Giochi controllati con il pensiero da Emotiv Systems

Giochi controllati con il pensiero da Emotiv Systems

Emotiv Systems rilascia i primi dettagli su “Project Epoc”, una periferica che consente di giocare tramite il pensiero.

di Rosario Grasso pubblicata il , alle 14:25 nel canale Videogames
 
Emotiv Systems, neonata azienda che si dedica alla produzione di periferiche di controllo d'avanguardia, ha rilasciato i primi dettagli di “Project Epoc”. Si tratta, sostanzialmente, di un piccolo casco che consente al giocatore di interfacciarsi con i videogiochi semplicemente tramite i pensieri e le emozioni.

La periferica si basa sulla medesima tecnologia che viene impiegata in campo medico per la registrazione dell'attività elettrica dell'encefalo (elettroencefalografia). Esteriormente, il dispositivo approntato da Emotiv Systems appare simile ad un caschetto per la bicicletta.

Agli sviluppatori verrà fornito un Emotiv Development Kit, il quale consentirà di programmare i loro prodotti in modo da sfruttare le caratteristiche della nuova periferica. Teoricamente, all'utente basterà pensare le azioni relative allo spingere, al tirare, al far ruotare e il sistema le tradurrà in azioni in-game, distinguendo l'una dalle altre.

Il kit di sviluppo conterrà tre software, compresa un'applicazione per l'analisi delle espressioni facciali. Non vi è un prezzo per tale kit né per la periferica, la quale entrerà comunque in commercio nel corso del 2008. Questa tecnologia è indirizzata principalmente al mondo dei videogiochi, ma potrà essere utilizzata in futuro nei campi della medicina, della sicurezza, della ricerca di mercato, della comunicazione.

Emotiv Systems è diretta da Ed Fries, il quale in passato ha fatto parte del progetto XBox. Ecco come descrive la nuova tecnologia approntata dalla sua società: "I giochi per computer si sono evoluti drasticamente, ma i sistemi di interfacciamento sono rimasti pressoché immutati. Le innovazioni in questo campo godono di grande successo ma sono molto poche e dilatate nel tempo. La tecnologia di interfacciamento basata sui pensieri è un'opportunità per rivoluzionare l'esperienza videoludica. Questo prodotto di Emotiv rappresenta un consistente passo avanti e, per la prima volta, consente di usare i pensieri e le emozioni per migliorare l'esperienza di gioco".

46 Commenti
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HeDo_Progz12 Marzo 2007, 14:28 #1
omg
baronz12 Marzo 2007, 14:30 #2
boh.. chissà se vedrà mai la luce questa periferica
Praetorian12 Marzo 2007, 14:36 #3
quoto l'omg di sopra :|
Pier de Notrix12 Marzo 2007, 14:45 #4
PRIMA non si muoveva il culo dalla sedia,

OGGI non si muovono le dita a ripetizione per digitare il codice da consolle, perché abbiamo l'interfacci grafica, in cui basta muovere il mouse con la mano o con gli occhi (visto alla "Città della Scienza" più di 4 anni fa e funzionava perfettamente tramite una webcam e un software dedicato sotto Windows),

DOMANI anche i muscoli oculo-motori potranno atrofizzarsi...

GRAZIE Emotiv Systems!
pide12 Marzo 2007, 14:49 #5
se nintendo si interessa a questa tecnologia, siamo pronti per un nuovo WII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Keffo12 Marzo 2007, 14:55 #6
io la vedo estemamente positiva come ricerca, ma + per le altre applicazioni future di questa tecnologia, i videogiochi possono essere una soluzione per far gavetta e fornire un buon mercato per farle sviluppare al meglio. Ci pensate ai portatori di handicap. quali benefici ne potrebbero trarre da una tecnologia simile?

mi auguro che arrivino a concretizzare questo progetto
quelarion12 Marzo 2007, 14:57 #7
è tutto da vedere quanto sarà utilizzabile...
imparare a premere un pulsante sul joypad è una cosa, imparare ad utilizzare una cosa col proprio cervello è tutt'altro, visto che i segnali elettrici non sono "coscienti".
Non credo proprio che si riesca a distinguere, leggendo con degli elettrodi nemmeno applicati sulla pelle, il segnale "vai avanti" da "apri la porta".
Ci vorrebbe una calibrazione dai tempi infiniti per adattare il proprio cervello a controllare una periferica del genere.
Tempo fa leggevo di un esperimento in cui ad una scimmia sono stati impiantati NEL cervello degli elettrodi che gli permettevano di controllare una mano artificiale. Ma per ottenere la capacità di chiudere la mano, per esempio per afferrare oggetti, ci sono voluti mesi.

Quindi che facciamo, un training di 2 mesi per aprire una porta in un FPS!?

E comunque mi sembra più intelligente spendere soldi per applicarlo a chi ha malattie degenerative del sistema nervoso, o è rimasto paralizzato...

(comunque sarei il primo ad utilizzare una cosa del genere!)

Diablix12 Marzo 2007, 14:57 #8
Più che al pensiero per il futuro sarebbe bello una realtà virtuale 3d dove sono registrati i movimenti di tutto il corpo..
yume the ronin12 Marzo 2007, 14:59 #9
Teoricamente, all'utente basterà pensare le azioni relative allo spingere, al tirare, al far ruotare e il sistema le tradurrà in azioni in-game, distinguendo l'una dalle altre.

si, appunto, "in teoria", in pratica le cose stanno molto diversamente

state certi che se questa tecnologia dovesse funzionare veramente come si descrive la teoria, i videogames sarebbero l' ultimo campo in cui verrebbe applicata, passando in primis per il campo militare, scientifico, ecc ecc.. fino ad arrivare decine di anni dopo, a quello videoludico

buone le intenzioni, ma dubito fortissimamente che questo sistema sia neppure lontanamente paragonabile a quanto chi ha letto queste righe possa aver immaginato.

chiaramente l' azienda fa pubblicità ed esagera "giustamente", anche se mettendoci il "teoricamente", ma forse le news io le presenterei con occhio leggermente più critico..
LELEK6812 Marzo 2007, 15:03 #10
Eh se magari esce quando avro' l'artrite alle mani dovuta alla vecchiaia potrebbe andare benissimo per continuare a giocare!

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