la ritroviamo anche nel multiplayer che vede il ritorno della modalità Guerra, riemersa direttamente da Call of Duty: World War II, sempre di Sledgehammer. A questa si aggiunge la nuova modalità Tagliagole che si ispira un po' al Deathmatch a Squadre di Battlefield.

Tre squadre da tre giocatori si sfidano in un "last man standing" in cui non vi è respawn. La salute viene gestita in modo speculare a Warzone, l'unica differenza è che una volta subito il colpo di grazia non potremo essere richiamati in gioco dai compagni. In definitiva, il multiplayer offre la stessa varietà di sempre con qualche gradita aggiunta.

E quindi dove risiede il problema? Molto semplicemente nelle mappe giocabili: Modern Warfare III è il primo nella storia del franchise a non introdurre neanche una mappa inedita. Il map pool si fregia di 10 mappe riprese direttamente dall'originale Modern Warfare 2 del 2010 insieme ad altre 6 mappe del predecessore rilasciato lo scorso autunno.

Non è una novità per CoD riproporre alcune ambientazioni iconiche del multiplayer, se non fosse che alcune di quelle presenti in MW III le abbiamo già viste a più riprese in altri capitoli. Peraltro, non vi è stata alcuna rivisitazione, ma tutto è rimasto esattamente come oltre dieci anni fa al netto di un adattamento al nuovo IW Engine che introduce qualche piccolo adeguamento.

In sintesi, dissipata l'emozione iniziale nel rivivere momenti che erano rimasti incatenati al passato, alla vecchia e fedele Xbox 360, ci siamo ritrovati davanti a qualcosa di già visto, più volte. È stato reintrodotto anche il voto per le mappe e, così come allora, quelle effettivamente giocate si riducono a cinque o sei, salvo rare eccezioni.

Insomma, il multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare III è semplicemente una cernita effettuata tra i suoi predecessori che soddisfa, senza dubbio, ma lascia quel desiderio – quantomeno visivo – di qualcosa di effettivamente nuovo.

Un armamentario esteso, con gli omaggi di Modern Warfare II

Per quanto riguarda le armi presenti nell'ultima opera di Sledgehammer, la buona notizia è che si tratta del ventaglio più ampio mai inserito in un Call of Duty con ben 37 nuove bocche da fuoco introdotte in quest'ultimo capitolo. Tuttavia, il merito è dei "contenuti trasferibili", ovvero di tutte le armi, operatori, accessori e gadget ereditati da Modern Warfare II.

Anche l'armaiolo, lo strumento per personalizzare l'equipaggiamento, è rimasto invariato rispetto agli altri capitoli. A cambiare è il sistema dei perk che tornano ad essere individuali e non più a "pacchetti" da tre o ottenibili progressivamente durante le partite.

All'interno del menù di personalizzazione vi saranno alcuni pezzi di equipaggiamento che possiamo selezionare: guanti, stivali, attrezzatura e giubbotto. Ognuno di questi conferirà un particolare bonus, ad esempio le "scarpe furtive" eliminano il rumore dei passi, mentre i "guanti da commando" consentono di ricaricare l'arma durante gli scatti.

Un sistema che non si discosta molto dai capitoli pre-reboot in cui la combinazione dei perk era completamente personalizzabile, ma in una veste grafica più moderna e gradevole. Va sottolineato, inoltre, che queste attrezzature non influiranno sull'aspetto dell'operatore, quindi le skin rimarranno visivamente invariate.

Nel complesso, i contenuti dell'armamentario sono decisamente ricchi, anche se in molti casi a cambiare sono solo le statistiche: le armi sono le medesime, ma in varianti diverse. Se quindi sul fronte grafico alcuni "ferri" sembrano ripetersi più volte, quantomeno abbiamo la possibilità di ottenere quello più adatto al nostro stile di gioco.

Zombi: la vera rivelazione di Modern Warfare III (se supportata)

In molti attendevano Modern Warfare III per la modalità Zombi, una delle più amate dell'intero franchise e che per la prima volta fa la sua comparsa nella saga di Modern Warfare. In questo caso, però, si da quasi un taglio netto al passato, con i livelli lineari e orde sempre più grandi di non morti, in favore di una mappa aperta divisa in zone.

