Inferno magico dagli occhi di un witcher

Inferno magico dagli occhi di un witcher

Finalmente la recensione della versione definitiva di The Witcher 2 Assassins of Kings. La profondità della storia, la libertà decisionale lasciata al giocatore e il complesso incastro delle missioni fanno in modo che The Witcher 2 Assassins of Kings alzi la barra per il genere a cui appartiene, confermandosi sicuramente come il migliore esponente in assoluto.

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
The Witcher
 

Tecnologia

The Witcher 2 Assassins of Kings è basato su una tecnologia proprietaria di CD Projekt, sviluppata internamente alla software house con sede a Varsavia. Il motore grafico di The Witcher 2 è stato definito Tsood, che corrisponde alla pronuncia della parola 'miracolo' in polacco. La nomenclatura ufficiale della tecnologia è poi diventata Red Engine.

CD Projekt ha sviluppato questa tecnologia con due obiettivi: avere una qualità della grafica senza precedenti su PC e raggiungere un'alta qualità di narrazione nelle sequenze cinematografiche. Queste ultime, infatti, occupano un ruolo fondamentale in The Witcher 2, perché rendono la storia più profonda e coinvolgente, delineando nelle minime sfumature ciascuno dei personaggi.

The Witcher 2, così, ha un numero di minuti di sequenze cinematografiche nettamente superiore rispetto al predecessore, oltre che sedici finali differenti. Tutto ciò ovviamente incrementa ulteriormente la durata della storia, già di per sé molto lunga per la miriade di missioni disponibili. Complessivamente, ci sono 150 minuti di sequenze di narrazione.

Quello che soddisfa di meno, invece, è il mancato supporto alle DirectX 11, precedentemente paventato da CD Projekt. Tuttavia, The Witcher 2 attualmente è disponibile solo in DirectX 9. Questo influisce ben poco sulla qualità della grafica, che è assolutamente di livello elevatissimo, probabilmente la migliore attualmente su PC. Lo diciamo per via dell'elevato dettaglio poligonale, della fluidità delle animazioni, per la massiccia presenza di effetti post-processing come blooming e depth of field, per l'ampiezza delle location.

"Il supporto alle Dx11 è ancora da confermare, perché i pro e i contro riguardo al se, come e quando utilizzarle sono ancora oggetto di discussione", ci diceva Tomasz Gop, senior producer di CD Projekt, in questa intervista realizzata nello scorso ottobre. "Ci piacerebbe usare alcune delle ultime tecnologie come la tassellazione per esempio – ma per farlo bene dovremmo assicurarci di avere abbastanza personale, tempo e soldi. Non fraintendermi, sappiamo benissimo che l’implementazione delle nuove tecnologie sarebbe qualcosa di cui saremmo veramente fieri, ma per prima cosa dobbiamo assicurarci che il gioco funzioni su computer di fascia media. Poi possiamo spostarci su qualcosa di più avanzato".

A causa della difficoltà nel trovare degli elementi negativi di The Witcher 2 da inserire nei contro della recensione, inizialmente pensavo di mettere tra di essi qualcosa inerente proprio la grandezza dei mondi di gioco. Il primo atto, infatti, si ambienta sempre in location circoscritte perché ambientato in una fitta foresta in cui vedi praticamente solo atti. Purtroppo, ho dovuto lasciar perdere questo difetto una volta arrivato al secondo atto: questo, infatti, si caratterizza per enormi spazi aperti che sono una vera e propria godura per gli occhi, per le ampie distese e per la caratterizzazione da fantasy medievale che è sempre presente per tutta la storia.

Semmai il motore non riesce a gestire moltissimi personaggi contemporaneamente, anche se ci sono scene di battaglia a campo aperto tra fazioni differenti. Inoltre, fatica su quasi tutte le configurazioni quando deve gestire contemporaneamente spazi aperti con tanti edifici e tanti personaggi gestiti dall'intelligenza artificiale. In queste circostanze può perdere qualche frame per secondo.

The Witcher 2, d'altronde, è un gioco pensato per spremere fino in fondo i computer di ultima generazione, consumandone ogni risorsa, visto che lo sviluppatore di Varsavia ha usato un tipo di approccio allo sviluppo che ricorda quello usato nella precedente generazione (penso a DooM 3 e Half-Life 2). Tutto questo, oltre che la complessità dei controlli, rende The Witcher 2 un titolo prettamente da PC.

