Gladius: Warhammer ha il suo Civilization

Gladius: Warhammer ha il suo Civilization

Le nostre impressioni dopo aver provato esaustivamente Warhammer 40.000: Gladius - Relics of War, ovvero quello che viene definito come il primo gioco di genere 4X a turni ambientato nell'immaginario di Warhammer 40.000. In altri termini, anche l'universo di Games Workshop ha il suo Civilization

di pubblicato il nel canale Videogames
 

Le 4 x che danno nome al genere si riferiscono ai termini inglesi eXplore, eXpand, eXploit e eXterminate. Ovvero, si parla del genere diventato famoso grazie a Civilization, fondamentalmente un'evoluzione digitale del Risiko, ovviamente molto più complessa, che si fonda sulla strategia a turni.

Gladius - Relics of War ripropone in un contesto completamente differente le classiche fazioni di Warhammer 40.000, Astra Militarum, Space Marines, Orki e Necron, pur mantenendo le caratteristiche originali di ciascuna di loro
Oggi vi parlo di un progetto che merita molto ma che rischia di passare inosservato perché fondamentalmente rivolto a una nicchia di giocatori appassionati di strategia. Viene definito come il primo gioco di genere 4X ambientato nell'immaginario di Warhammer 40.000 che, come sapete, è la controparte futuristica del più classico Warhammer fantasy che, tra gli altri, in ambito videoludico ha ispirato Warcraft.

Gladius - Relics of War dunque ripropone in un contesto completamente differente le classiche fazioni di Warhammer 40.000, Astra Militarum, Space Marines, Orki e Necron, pur mantenendo le caratteristiche originali di ciascuna di loro. Già questo è motivo di vanto per questa produzione perché le quattro fazioni sono ben circostanziate e molto differenti tra di loro attingendo alle caratteristiche storiche dell'immaginario.

Ad esempio, gli Space Marine agiscono attraverso lanci orbitali e attacchi spaziali, confermando grande resistenza per via delle possenti armature di cui sono dotati i soldati. Gli Orki, invece, usano strutture metalliche arrangiate per difendersi e sono molto forti nel combattimento ravvicinato. La Guardia Imperiale, al contrario, eccelle negli attacchi dalla distanza con le sue efficaci unità di artiglieria. Nel wargame da tavolo Warhammer 40.000, la Guardia imperiale è il più grande corpo di uomini combattenti nell'Imperium del 41º millennio. I Necron si muovono rapidamente e attaccano in massa, accerchiando il nemico; e, rispetto alle altre fazioni, hanno una maggiore relativa facilità all'edificazione di nuove città. Si tratta di un esercito di guerrieri scheletrici robotizzati che hanno riposato nelle loro tombe per milioni di anni.

Sono fondamentalmente due le principali differenze fra Gladius - Relics of War e Civilization: non c'è la diplomazia e qui il focus è incentrato sulla guerra piuttosto che sulla gestione dei confini. Quando incontrerete un'unità di un esercito rivale, infatti, entrerete direttamente in conflitto, anche se si tratta di una fazione speculare alla vostra (sull'ampia mappa di gioco potrà capitare di avere più di una fazione dello stesso tipo). Inoltre, la possibilità di fondare nuove città permane, ma è molto limitata. L'approccio differente ha ovviamente importanti ripercussioni sulla strategia, portando il giocatore a concentrarsi sulle tattiche di attacco, di accerchiamento del nemico, oltre che protezione delle proprie risorse militari, piuttosto che sulla gestione statale e burocratica come intesa in Civilization.

Warhammer 40.000: Gladius - Relics of War è un gioco sviluppato da Proxy Studios e prodotto da Slitherine. Proxy Studios è un piccolo team di sviluppo tedesco fondato nel 2009. Nel 2010 ha rilasciato il gioco di tattica a turni Conquest: Divide and Conquer, mentre risale al 2013 il so debutto nel genere 4X con Pandora: First Contact.

Slitherine è invece il famoso produttore inglese fondato nel 2000, data dalla quale ha prodotto oltre 200 giochi di strategia per PC, console e sistemi mobile. Slitherine ha acquisito nel 2010 Matrix Games e può controllare nell'universo dei videogiochi diverse licenze importanti come Battlestar Galactica, Heroes of Normandie, Horrible Histories, Hystory Channel e appunto Warhammer 40.000. Lo studio collabora con l'esercito americano nella fornitura di software di simulazione, nello specifico attraverso una versione professionale del gioco commerciale Command Modern Air & Naval Operations.