L'ambientazione è sostanzialmente quella che ospiterà il battle royal, ma chiaramente in una veste grafica leggermente rivista, più cupa. La mappa è divisa in tre aree di difficoltà diversa: più ci si avvicina alla zona centrale, più i nostri nemici saranno forti e difficili da abbattere. A una maggiore difficoltà, corrispondono anche ricompense più ghiotte.

Nella fattispecie, si tratta di una rivisitazione di DMZ, una modalità che non ha mai raccolto un grande entusiasmo, ma in veste zombi a nostro avviso acquisisce un senso molto più interessante. Certo, sarà necessario un supporto esteso con nuovi contenuti e nuove sfide che contribuiscano a riempire l'esperienza, ma le premesse appaiono davvero buone.

La modalità inizia con una fase pre-partita in cui dobbiamo preparare il nostro equipaggiamento. Qui selezioniamo un operatore, le armi e gli eventuali oggetti da portare in azione. Sono disponibili tre slot assicurati per le armi che, in caso di fallimento, ci verranno restituite.

Una volta pronti, veniamo sbarcati in un punto casuale della mappa nell'anello più esterno e da qui comincia la nostra caccia. Si tratta di una modalità a estrazione, ragione per cui il nostro obiettivo è trovare il maggior numero di attrezzature, della qualità più alta possibile, e riuscire a scappare attraverso i punti di estrazione in cui atterrerà l'elicottero per la fuga.

Il tutto dovrà avvenire entro un limite di tempo che è di circa un'ora. È presente un primo countdown di 45 minuti, dopo il quale partirà un secondo countdown di 15 minuti. Durante la seconda parte, una tempesta inizierà ad espandersi dal centro della mappa verso i confini. Scaduti i 15 minuti, avremo ulteriori 2 minuti di tempo per completare l'estrazione.

Durante la nostra ricerca abbiamo la possibilità di allearci con altre squadre. Sarà necessario mandare l'invito e, se accettato, i 6 giocatori appariranno come un unico team. Una funzionalità che avevamo apprezzato anche con DMZ, offre una componente cooperativa molto più ricca, divertente e strategica. Inoltre, in questo caso, si rivela quasi indispensabile per affrontare il cerchio più interno in cui, soprattutto i boss ovviamente, saranno davvero difficili da sconfiggere.

L'aspetto interessante e che garantisce davvero tante ore di gioco è il fatto che prima di poter azzardare lo scontro nell'ultimo cerchio, l'equipaggiamento andrà "costruito" partita per partita. Ma non solo, i potenziamenti e le armi speciali – si, le casse presenti sulla mappa includono anche le stravaganti armi delle originali modalità Zombi – non potranno essere estratti. Quindi, una volta ottenuta un'arma con tutti gli accessori, non potremo comunque fare a meno di passare per una postazione Pack-a-Punch nella partita successiva.

Naturalmente, tutto questo impegno non sarà fine a sé stesso: progredire nella modalità e completare le missioni consente ai giocatori di sbloccare skin, progetti ed equipaggiamenti che potranno essere utilizzati già dallo start, quindi direttamente nel pre-partita.

Conclusioni

Cosa rimane da dire sul Call of Duty più contraddittorio di sempre? Un parallelismo che rende bene l'idea di cosa ci abbia trasmesso Modern Warfare III è di un invitato che si presenta alla festa con l'abito sbagliato. Il titolo di Sledgehammer è di per sé uno sparatutto eccellente, con l'esperienza multiplayer migliore degli ultimi anni.

D'altro canto, però, è anche il Call of Duty più povero, in termini di novità, dell'intera saga apparsa per la prima volta sugli schermi 20 anni fa. Questo terzo capitolo, infatti, è più una raccolta di tutto ciò che negli ultimi anni è stato apprezzato della serie, piuttosto che un gioco nuovo. L'opera di Sledgehammer si fonda su un attento lavoro di riciclo che ha senza dubbio ascoltato la voce della community, ma non propone (quasi) nulla di nuovo.

Perfino le due modalità multiplayer aggiuntive risultano poco incisive e non cambiano quello che è sostanzialmente un "quadro restaurato". Certo, il lavoro non è mancato, i bug sono quasi assenti, le meccaniche sono state ottimizzate e il gameplay risulta estremamente fluido, adrenalinico, frenetico. Ma si tratta più che altro di un perfezionamento di ciò che già conoscevamo fin troppo bene.

