Secondo un nuovo report lavorare per Konami è un incubo

Secondo un nuovo report lavorare per Konami è un incubo

Nikkei dipinge un quadro secondo il quale Konami, dopo la cancellazione di Silent Hills e l'addio di Hideo Kojima, non sarebbe semplicemente allo sbando, ma addirittura verso la dissoluzione.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 08:01 nel canale Videogames
 

Konami nelle ultime ore si trova nell'occhio del ciclone dopo che Nikkei ha pubblicato un nuovo report sulle condizioni di lavoro dei suoi impiegati. Secondo l'articolo, le pratiche di HR all'interno di Konami svilirebbero la professionalità dei suoi dipendenti e in certi casi sarebbero addirittura denigratorie.

Nikkei sostiene che Konami non ha alcun rispetto verso la realizzazione personale e l'autonomia dei suoi dipendenti. Una situazione intollerabile che ha portato a un'escalation di fallimenti dopo la cancellazione dell'attesissimo Silent Hills e il sempre più probabile addio di Hideo Kojima dopo il lancio di Metal Gear Solid V The Phantom Pain. Ma non sono gli unici segnali di una compagnia ormai allo sbando, visto che diversi altri progetti sono stati cancellati o concessi come licenza, mentre il titolo è stato sospeso dalla borsa di New York.

Secondo la pubblicazione giapponese, gli sviluppatori, i produttori e i direttori più talentuosi lavorano ormai da tempo esternamente a Konami, dopo scontri con la dirigenza o per scelta personale viste le condizioni di lavoro.

Konami è un editore che lavora nel settore delle console da circa 30 anni ed è la prima volta che si trova seriamente in difficoltà, segno anche di un mercato sempre più complicato, anche per via di una concorrenza crescente e del consolidarsi di nuove forme di business.

Con i giochi Tripla A che hanno costi di produzione sempre crescenti (l'ultimo Metal Gear Solid è costato più di 80 milioni di dollari), Konami, così come molte altre realtà del settore dei videogiochi, sta gestendo la transizione verso i settori mobile, casual e digitale. Con risultati comunque incoraggianti, visto che nei suoi ultimi risultati finanziari a questa voce corrisponde una crescita addirittura del 147%.

Non si tratta quindi di una crisi finanziaria, quanto di un problema di rapporti tra le persone che lavorano in Konami. L'articolo originale è in giapponese, ma secondo le traduzioni fatte da certi siti del settore come Kotaku, in Konami si respirerebbe un'atmosfera di tipo orwelliano, il che ha contribuito alla fuga di molti talenti verso altri lidi del mondo dello sviluppo di videogiochi.

Secondo Nikkei, i computer di alcuni reparti di Konami, tra cui la ex-Kojima Productions ora rinominata in Number 8 Production Department, non sono collegati a internet, per far sì che i lavoratori rimangano costantemente concentrati sul proprio lavoro. I loro indirizzi internet si costituiscono, inoltre, di stringhe di lettere e numeri casuali, che sono regolarmente mescolate e ridistribuite, in modo da impedire ad aziende esterne di entrare in contatto con i talenti ancora rimasti.

Le pause pranzo sono monitorate in modo da segnalare alle HR tutti coloro che si intrattengano anche per pochi minuti oltre i limiti consentiti. Le telecamere di sicurezza osservano i corridoi e gli spazi pubblici alla costante ricerca di eventuali perdite di tempo. Chi non raggiunge i risultati prefissati, inoltre, viene subito declassato verso mansioni meno elitarie, anche di tipo manuale.

Non sono misure completamente inedite per grosse compagnie come lo è Konami. Anzi, da un certo punto di vista è normale che il datore di lavoro si tuteli con questi strumenti. Ma allo stesso tempo, secondo i giornalisti di Nikkei e di Kotaku, ai quali si aggiunge anche il sottoscritto, finiscono per essere controproducenti. Screditano l'azienda agli occhi dei lavoratori, tolgono motivazioni e a lungo andare portano alla fuga dei migliori talenti. Le conseguenze nel caso di Konami, infatti, appaiono ormai evidenti.

33 Commenti
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Riccardo8204 Agosto 2015, 08:48 #1
certo perchè spono rimasti ai giochio msx quando programmavano in assembler 20 ore al giorno
Riccardo8204 Agosto 2015, 09:00 #2
konami ping pong su tutti
jerax300004 Agosto 2015, 09:41 #3
I loro indirizzi internet si costituiscono, inoltre, di stringhe di lettere e numeri casuali, che sono regolarmente mescolate e ridistribuite, in modo da impedire ad aziende esterne di entrare in contatto con i talenti ancora rimasti.