Oltre ai videogiochi, Slitherine pubblica il gioco da tavolo Field of Glory. Ambientato in varie età antiche fra il 500 a.C. e il 1500 d.C., esalta alcuni momenti topici della storia europea e del Medio Oriente. Ci sono diverse varianti di Field of Glory, e ciascuna si caratterizza per il proprio sistema di regole con corrispondente manuale di spiegazione di accompagnamento.

Tornando, però, a Gladius - Relics of War, cominciamo a capire il perché del titolo. Suddiviso in esagoni esattamente come il mondo di Civilization, Gladius Prime è il pianeta dove si svolge l'azione di gioco. Un tempo pianeta pacifico con una ricca storia archeologica, adesso si trova in una morsa mortale dopo che gli Orki decidono di invaderlo con le loro cruente armate. Le reliquie su Gladius Prime sono molto importanti e attirano gli interessi dei più grandi poteri della galassia: le quattro fazioni protagoniste del gioco, dunque, si troveranno a combattere tra di loro oltre che con le forze di vita indigene. È il 41esimo millennio e c'è solo guerra!

Parte cruciale di Gladius - Relics of War è naturalmente la mappa: ogni esagono si contraddistingue per precise caratteristiche in termini di risorse che mette a disposizione e in termini geomorfologici. Questo vuol dire che la posizione in cui dovranno sorgere le città dovrà essere vagliata attentamente in base alle risorse a disposizione e che la mappa avrà un ruolo determinante in battaglia. Certe morfologie naturali potrebbero impedire a un esercito di proseguire nella sua avanzata, mentre una collina potrebbe spezzare la linea di tiro di un tipo di unità che attacca dalla distanza.

Ci sono vari tipi di unità con caratteristiche differenti a seconda della fazione alla quale appartengono. Le unità potrebbero essere efficaci nel combattimento ravvicinato o primeggiare negli attacchi dalla distanza ma disporre di scarse resistenze. Ci sono i mezzi corazzati e le forze aeree, e ciascuna unità ha punti di forza e punti di debolezza rispetto a un particolare attacco. Infine, ci sono le unità eroiche, che dispongono di abilità speciali che possono consentire di rovesciare le sorti degli scontri. In questo Gladius - Relics of War assomiglia a uno dei giochi Blizzard come Warcraft o Starcraft, o a un MOBA, con gli eroi che devono essere adeguatamente inquadrati all'interno della strategia dell'esercito.

Un'azione che vi troverete a compiere in maniera ricorrente è l'abbandono della linea di fronte per retrocedere nelle retrovie e ripristinare le risorse vitali. Perdere un'unità, infatti, può sovvertire gli equilibri dello scontro, meglio cercare di tenere il fronte con ciò che rimane dell'esercito e rimuovere l'unità in crisi dalla parte nevralgica. È infatti possibile ripristinare le risorse vitali mantenendo l'unità sullo stesso esagono per qualche turno.

Sono fondamentalmente due le principali differenze fra Gladius - Relics of War e Civilization: non c'è la diplomazia e qui il focus è incentrato sulla guerra piuttosto che sulla gestione dei confini
Questa meccanica contribuisce a rendere le battaglie di Gladius - Relics of War delle guerre di posizione: gli eserciti tengono ad arroccarsi intorno alle proprie città e a tentare di avanzare verso le città nemiche superando le difese dell'esercito avversario. La necessità di retrocedere e di preservare le risorse allunga i tempi degli attacchi, fornendo al giocatore ulteriori possibilità tattiche in termini di schieramento delle unità nei punti giusti e di individuazione dei punti deboli nello schieramento nemico.

Il focus sulla strategia militare avvicina, e di molto, Gladius - Relics of War a un tradizionale RTS, pur mantenendo sempre la strategia a turni. Ma ci sono differenze talmente importanti fra le varie unità che c'è sempre margine per la manovra geniale che consente di rompere l'equilibrio. Alimentato, a sua volta, dalla componente di ricerca, che funziona anch'essa in maniera speculare rispetto a Civilization. La ricerca serve fondamentalmente a potenziare l'esercito e le unità sul campo di battaglia, fornendo loro quei miglioramenti necessari a soverchiare il nemico. Come in Civilization la ricerca è alla base della diversficazione delle forze in campo, visto che, se non si procede nel modo giusto, uno degli eserciti coinvolti non conflitto potrebbe risultare troppo arretrato nell'evoluzione per poter contrastare efficacemente i nemici.

