Giochi senza sequel? Se non li acquistate a prezzo pieno non lamentatevi
John Garvin, scrittore e direttore creativo di Days Gone, ritiene che chi non supporta gli sviluppatori acquistando i giochi a prezzo pieno poi non abbia motivo di lamentarsi in caso di mancato sequel.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Aprile 2021, alle 12:01 nel canale VideogamesJohn Garvin, scrittore e direttore creativo di Days Gone, ha dichiarato nel corso di un'intervista che i giocatori non dovrebbero lamentarsi se un gioco non ottiene un sequel, soprattutto se non l'hanno acquistato al prezzo di lancio. L'arrivo del titolo sul Playstation Plus e l'annuncio della data della versione PC hanno riacceso i riflettori sul titolo di Bend Studio, ma soprattutto si è parlato di un possibile sequel che a quanto pare non ci sarà per l'accoglienza tiepida dal gioco da parte della critica (ovvero i punteggi su Metacritic).
Secondo Garvin, uno degli elementi che i giocatori non considerano quando comprano un titolo a prezzo scontato o ne attendono l'arrivo su un servizio ad abbonamento è che gli incassi minori mettono a rischio la realizzazione di un seguito.

"Ho un'opinione che il pubblico potrebbe trovare interessante, ma allo stesso tempo potrebbe far arrabbiare alcuni di loro", ha detto Garvin. "Se ami un gioco, compralo a prezzo pieno. Non so quante volte ho visto i giocatori dire di averlo acquistato in saldo, ottenuto tramite il PS Plus o cose simili. Non lamentatevi se un gioco non ottiene un sequel se non è stato supportato al momento del lancio. È semplice, God of War ha venduto milioni di copie al debutto, Days Gone no. Parlo solo a titolo personale, non lavoro per Sony e non conosco i numeri precisi".
Garvin, nel corso dell'intervista, ha trattato anche il tema della pirateria. "Posso dirvi che quando stavamo realizzando Syphon Filter: Dark Mirror su PSP, siamo rimasti fregati perché la pirateria era un problema e Sony non era davvero coinvolta su ciò che la pirateria stava facendo alle vendite", ha dichiarato Garvin. "Abbiamo mostrato loro i torrent, un sito torrent aveva 200.000 copie di Dark Mirror in fase di download se ricordo bene - i numeri potrebbero essere sbagliati. A prescindere, ero incazzato, pensavo mi stessero levando i soldi dalle tasche. Penso quindi che un maggiore coinvolgimento con il titolo non sia così importante come acquistarlo a prezzo pieno, perché facendolo supportate direttamente gli sviluppatori".
Nel frattempo, è uscito un video comparativo tra la versione PC di Days Gone e quella PS5, realizzato con i filmati diffusi. La versione PC risulta leggermente migliore, con una maggiore definizione, ma non ci sono cambiamenti drastici, almeno stando a questo primo confronto.
La versione PC di Days Gone, dal 18 maggio su Steam e Epic Games Store, avrà un frame rate sbloccato e il supporto per i monitor 21:9 ultrawide. Ci sarà inoltre la possibilità di personalizzare il comparto grafico accedendo a nuove opzioni per aumentare il dettaglio del fogliame e la distanza visiva.










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69 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoI giochi che valgono, e a volte anche quelli che non valgono, fanno utili mostruosi quindi se ha da fare i piagnistei che li faccia nel buio della sua cameretta nella mega-villa che si può permettere con i giochi venduti a prezzo di mercato che di certo non fa la fame e può permettersi di finanziare anche 3 o 4 sequel.
"Ah John" tu forse non hai capito che io 140/150.000 Lire per un gioco appena uscito, probabilmente pieno di bug e ancora da sistemare pesantemente non te le darò mai. Guarda, non te le darei neanche se fosse perfetto. Da sempre il mio budget massimo non ha mai sfondato le 100.000 Lire (o 50€ attuali).
Non escono i sequel ? Me ne farò una ragione.
+1
Del resto se si lamentano allora lo vendano solamente a prezzo pieno. Ma no, ovviamente non lo fanno, perchè sanno benissimo che guadagnerebbero meno. Perché l'abbassare il prezzo è una precisa strategia commerciale per raggiungere una fetta maggiore di utenza che altrimenti non comprerebbe.
E spesso il prezzo iniziale è decisamente gonfiato proprio per incassare di più da chi è disposto a spendere cifre elevate (o chi non considera elevate tali cifre).
Oltretutto se il loro gioco vende meno al lancio io piuttosto mi interrogherei sulla correttezza del posizionamento di prezzo scelto e sulla qualità del titolo.
Il prossimo passo quele dovrebbe essere?
il prelievo forzoso di 80€ dalle carte di credito associate all'account PS e l'aggiunta coatta del gioco alla libreria degli utenti?
Capisco i costi di sviluppo, ma se l'utenza preferisce attendere un prezzo inferiore, forse dovrebbero rivedere le politiche commerciali.
Tanto piú che MS con il gamepass, scaverá un solco enorme nel mercato, tra chi acquista e chi fruisce come servizio.
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