Nerdizing worlds
L'idea di scrivere questo editoriale mi è venuta subito dopo la visione del film The Social Network di David Fincher, che ovviamente non è semplicemente la ricostruzione della vita di Marc Zuckerberg ma anche e soprattutto una riflessione sulla condizione dell'uomo e della donna nella società moderna. Le due parole che ho messo nel titolo sono state frutto di una sorta di folgorazione, benché letteralmente non abbiano senso preciso, di cui inizialmente neanche io capivo il significato.
di Rosario Grasso pubblicato il 15 Novembre 2010 nel canale VideogamesL'idea di scrivere questo editoriale mi è venuta subito dopo la visione del film The Social Network di David Fincher, che ovviamente non è semplicemente la ricostruzione della vita di Marc Zuckerberg ma anche e soprattutto una riflessione sulla condizione dell'uomo e della donna nella società moderna. Le due parole che ho messo nel titolo sono state frutto di una sorta di folgorazione, benché letteralmente non abbiano senso preciso, di cui inizialmente neanche io capivo il significato. Erano state suggerite in qualche modo dal film, poi ragionandoci ho dato una spiegazione.
Nella ricostruzione di David Fincher quello che ha portato all'ideazione di Facebook, e non solo ma anche alle varie fasi del suo allargamento, è una delusione amorosa. Marc riceve un perentorio no che non riesce a spiegarsi e reagisce istintualmente pensando a Facebook, creandolo da zero. Il suo istinto in quel momento lo porta a creare qualcosa che nel lungo periodo potrebbe consentirgli di rendere tutti più simili a lui, ovvero un nerd.
Un nerd nasce nerd, è nella sua natura e non può cambiare. Quello che più interessante è invece capire come mai le persone, di tutti i tipi e di tutte le estrazioni ormai, usano Facebook. Sicuramente molti di voi penseranno alla connotazione voyeristica di Facebook, e senz'altro sarebbe una riflessione giusta, ma tendo a pensare che ci sia un'ulteriore considerazione da fare.
Facebook consegna un nuovo modo di intrattenere i rapporti interpersonali. Mantenerli nella vita reale, infatti, è difficoltoso e produce dei pensieri legati alla sconfitta o alla vittoria, stati d'animo variabili, stress. Facebook consente di abbattere queste difficoltà: si è amici con tutti a costo zero, e si ha una falsa sensazione di amicizia e di compagnia che non corrisponde a quella reale. Insomma, elimina la fatica di avere rapporti che si ha nella vita reale.
Il nerd non accetta questa fatica, preferisce piuttosto alienarsi e stare da solo. Insomma, quello che sta facendo Zuckerberg, ma non è il solo, è rendere le persone più nerd. Lo si fa con Facebook, ma lo si fa, e forse in maniera più efficiente, anche con i videogiochi. Non voglio analizzare qui le differenti tipologie di videogiochi, ma molte di esse sono pensate per dare alle persone quello che non riescono ad avere dalla vita, il che produce infatti in molti casi dipendenza (penso principalmente a World of WarCraft).
Questo da una parte, ma dall'altra abbiamo un fiorire della componente emozionale. Si tratta di videogiochi adulti, che ormai trattano temi che sono molto più evoluti della semplice difesa di una base su un pianeta straniero. E i loro protagonisti virtuali esprimono e suggeriscono emozioni e sentimenti.
Ritengo che stiamo andando nella direzione di un gioco di massa online in cui si possano vivere questi sentimenti e, soprattutto, si possa incidere sul mondo, facendo delle scelte che portano a delle conseguenze sul mondo e sugli altri giocatori. Non c'è il rischio che tutto quello che serva ci sia in quel mondo virtuale e che invece non se ne abbia più riscontro nella vita reale?







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3 Commenti
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Stiamo andando nella direzione..
Finiremo tutti come..
Suonano come profezie da 4 soldi.
Se una persona decide di usare FB diciamo in modo "errato" (morboso..) secondo me significa che questa persona è semplicemente predisposta ad una sorta di debolezza che avrebbe manifestato anche in altri modi di fronte ad altri mezzi (o epoche).
Personalmente non uso Facebook, perchè è sostanzialmente un riassunto di tutte quelle "features" che io NON ho bisogno nella mia vita quindi non mi attira minimamente.
Quello che intendo dire è che non è colpa dei mezzi ma delle persone.
Se uno nasce con una predisposizione che lo porterà ad essere un serial killer non si può dare la colpa al fatto che nel mondo ci sono "persone da uccidere".
Se World of Warcraft ti permette di perdere il contatto con la tua vita reale, è colpa del gioco o del fatto che tu non sia abbastanza forte da capire cosa sia meglio?
Anche questa è selezione naturale; se una parte di umanità vuole finire lobotomizzata davanti a realtà virtuali perchè quelle reali non sono appaganti per loro, non vedo dove sia il problema. I falliti non sono una novità del 21° secolo; ci sono sempre stati.
Conosco persone che preferiscono chattare su facebook per 5 ore, piuttosto che farsi una camminata di 5 minuti, e raggiungere la persona con cui stanno chattando...
Facebook è facilità, pigrizia, e alienazione, per molti.
Non per tutti: quelli che non accettano passivamente, riescono ad utilizzarlo per quello che è(uno strumento di condivisione web 2.0) altri invece, purtroppo, no.
E da quello che vedo, molte persone passano sempre più tempo su fb. E nel modo sbagliato, come fruitori passivi di uno strumento di per se positivo(è pur sempre un social network)... peccato.
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