La campagna può tranquillamente essere trascurata: la narrazione è carente, la trama confusionaria e povera di eventi, il gameplay è poco e discutibile, le ambientazioni sono riciclate e la durata complessiva è forse tra le più basse mai viste per un tripla A.

Vera rivelazione dello sparatutto più atteso dell'anno è Zombi, una modalità che pur trovando le radici in una vecchia proposta, offre qualcosa di diverso da quanto visto finora. Potremmo quasi definirlo un gioco nel gioco, che garantisce sì lo stesso stile amato dai fan, ma con meccaniche e uno svolgimento nuovi che sfociano in un'esperienza diversa dal solito.

Speriamo solo che Treyarch, studio che ha fatto degli zombi il suo marchio di fabbrica e ha curato la modalità in MW III, continui a supportarla con nuovi contenuti, nuove missioni e magari espanderla con nuove mappe e modalità, un po' sulla scia di Warzone. In caso contrario, l'intera modalità non differirebbe dai mostri che la popolano e sarebbe un'altra occasione persa, forse l'unica rimasta a disposizione Call of Duty: Modern Warfare III.

13 Commenti
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agonauta7824 Novembre 2023, 18:05 #1
69 euro per un DLC non Si possono proprio leggere, su console va peggio . Finché non scende sotto i 20 euro mi gusto le recensioni farlocche online
Evilquantico24 Novembre 2023, 18:37 #2
La.campagna poi ė la più ridicola della storia dura pochissimo
Max Power25 Novembre 2023, 10:13 #3
Se mettono tutto in Warzone3, il problema è risolto.

Sicuramente, come nelle ultime versioni l'engine è fatto come si deve e non servono i Mesh Shaders

Salvo poi essere sempre lo stesso gameplay, con checche isteriche*, che saltano da una parte all'altra.

* dal 2023 sono anche stati introdotti i pagliacci

100% realistico
Ripper8925 Novembre 2023, 11:38 #4
Originariamente inviato da: Evilquantico
La.campagna poi ė la più ridicola della storia dura pochissimo


Penso che chi valuta un gioco come COD dalla campagna single player abbia sbagliato completamente a inquadrare il gioco.
COD è un titolo unicamente multiplayer, la campagna non la gioca quasi nessuno a parte le volte in cui sei costretto per sbloccare le armi in multiplayer.
sniperspa25 Novembre 2023, 12:32 #5
Se devo spendere 70 euro per avere l'interruzione della ricarica e giocare sulle mappe del primo MW, gioco semplicemente al primo MW

I miei soldi a questo giro non li avranno (se non forse quando costera' 20 euro)
pity9127 Novembre 2023, 08:41 #6
Originariamente inviato da: sniperspa
Se devo spendere 70 euro per avere l'interruzione della ricarica e giocare sulle mappe del primo MW, gioco semplicemente al primo MW

I miei soldi a questo giro non li avranno (se non forse quando costera' 20 euro)


ma neanche a 20€
se volessi mai vedere salti e sciovalate a minch*am installerei il primo... ma non lo farò.
Jon Irenicus27 Novembre 2023, 11:41 #7
Però, dai, c'è anche la collaborazione con Giorgone...
https://www.youtube.com/watch?v=apn9JDk3KzQ
nonsidice27 Novembre 2023, 12:14 #8
Originariamente inviato da: Ripper89
Penso che chi valuta un gioco come COD dalla campagna single player abbia sbagliato completamente a inquadrare il gioco.
COD è un titolo unicamente multiplayer, la campagna non la gioca quasi nessuno a parte le volte in cui sei costretto per sbloccare le armi in multiplayer.


mica vero !
basta un BEN FATTO remake (engine/modelli 3d/texture ecc.) di CoD 1 (il primo), e lo prendo ad occhi chiusi.
Fos27 Novembre 2023, 22:34 #9
Siamo arrivati alle recensioni agnostiche. Quando su PS5 può solo andar peggio, meglio evitare del tutto il discorso.
Una recensione fatta da un sito generalista, in confronto avrebbe spaccato il pelo in 4.

Si vede che vi tengono per le palle capovolti, eh...
sniperspa27 Novembre 2023, 23:57 #10
Originariamente inviato da: Jon Irenicus
Però, dai, c'è anche la collaborazione con Giorgone...
https://www.youtube.com/watch?v=apn9JDk3KzQ


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