Injustice Gods Among Us: Supereroi al servizio di realtà parallele

Injustice Gods Among Us: Supereroi al servizio di realtà parallele

Dopo il successo raccolto dal reboot di Mortal Kombat, NetherRealm si ripresenta sul mercato con un nuovo picchiaduro ispirato agli eroi della Justice League di DC Comics. Una campagna single-player estesa e un nuovo approccio interattivo con gli scenari sono solamente due delle qualità di questo titolo, che ci ha convinto su tutta la linea.

di Davide Spotti pubblicato il nel canale Videogames
Mortal Kombat
 

Introduzione

“Cosa faresti se i nostri più grandi eroi diventassero la nostra più grande minaccia?”

Solitamente siamo abituati ad associare la figura del supereroe all’immagine del paladino della giustizia, colui che si fa carico delle disgrazie di un’intera città, o magari di tutto il pianeta. E se invece gli insospettabili sostenitori dei più deboli finissero per diventare la principale minaccia? Injustice: Gods Among Us prende spunto proprio da questa eventualità per impostare un universo di gioco nel quale tutti i principali esponenti della Justice League convergeranno gli uni contro gli altri, schierandosi in opposte fazioni, in lotta tra di loro.

Non è la prima volta che abbiamo a che fare con un picchiaduro ispirato agli eroi DC Comics. Negli ultimi mesi del 2008 Midway Games mise sul mercato Mortal Kombat vs DC Universe, che tentava di offrire un degno crossover di due universi molto differenti tra loro. Nonostante un roster molto nutrito e la guida del creative director Ed Boon – storico creatore del franchise di Mortal Kombat – il progetto deluse le aspettative sotto vari punti di vista, in primis per la difficoltà di amalgamare in modo organico due mondi così distanti tra loro.

A cinque anni di distanza sono cambiate molte cose, Midway oggi non esiste più e il franchise di Mortal Kombat è stato brillantemente rilanciato nella primavera del 2011, sotto la guida di NetherRealm e di Warner Bros. Injustice: Gods Among Us si serve della medesima piattaforma tecnologica, ma questa volta non ci sono stati improbabili mescolamenti: il panorama di riferimento è unicamente quello dei personaggi DC Comics. Lo stesso Boon, nei mesi precedenti al lancio, aveva più volte dichiarato che “questo gioco abbraccia al 100% il DC Universe”.

Sebbene l’impostazione di fondo sia rimasta la stessa e siano stati apportati miglioramenti alle singole animazioni dei personaggi e alla resa delle arene, il team di sviluppo e la stessa Warner hanno fatto notare a più riprese che questa, di fatto, va interpretata come un’esperienza di gioco completamente nuova e dai tratti peculiari, rispetto a quanto è stato mostrato due anni or sono col reboot di Mortal Kombat.

Dal punto di vista estetico questo titolo abbandona i toni volutamente estremi e sanguinosi del precedente progetto, per esaltare le caratteristiche peculiari dei suoi protagonisti, affiancando il tutto ad un’estesa distruttibilità delle arene. “Nel gioco cerchiamo di mostrare un’ampia gamma di personaggi e un gameplay vario; è questo uno dei principali obiettivi che ci siamo posti. Per questo motivo abbiamo scelto di optare per due categorie di personaggio: quelli dotati principalmente di gadget, come Batman, e altri che si basano sui loro superpoteri, tra cui Superman. E’ il mix tra queste due tipologie, il modo in cui utilizzano l’ambiente circostante, che li rende davvero diversi per quanto possono fare all’interno del gioco”, dichiarava Boon nei mesi scorsi, a chi gli chiedeva delucidazioni sulla sua nuova creatura.

Una descrizione che, dopo aver provato in profondità questo titolo, ci sentiamo di sposare in pieno. Uno dei principali punti di forza di questo gioco risiede proprio nella caratterizzazione del roster e nella spettacolarità derivata da un’interazione con gli scenari senza soluzione di continuità.

 
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