Una cosa molto importante da comprendere per la ricerca è che questa non si avvale di una progressione squisitamente lineare. Le tecnologie sono divise in 10 "tier" e all'inizio del gioco si ha accesso solo alla "tier" 1, ma dopo aver sbloccato due tecnologie della "tier" 1 la "tier" 2 diventa disponibile. Si sbloccano due tecnologie della "tier" 2 ed ecco che la 3 è a nostra disposizione. Insomma, potremmo muoverci all'interno dell'albero delle tecnologie con una certa libertà: fare le scelte giuste in questa fase è di cruciale importanza nell'ottica di dotare l'esercito delle caratteristiche giuste per fronteggiare il nemico.

Notate che tutto questo vale anche per il multiplayer, essendo Gladius - Relics of War giocabile anche con gli amici. Sia le partite single player che quelle multiplayer si possono personalizzare in termini di vastità della mappa di gioco, numero di eserciti presenti e caratteristiche geomorfologiche. L'impostazione di gioco, e anche qui dobbiamo ricorrere al paragone con Civilization, favorisce la rigiocabilità: con tutte queste varianti in gioco non ci sarà mai una partita simile a un'altra.

Fra le altre cose, nella fase della creazione della partita possiamo attribuire il colore che desideriamo a ciascuna fazione, oltre che scegliere il livello di abilità degli eserciti gestiti dall'intelligenza artificiale. Ci sono sette opzioni di difficoltà in Gladius - Relics of War, con nomi che variano a seconda della fazione interessata. La difficoltà incide sul morale delle truppe, ovvero sulla rassegnazione che insorge se si rendono conto che attorno a loro le cose procedono male. Più è bassa l'opzione di difficoltà e più sarà facile perdere in morale.

Ci sono delle opzioni anche per determinare la velocità di gioco, visto che si può accelerare l'allenamento delle unità o la costruzione degli edifici nelle città. Per quanto riguarda le dimensioni del mondo di gioco, abbiamo a disposizione 5 opzioni. Le mappe più grandi possono ospitare un maggior numero di città e più unità sul campo di battaglia, rendendo le partite più avvincenti e longeve. Sempre nella fase di creazione il giocatore può stabilire le caratteristiche geomorfologiche del mondo di gioco: per esempio se devono esserci molte pianure o fitta vegetazione e distese d'acqua. Nel primo caso le battaglie saranno prevalentemente fra unità di fanteria, mentre nel secondo ci sarà più spazio per le unità aeree. Si può anche stabilire l'intensità degli artefatti indigeni: questi, quando esplorati, consentono di accedere a bonus speciali e di ritrovare oggetti preziosi per le nostre unità eroiche, che ne modificano le abilità e gli attributi. Sul mondo di gioco ci sono essere delle creature indigene ostili, che possono dare qualche grattacapo al giocatore soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto, quando non ha ancora un esercito sufficiente ad affrontarle, o rendendo più complesso un conflitto con una fazione rivale.

Slitherine è un produttore britannico specializzato in giochi di strategia e che pubblica il gioco da tavolo Field of Glory
Considerate che viste le comunque non amplissime dimensioni della mappa e la possibile presenza di tanti eserciti, in Gladius - Relics of War è facile che ci siano conflitti da gestire su più fronti. Ad esempio, avere un avversario da ostacolare da una parte e continuare un assedio dall'altra.

Sulla mappa si trovano anche le 'Ruins of Vaul', che vanno conquistate e mantenute per ricevere bonus periodici con cui migliorare le città e l'esercito. I 'Jokaero Trader Encampment' invece vanno esplorati con gli eroi: qui possono acquistare oggetti rari e armi speciali attraverso l'opzione "shop" che in questo modo viene attivata. Sulla mappa ci sono anche le tombe dei Necron, che possono essere usate da questa fazione per costruire nuove città. Ciascuna delle fazioni costruisce le città in modo differente: gli Space Marine servendosi di una capsula orbitale, mentre Orki e Astra Militarum nel classico modo con l'unità fondatrice.

Edificare nuove città è molto meno ricorrente che in Civilization: la maggior parte delle fazioni, infatti, deve andare molto in profondità nella ricerca per poter disporre di questa opzione. È più semplice con i Necron, ma loro, come detto, possono fondare nuove città solo dopo aver scoperto una tomba dei Necron.

'Wire Weed' e foreste sono altri elementi delle mappe che possono rallentare i movimenti delle truppe e, in certi casi, arrecare danni fisici ad esse. Anche i fiumi rallentano i movimenti, ma rappresentano un'importante fonte di approvvigionamento di cibo per le città, accelerandone la crescita.