Questa parte della notizia la trovo quanto meno buffa e oltremodo al limite della fantasia...

Nel 2014, con tutti i social, con le connessioni ad internet ovunque anche mentre caghi, con twitter e linkedin un azienda esterna nel mondo dei videogiochi avrebbe cosi tanti problemi ad inviare una mail di informazioni ad un dipendente della konami? E questo avrebbe cosi tante difficolta a rispondergli usando una connessione "non Konami"???

Capisco che possa essere una società non ideale per lavorare, però alcune cose mi sembrano davvero fuori dalla logica...E cmq sia, di queste realtà italia ce ne sono a bizzeffe, con stipendi da morti di fame ma nessuno ne parla... E penso che per molti di questi, la konami sarebbe un paradiso!
Perseverance04 Agosto 2015, 09:48 #4
I giochi sono la merce attraverso la quale le software-house fanno profitti. Il costo e la qualità del lavoro dei dipendenti è una voce in negativo al momento del bilancio aziendale, perciò più "schiavizzano" più profitto ottengono.

Non ci vedo niente di sensazionale in queste notizie, sono una delle tante conseguenze del capitalismo sfrenato.

Non è la Konami che è cattiva e gli altri sono buoni; è tutto il mondo che gira così.
FabioCC04 Agosto 2015, 09:51 #5
"transizione verso i settori mobile, casual e digitale"
Pian piano ci arrivano tutti.
Per me ormai è qua che si fanno i soldi, mica con i giochi AAA da 60 miliardi di doppi dollari.
Madcrix04 Agosto 2015, 10:09 #6
Konami è morta, hanno deciso di fare harakiri da qualche anno... via di pachinko e di giochini schifosi f2p che mungano le IP storiche fino a transformarle in sterco. Questo è il futuro di Konami. Lercio e puzzolente.
alexdal04 Agosto 2015, 11:41 #7

Condizioni di lavoro in Giappone

Faccio un esempio alla Panasonic.

Ho una cara amica che con il marito lavorano alla Panasonic:

Erano due dipendenti: si sono sposati tra di loro perché non avevano tempo di cercare al di fuori della ditta. va bhe..

Sposati nel 2003 lui ha avuto 5 giorni di ferie per la luna di miele:

da allora (anche se spettano 20 giorni all'anno) solo 2 o 3 giorni di ferie
In Giappone inoltre ci sono 52 sabati 52 domeniche 10/15 festivita' le vacanza di capodanno (4-8 giorni), di primavera (3-6 giorni) e di ferragosto (2-4 giorni)

Questo ragazzo ha potuto usare meno della meta' dei giorni festivi.

Esce di casa alle 6 ritorna alle 23 e i giorni festivi li passa dormendo.

Puo' spesare di andare in ferie solo al momento della pensione a 65-70 anni, oppure morire prima

La moglie perché si e' sposata ha avuto un declassamento e la possibilita' di lavorare in un ufficio senza straordinari e con giorni di vacanza regolari: in cambio di una riduzione del 50% dello stipendio-

Ma con gli anni hanno iniziato a richiedere di non fare piu' le ferie, di fare straordinari obbligatori, di rinunciare ai festivi.
Lo straordinario iniziava 1 ora al giorno poi due poi tre poi 4... fino a 8 ore di straordniario al giorno.

Alla fine ha avuto un collasso e stata ricoverata in ospedale per mesi e licenziata-

Da due anni ancora non si e' ripresa.


Questo e' il metodo di lavoro giapponese.

Il ministero del lavoro dice che i lavoratori devono fare le ferie, i festivi, di non superare dei tetti degli straordinari, di concedere le pause pranzo e caffe....
Ma non mette penali alle ditte.

Solo in caso di morte del lavoratore hanno una indagine e devono pagare un tot alla famiglia del defunto
Riccardo8204 Agosto 2015, 12:12 #8
alexdal smetti di fare propaganda questo è un sito di tecnologia mica una riunione di rifondazione!!
ferro7504 Agosto 2015, 12:21 #9
ahahah grande Riccardo82! Va là che sei fortunato a essere nato in Italia (ma se nascevi 10 anni prima era anche meglio...)
PaulGuru04 Agosto 2015, 12:49 #10
per caso si suicidano se vengono disonorati ?

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