Hacker condannati per violazione dei sistemi informatici di aziende videoludiche ed esercito Usa

Hacker condannati per violazione dei sistemi informatici di aziende videoludiche ed esercito Usa

Avrebbero rubato software per un valore complessivo di circa 100 milioni di dollari.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 17:31 nel canale Videogames
 

I quattro hacker avrebbero violato alcuni server appartenenti a Microsoft, Valve, Epic Games e Zombie Studios, e si sarebbero impossessati del codice sorgente di alcuni videogiochi come Call of Duty Modern Warfare 3 e Gears of War 3. Lo fa sapere il Dipartimento di Giustizia americano.

Dopo aver violato la sicurezza dei server, gli hacker avrebbero scaricato "software mai commercializzato, codici sorgente, segreti commerciali, contenuti protetti dal diritto d'autore e altre informazioni riservate".

Il gruppo si sarebbe impossessato anche di informazioni di proprietà dell'esercito degli Stati Uniti, rubando software relativo al programma di addestramento militare con gli elicotteri. Alla base delle azioni del gruppo di hacker c'era la volontà di rivendere il software così trafugato, visto che il Dipartimento di Giustizia ha già sequestrato 620 mila dollari ottenuti tramite attività legate a questa refurtiva.

Gli hacker incriminati sono Nathan Leroux, di 20 anni, di Bowie, Maryland; Sanadodeh Nesheiwat, di 28 anni, di Washington, New Jersey; David Pokora, 22 anni, di Mississauga, Ontario, Canada; e Austin Alcala, 18 anni, di McCordsville, Indiana. Sono accusati di "furto di identità aggravato, accesso non autorizzato a sistemi informatici e violazione del copyright". Pokora e Nesheiwat si sono già dichiarati colpevoli e per loro la condanna definitiva arriverà il 13 gennaio 2015.

Pokora, inoltre, è il primo straniero condannato negli Stati Uniti per violazione informatica. "Le condanne di oggi dimostrano l'impegno nella protezione delle proprietà intellettuali, a prescindere dal fatto che l'azione di hacking sia praticata dagli Usa o dall'estero", ha detto l'assistente procuratore generale Leslie R. Caldwell della divisione criminale del Dipartimento di Giustizia.

Sarebbe coinvolto anche un cittadino australiano condannato dalle autorità della sua nazione per attività legate alle azioni dei quattro hacker. Pare siano state violate informazioni sensibili delle società colpite, ma che i dati sui clienti siano rimasti inalterati.

6 Commenti
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PhoEniX-VooDoo01 Ottobre 2014, 21:47 #1
considerando l'ignoranza in materia dei media e l'abituale esagerazione delle autorità quando si parla di hacking, chissà come sono andate veramente le cose..
rockroll02 Ottobre 2014, 03:16 #2
Originariamente inviato da: PhoEniX-VooDoo
considerando l'ignoranza in materia dei media e l'abituale esagerazione delle autorità quando si parla di hacking, chissà come sono andate veramente le cose..


Rivendere per scopo di lucro non va bene di certo, specialmente se si vendono segreti militari a terroristi e simili e si mette a rischio la sicurezza nazionale, ma il rendere pubblico quanto 'ste straricche major tecnologiche custidiscono gelosamente e tengono nascosto in attesa del momento di massimo realizzo mi sta solo bene!
bobafetthotmail02 Ottobre 2014, 09:05 #3
Originariamente inviato da: PhoEniX-VooDoo]considerando l'ignoranza in materia dei media e l'abituale esagerazione delle autorità
Facilmente intuibile dai capi d'accusa.
si parla di incriminazione per [U]"furto di identità"[/U], "accesso non autorizzato" e "furto di cippa e lippa"

Quindi è il solito vecchio phishing dove hanno messo su una truffa o spammato le caselle di chi lavora lì, un povero pirla ha dato le credenziali di accesso al server e loro le hanno usate. (costituisce furto di identità

Poi i media lo chiamano hackeraggio perchè suona meglio e non fa sembrare un deficiente chi effettivamente ha abboccato alla truffa, ma questa è sì e no una truffa perpetrata via internet.

[QUOTE=rockroll;41598335]Rivendere per scopo di lucro non va bene di certo, specialmente se si vendono segreti militari a terroristi e simili e si mette a rischio la sicurezza nazionale, ma il rendere pubblico quanto 'ste straricche major tecnologiche custidiscono gelosamente e tengono nascosto in attesa del momento di massimo realizzo mi sta solo bene!
semmai rivendere tecnologie militari alla cina.
Faccio notare che se rubi software per elicotteri americani ai terroristi non è che importi granchè.
hrossi02 Ottobre 2014, 09:12 #4
Per sdrammatizzare: insomma la riprova che non esiste alcuna speranza ne su half-life2-ep3 ne su half-life3

Hermes
Gnaffer02 Ottobre 2014, 12:25 #5
Scusate ma non è sbagliato usare il termine hacker in questo caso? non è cracker?
bobafetthotmail02 Ottobre 2014, 12:41 #6
Originariamente inviato da: Gnaffer
Scusate ma non è sbagliato usare il termine hacker in questo caso? non è cracker?
sarebbe sbagliato anche quello. Questi sono dei truffatori che hanno usato un pc.

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