Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Red Faction Armageddon: distruttibilità scenari con GeoMod

Un prodotto videoludico di successo, oltre a garantire degli standard qualitativi per i vari aspetti della realizzazione, deve offrire un quid caratteristico e possibilmente unico, un valore aggiunto che permetta al titolo di emergere dalla massa. Come sarà certamente noto alla maggioranza dei nostri lettori, il quid che la serie di Red Faction si propone di offrire alla sua platea target è l'utilizzo spinto della fisica come colonna portante del gameplay.

di Antonio Rauccio pubblicato il nel canale Videogames
 

Geo-Mod

Ma veniamo al fulcro del gioco, la distruttibilità. A parte le superfici granitiche che fanno da contorno agli scenari naturali e le pareti di metallo pesante che delimitano le fabbricazioni più imponenti, necessarie a mantenere la struttura dei livelli e garantire una sequenzialità alla narrazione e alla nostra avventura, tutto quello che ci circonda può essere distrutto.

Rispetto al precedente Guerrilla, dobbiamo rilevare una minore libertà di movimento e livelli più angusti, il che non costituisce necessariamente una nota negativa: le differenze con il capitolo precedente vanno lette come una precisa scelta del team Volition, che penalizzando le dimensioni dei livelli e il free roaming, hanno inteso dare un'ambientazione ben precisa e meno dispersiva, per meglio caratterizzare la storia narrata e offrire un'atmosfera e un approccio diverso all'avventura proposta.

A parte le armi esplosive e i contenitori di materiale infiammabile, avremo diverse opzioni per attuare la demolizione. Uno dei primissimi tool a nostra disposizione è il maglio, un consistente martello che potremo scagliare verso il basso o lateralmente. Essendo a corto raggio, praticamente da mischia, il maglio ci espone al rischio di essere investiti dal crollo della struttura della quale, ad esempio, stiamo incautamente falciando le fondamenta da una posizione sbagliata: infatti la fisica del gioco è molto accurata e il motore Havok gestisce realisticamente la distruzione o il crollo delle strutture, la caduta dei frammenti e le conseguenze dovute alla loro caduta.

Un'arma a lungo raggio che facilita la demolizione è il nanofucile, che spara raffiche di naniti in grado di disintegrare buona parte dei materiali conosciuti (nemici inclusi): ad esempio se dobbiamo distruggere un trasmettitore in cima ad una torre, con tre o quattro raffiche di naniti piazzate sulle fondamenta della torre, potremo farla crollare in pochi istanti, raggiungendo il nostro obiettivo. Ma l'arma regina per liberare la vostra propria demolitrice è la pistola magnetica, altra novità di Armageddon. Impareremo da usarla fin dalla parte iniziale del primo atto (la missione di recupero ordita da Hale, in quanto sarà l'unica dotazione del nostro mech utilizzato nel nostro incarico) e non ce ne separeremo più, diventando preziosa amica quando le munizioni delle armi convenzionali scarseggiano.

Il funzionamento è semplice: il fucile con un primo colpo spara un magnete che si applica su una costruzione, successivamente con un secondo colpo di fucile spariamo un'ancora su un secondo punto. Il magnete a quel punto verrà attratto verso l'ancora, portando con sè, e quindi smembrando, la costruzione o la parte di essa su cui avevamo applicato il magnete. Più viene utilizzata la pistola magnetica, più se ne apprezza le qualità e le possibilità strategiche offerte: non ultima, la possibilità di applicare il magnete ad un nemico e di fissare l'ancora su un edificio lontano, così da scagliarlo violentemente ed ucciderlo senza aver sprecato nemmeno un proiettile.

Invasati dalla furia demolitrice, potremmo ritrovarci a distruggere strutture fondamentali per proseguire nel livello di gioco, come ponti o rampe di scale. Ecco quindi arrivare in nostro soccorso un'altra funzione del nano-proiettore, il riparatore. Attraverso il fascio di energia emessa dal nostro bracciale, diretto nel punto in cui un tempo si ergeva la costruzione da noi sfasciata, essa verrà rigenerata. Potremmo ad esempio correre su un burrone e mentre avanziamo rigenerare il ponte prima distrutto, oppure demolire completamente un edificio per ottenere nano energia e poi ricostruirlo per sfuggire ai nemici. Negli scontri con i boss di fine livello può essere utile ricostruire i ripari dietro cui possiamo proteggerci, un secondo prima demoliti dalla furia del nemico.

 
^