In alto a sinistra dell'interfaccia utente il giocatore può rendersi conto della disponibilità di risorse e delle carenze. Dovrà costruire degli edifici adeguati nelle città per esempio per sopperire alle carenze di energia elettrica, cibo, minerali o lealtà nelle città. Un altro modo per ottenere le risorse è accrescere le dimensioni delle città: lo si fa attravaerso la funzione di acquisizione di un nuovo esagono. Questo modificherà le dimensioni delle città con conseguenze visive sulla mappa: ovviamente bisogna propendere per gli esagoni che contengono le risorse di cui le città hanno bisogno.

La partita si può vincere nel classico modo che prevede lo sterminio di tutte le fazioni nemiche, ma c'è anche una struttura di quest alla base di un sistema di progressione che consente di sbloccare ricompense che rendono la fazione più potente. La vittoria si può ottenere, dunque, anche completando il percorso di quest stabilito dal gioco.

L'impostazione di gioco, e anche qui dobbiamo ricorrere al paragone con Civilization, favorisce la rigiocabilità: con tutte queste varianti in gioco non ci sarà mai una partita simile a un'altra
Ogni città è dotata almeno di una torre difensiva, che fornisce potenza di fuoco sufficiente a tenere lontane le forze nemiche che si avvicinano troppo. Questo rende praticamente inespugnabili le città nei primi turni: bisognerà infatti formare delle truppe particolarmente efficaci negli attacchi contro gli edifici per poter attaccare le fortezze difensive. Per ogni città bisogna monitorare i costi di gestione degli edifici che vi si trovano all'interno oltre che i costi necessari a mantenere armato sul campo di battaglia l'esercito. Si possono costruire nuovi edifici a patto di possedere lo spazio necessario acquisendo opportunamente gli esagoni intorno al centro città. Ogni edificio costruito avrà un impatto visivo sulla mappa di gioco generale.

La maggior parte degli esagoni contiene uno o più bonus alla produzione di risorse: i deserti, ad esempio, forniscono un bonus di energia del 20%, mentre le praterie forniscono il 40% in più di cibo. Una volta acquisiti gli esagoni, tale bonus viene aggiunto all'importo prodotto da ciascun edificio della città. Espandere la città acquisendo gli esagoni giusti è quindi molto importante, così come conquistare e controllare gli avamposti che si trovano in giro per la mappa.

Come in Civilization, le città, se ben alimentate, crescono in dimensioni e in popolazione. La crescita si verifica quando la città non è al limite della popolazione, ovvero ci sono ancora alloggi disponibili, e può essere accelerata espandendola opportunamente, con appositi editti e con la costruzione di opportuni edifici. Quando queste condizioni si verificano sufficientemente a lungo la città acquisisce un punto.

Per quanto riguarda gli editti, sono un tipo di politica praticabilie solo da due fazioni, Astra Militarum e Space Marine. Nel primo caso, dopo aver completato la ricerca corrispondente, si abiliterà un pulsante in associazione della città, conferendo vantaggi specifici per una durata di 10 turni. Fondamentalmente si tratta di un bonus a vari fattori, come la crescita della produzione, la produzione di risorse e di unità. Per gli Space Marine gli editti funzionano in maniera simile, ma si chiamano "Chapter Tactics" e si richiamano in orbita attraverso il menù delle operazioni che si trova nella parte in alto a sinistra della schermata.

La crescita della popolazione ha anche aspetti negativi: innanzitutto, serve più cibo per sfamare molte persone e poi bisogna sapere ascoltare tutti. Questo fattore è rappresentato dal punteggio di Lealtà. Ogni punto di Lealtà aumenta la produzione di tutti i tipi di risorsa del 2%, mentre allo stesso modo una città sleale rallenta la produzione. Per mantenere alto il livello di Lealtà bisogna costruire opportuni edifici. Tutti questi aspetti vanno considerati per bene durante la fase del conflitto perché l'azione militare è alimentata anche dal volume di produzione, oltre che dalla ricerca.

Per quanto riguarda la gestione delle unità, come da tradizione per il genere di gioco, solamente una truppa può occupare un esagono. Muovere opportunamente le unità è di fondamentale importanza in Gladius, rispetto alle caratteristiche del nemico e alla conformazione della mappa. Si noti che le unità possono ripristinare le risorse vitali se rimangono ferme per più turni, con alcune fazioni, nello specifico Astra Militarum e Necron, che godono di opzioni per il ripristino veloce delle risorse vitali. L'unica differenza fra le abilità di ripristino della salute di Astra Militarum e Necron riguarda il fatto che la prima è soggetta a cooldown, la seconda alla disponibilità della risorsa Influence.