Un plauso va fatto anche al comparto audio. CD Projekt ha voluto dare un'anima a ciascuno degli scenari, conferendo realismo e sensazione di esserci anche con l'aiuto degli effetti sonori. La foresta avrà così i suoi tipici suoni, mentre quando si è in locanda saremo circondati dalle urla degli astanti ubriachi o, dentro un castello, avremo quasi la sensazione di essere riscaldati da uno scoppiettante camino. Anche la colonna sonora è di qualità senz'altro molto elevata.

CD Projekt usa, inoltre, il middleware Havok per la gestione della fisica. Quest'ultima non è presente su tutti gli oggetti, ma su una buona parte. Il segno Aard, ad esempio, interagisce ampiamente con gli oggetti, visto che la spinta che produce ha effetto anche sui vari elementi dello scenario oltre che sul bersaglio, il quale ha un proprio ragdoll come tutti i personaggi presenti nel gioco.

Infine, bisogna spendere due parole anche per l'intelligenza artificiale. Abbiamo detto delle procedure di coinvolgimento del nemico nei combattimenti, mentre una piccola parentesi merita anche il comportamenti dei personaggi non giocanti quando sono lontani dalle azioni del giocatori. Ogni cittadino dei villaggi, infatti, svolge delle proprie mansioni indipendentemente dall'operato del giocatore: c'è chi va a prendere l'acqua dal ruscello o chi va a raccogliere le bacche dai cespugli, chi va a bere alla locanda o chi va al bordello per trastullarsi con le prostitute. Il comportamento degli npc, inoltre, varia a seconda del momento della giornata in cui ci si trova.

Capitolo prestazioni. Abbiamo provato The Witcher 2 su due sistemi: il primo con processore Intel Core i5 750, 4 GB di RAM e scheda video Nvidia GeForce GTX 470 e il secondo con Intel Core 2 Duo E6600, 4 GB di RAM e scheda video Nvidia GeForce 8800 GTX. Nel primo caso si riesce a giocare con qualità della grafica impostata su Ultra e il gioco garantisce una certa fluidità delle immagini a meno nei momenti in cui le circostanze lo mettono in crisi, come abbiamo visto prima, ovvero quando ci sono grandi spazi aperti e diversi oggetti da calcolare.

Impostando su qualità alta l'esperienza di gioco è diventata decisamente più godibile, con un frame rate stabile in quasi tutte le circostanze. Questa impostazione diminuisce leggermente il dettaglio poligonale oltre che la risoluzione delle texture, ma l'esperienza di gioco rimane comunque godibilissima. Viene ridotto il budget della memoria per le texture, la distanza visualizzata, la diffusione della profondità di campo (effetto meraviglioso a massimo dettaglio), l'uber sampling e viene aumentato il limite alle ossature dinamiche.

Sulla configurazione low-level, invece, bisogna impostare la qualità bassa (complessivamente i preset sono quattro): ovviamente la grafica perde in dettaglio, ma il gioco rimane comunque godibile per coloro che sono interessati principalmente alle meccaniche di gioco e alla storia.

Con questo PC aumentano drasticamente i tempi di caricamento. Il software, infatti, tende a non effettuare mai caricamenti, ma quando gli oggetti da richiamare diventano troppi è costretto a lanciare una schermata statica e a chiedere al giocatore di pazientare per qualche secondo. Queste situazioni capitano raramente con il primo PC che ho citato, e più frequentemente con il secondo. Ma, in definitiva, The Witcher 2 rimane un gioco ampiamente scalabile che può essere tranquillamente giocato anche su configurazioni low-level come quella citata.

Infine, CD Projekt ha pensato anche al supporto al 3D stereoscopico, possibile in maniera ufficiale con le schede di Nvidia che supportano 3D Vision. Nvidia 3D Vision dà una nuova dimensione al gameplay di The Witcher 2 con ambienti più profondi e coinvolgenti, scene di combattimento più letali che evidenziano le spade di Geralt, oltre che gli elementi dell'interfaccia di gioco. Come al solito, è un tipo di esperienza differente, anche se coloro che vogliono godere principalmente del cuore del gioco preferiranno continuare a giocare in 2D.

 
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