Assassin's Creed: la fratellanza degli assassini dà il massimo

Assassin's Creed: la fratellanza degli assassini dà il massimo

Ubisoft Montreal, infatti, riesce a proseguire la narrazione dell’interessantissima storia di AC, ci riporta in un universo di gioco fascinosissimo e supporta il tutto con una giocabilità finalmente varia e divertente. Provato su XBox 360.

di Stefano Carnevali pubblicato il nel canale Videogames
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Un (mezzo) passo avanti nella saga degli Assassini

Assassin’s Creed: Brotherood è il terzo gioco della saga di Ubisoft Montreal. Proseguiremo, quindi, l’eterna lotta tra l’ordine degli Assassini e quello dei Templari, con il primo teso a salvaguardare la libertà del genere umano e il secondo desideroso di imporre ordine e costrizioni, attraverso l’utilizzo del potere di misteriosi manufatti alieni. Nei panni di Desmond Miles, discendente di alcuni tra i principali Assassini della storia, torneremo ancora una volta nell’Animus, lo straordinario macchinario che, sfruttando la compatibilità del DNA di Desmond con quello dei suoi antenati, consente al Miles di rivivere i ricordi degli Assassini impegnati nella lotta coi Templari.

ACB non si può considerare un vero e proprio nuovo e terzo capitolo della serie: proseguiremo, infatti, le avventure di Ezio Auditore nell’Italia del Rinascimento, esattamente come avveniva in AC2. ACB prende addirittura le mosse dalle ultime scene di AC2, dopo lo scontro di Ezio con Papa Alessandro VI, cioè il Templare Rodrigo Borgia. Ezio riesce a liberarsi del Papa, senza ucciderlo, e scopre, sotto la Cappella sistina, una cripta dai connotati moderni e tecnologici, dove assiste alle rivelazioni che un’immagine olografica della dea Minerva (rappresentante dell’antica razza d creatrice dell’umanità) fa a Desmond. Il mondo si rivela sotto la minaccia del ripetersi di una catastrofe naturale già avvenuta nel passato, quando uomini e alieni convivevano sulla Terra. Compito degli Assassini sarà - oltre a impedire che i Templari utilizzino i poteri dei manufatti alieni per dominare il mondo – recarsi nei templi costruiti dagli extraterrestri sulla Terra, per capire come impedire l’Armageddon.

In apertura di ACB, un comprensibilmente confuso Ezio, fuggirà da Roma in possesso della mela (il manufatto alieno principalmente cercato dai Templari) per tornare nella ‘sua’ Monteriggioni, convinto – nonostante le fosche profezie di Minerva – di potersi considerare ormai al sicuro. In realtà i Borgia, il Papato e i Templari (tre facce della stessa medaglia) non hanno dismesso le loro mire di egemonia e controllo. Adesso il loro leader è il più temibile di sempre: Cesare Borgia (il Principe tanto amato da Machiavelli) che, sfruttando le proprie grandi capacità, sta guidando le truppe papali e quelle degli alleati francesi alla conquista della penisola italiana. Tappa fondamentale dei Borgia è, ovviamente, Monteriggioni. Le difese degli Auditore non possono resistere: la cittadina è devastata, lo zio di Ezio ucciso e la mela aliena torna nelle mani dei Borgia. Ezio, con la sorella e la madre, ripara a Roma. Dove comincerà a pianificare la riscossa degli Asssassini.

Nella contemporaneità, invece, Desmond Miles e il team di programmatori/hacker/scienziati ostili all’Abstergo (la multinazionale, versione moderna dei Templari) dovranno fuggire alle ricerche dei loro nemici e si rifugeranno proprio a Monteriggioni, dove organizzeranno nuovi viaggi nell’Animus, per ostacolare i Templari e capire come salvare il mondo.

Con ACB, quindi, non avremo nessuna grande novità a proposito di ambientazione storica, né alcuno stravolgimento negli equilibri di gioco e di narrazione. L’ultima fatica di Ubisoft Montreal, insomma, non si può considerare un vero nuovo capitolo di AC (infatti non si tratta di AC 3), ma un completamento di AC2. Dunque ACB non è un gioco del tutto nuovo. Ma fughiamo subito dubbi e perplessità: siamo di fronte al miglior Assassin’s Creed di sempre.

Ubisoft Montreal, infatti, riesce a proseguire la narrazione dell’interessantissima storia di AC, ci riporta in un universo di gioco fascinosissimo (la Roma del Rinascimento) e supporta il tutto con il solito solido motore grafico. La vera buona notizia è che i programmatori, questa volta, si sono davvero impegnati per limare il principale – e molto grave – difetto di AC: la giocabilità. Da questo punto di vista, pur non raggiungendo la perfezione, ACB compie passi in avanti enormi.

Ciliegina sulla torta: un’interessante modalità multiplayer. Ma andiamo con ordine.

 
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