Ogni unità sulla mappa va considerata come un importante punto di forza rispetto al nemico, quindi bisogna fare il possibile per preservala. E in quest'ottica il ripristino delle risorse vitali è cruciale.

Le unità possono compiere nella maggior parte dei casi due tipi di azione per turno: una di movimento entro un raggio circoscritto in base alle caratteristiche dell'unità, e una di fuoco verso un'unità nemica. Oltre che per le risorse vitali, ciascuna unità si caratterizza per il morale: se intorno a essa troppi alleati vengono sconfintti il morale tenderà a scendere e superata la soglia del 66% l'unità risulterà ‘shaken’ (scossa) e infliggerà meno danno.

Sia le unità eroiche che quelle semplici acquisiscono esperienza e scalano i livelli di esperienza come in un gioco di ruolo. Nel caso degli eroi questo consente di sbloccare nuove abilità o di potenziare quelle esistenti, a scelta del giocatore. Nelle fasi avanzate della partita è cruciale possedere unità con esperienza: i novizi saranno quasi del tutto inermi contro di esse, al punto che solo con un esercito bene allenato sarà possibile mantenersi competitivi in queste fasi.

Le armi sono altresì molto importanti, perché per prima cosa determinano la distanza dalla quale è possibile colpire il nemico. Si caratterizzano per vari attributi come danno, precisione, coefficiente di penetrazione delle armature ed eventuali effetti speciali. Ci sono anche i "trait" a modellare ulteriormente le caratteristiche delle unità: questi possono dipendere dalla fazione di appartenenza o dalla situazione. Ad esempio, gli Orki hanno un "trait" che consente loro di mantenere alto il morale, mentre un'unità nella foresta avrà ridotte capacità di movimento.

Ciascuna unità si caratterizza per un certo numero di "movement points": averne tre, ad esempio, equivale a dire che può percorrere tre esagoni in un turno. Si consideri che attraversare foreste o fiumi consuma più "movement points". È molto importante tenere premuto il pulsante destro prima di decidere quale movimento effettuare, perché ci darà una chiara idea di cosa farà l'unità selezionata e quanti turni impiegherà a farlo.

Per concludere, se siete dei fan dei giochi come Civilization e di Warhammer 40.000, Gladius - Relics of War è fondamentalmente un acquisto obbligatorio. È sufficientemente profondo per quanto riguarda le tattiche militari grazie alle buone mappe e alle intelligenti caratteristiche delle unità. Inoltre, è godibile anche in single player oltre che in multiplayer, grazie a una buona intelligenza artificiale. Sappiate, però, che non c'è una reale gestione politica e diplomatica.

PRO

  • Gioco rigoroso sul piano delle tattiche e della strategia
  • Fazioni classiche di Warhammer 40.000 sapientemente riprodotte
  • Grande rigiocabilità
  • Buona intelligenza artificiale

CONTRO

  • Non c'è la diplomazia
  • Migliorabile sul piano tecnico
11 Commenti
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jyk09 Luglio 2018, 13:20 #1
sembrerebbe interessante, ma visto le solo 4 razze presente, sospetto pesante intervento di dlc per le rimanenti:-(
Benjamin Reilly09 Luglio 2018, 14:13 #2
penso di aver giocato tutti quelli della prima serie warhammer che ad un certo punto espandeva la giocabilità a mappe planetarie... e ciascuna fazione possedeva singolarità che le distingueva dalle altre... rendendo avvincente ed unico il gioco con ciascuna di esse. Ricordo in una delle espansioni che era possibile giocare anche con le fazioni nemiche che per evadere dalle solite campagne decisi di scegliere... e risultarono più articolate e coinvolgenti con schemi del tutto sorprendenti rispetto alle consuetudini a cui ero abituato. Questi giochi impegnano in prima istanza poichè occorre praticarli per impararli, rendendoli pertanto molto interessanti... ed una volta imparati risultano ancora più divertenti. Sono lieto che il gaming che coinvolge gli attributi intellettivi persista... rispetto al gaming sempliciotto che interessa solo il piano emotivo.
icoborg09 Luglio 2018, 17:47 #3
Originariamente inviato da: jyk
sembrerebbe interessante, ma visto le solo 4 razze presente, sospetto pesante intervento di dlc per le rimanenti:-(


goty is da way
Er Monnezza09 Luglio 2018, 17:55 #4
La diplomazia è una cosa da eretici se sei uno Space Marine! Il Codex Astartes non ammette relazioni diplomatiche con gli Xenos! L'unica cosa da fare è seguire la volontà dell'imperatore : Burn the heretic. Kill the mutant. Purge the unclean.
Bestio10 Luglio 2018, 00:59 #5
Leggo la recensione, aggallatissimo vado su Steam per comprarlo, e mi vedo:

Italiano: Non supportata



Ma possibile che in una recensione italiana non fate nemmeno riferimento a questa grave mancanza, in un gioco che per uno che non ha una perfetta padronanza dell'inglese potrebbe rivelarsi etremamente complicato?

O almeno scrivere 2 righe per farci capire quale livello di conoscenza della lingua è necessario per riuscire a goderci il titolo?

Se davvero pensate che tutti sappiamo così perfettamente l'Inglese da non porci il problema, cosa le scriveta a fare le recensioni in Italiano?? Tanto vale scriverle in inglese...

E il primo che mi risponde "impara l'Inglese" lo vado a cercare a casa , con l'inglese ma la cavo anche, ma gioco per divertirmi e se devo sbattermi per tradurre mentalmente dall'Inglese, il divertimento va a farsi benedire.
OttoVon10 Luglio 2018, 01:38 #6
Non devi tradurre mentalemente, così fatichi doppio.

Banalmente pensi in inglese o almeno ci provi, tradurre in tempo reale un discorso... inutilmente complicato. Almeno per me.
Bestio10 Luglio 2018, 02:53 #7
Originariamente inviato da: OttoVon
Non devi tradurre mentalemente, così fatichi doppio.

Banalmente pensi in inglese o almeno ci provi, tradurre in tempo reale un discorso... inutilmente complicato. Almeno per me.


Per arrivare a "pensare" direttamente in Inglese, ed assimilare una storia come fosse nella propria lingua madre, secondo me è necessario vivere in UK/USA per qualche anno.
Mparlav10 Luglio 2018, 10:11 #8
Nel futuro di Warhammer c'è solo la guerra, la diplomazia è robetta da Civilization

Mi alletta l'idea di uno strategico a tempi è da tanto che non ne gioco uno.

E' molto probabile che faranno DLC ed espansioni con Tao, Chaos, Tyranid, Eldar, quindi preferisco aspettare qualche saldo.
nickname8810 Luglio 2018, 13:11 #9
Originariamente inviato da: OttoVon
Non devi tradurre mentalemente, così fatichi doppio.

Banalmente pensi in inglese o almeno ci provi, tradurre in tempo reale un discorso... inutilmente complicato. Almeno per me.

Parlare e comprendere una lingua è un conto
Ma il pensiero si esprime solitamente nella lingua madre, o nella lingua più usata nella propria esistenza, il che implica che tu debba avere una conoscenza alla perfezione di quest'ultima.

Chi parla inglese scolastico o ai limiti della decenza nell'ambito professionale di certo non pensa in inglese.
buziobello11 Luglio 2018, 11:49 #10
Premessa: scusate la lunghezza.

Porto la mia esperienza personale: ho studiato inglese come tutti alle medie ed alle superiori, fortunatamente avendo una coppia di insegnanti in gamba e madrelingua. Non sono mai stato all'estero per più di 3 settimane di fila (e solo una volta con un viaggio studio, per cui figuratevi quanto inglese si parlava )

Ho imparato MOLTISSIMO a leggere e a scrivere nelle chat straniere, ma soprattutto ho imparato ad ASCOLTARE gente madrelingua inglese/americana tramite le serie TV in lingua originale con i sottotitoli. Cosa che, peraltro, mi ha aiutato parecchio con i dialetti e le diverse cadenze (irlandese, scozzese e cockney sono decisamente diversi ). E' chiaro che per riuscire a parlare perfettamente e capire chiaramente al primo colpo quello che senti ci vogliono anni ed è necessario fare un'esperienza all'estero, però, se posso dare un consiglio a quelli che si lamentano (li capisco), provate anche voi, sapere un'altra lingua va solo a vostro vantaggio!

Figuratevi che certe volte mi capita di pensare prima in inglese e poi in italiano, cosa di cui mi stupisco enormemente... Eppure capita.

Ora me ne frego se un gioco non è tradotto in italiano, e fidatevi che è una bellissima sensazione (anche se ovviamente mi farebbe piacere )

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