DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

DiRT Showdown: il ritorno del Destruction Derby!

Dopo diverse ore passate sulla versione PC del nuovo racing game di Codemasters possiamo dire di essere rimasti estasiati dall'immediatezza e dal coinvolgimento che contraddistinguono il nuovo Dirt (scordatevi qualsiasi parvenza di realismo) ma...

di Rosario Grasso pubblicato il nel canale Videogames
 

C'era una volta il Rally

La serie Colin McRae Rally rimane una delle preferite per il sottoscritto nell'ambito dei giochi di guida. Quella mistura tra guida arcade ed elementi simulativi, a mio modo di vedere le cose, era molto interessante ed equilibrata, un ibrido che consentiva di provare la sensazione di essere su una vettura da rally all'interno di meccaniche di gioco che comunque rendevano l'approccio abbastanza immediato, senza una curva di apprendimento particolarmente ripida.

I giochi della serie Colin McRae Rally dunque erano una sorta di Forza Motorsport o Gran Turismo dedicati al Rally, di cui riuscivano a catturare l'essenza più pura. Il giocatore era chiamato a fare tantissime correzioni sul volante, il che rendeva il gameplay decisamente adrenalinico e divertente, e doveva stare attento alle sconnessioni e ai "rimbalzi" della vettura sul terreno. Inoltre, la presenza di varie tipologie di manto stradale su cui le vetture da rally sfrecciavano contribuiva a migliorare il fattore varietà, richiedendo al pilota/giocatore una certa dose di abilità nel modificare il proprio stile di guida a seconda delle condizioni esterne.

Nel 2007 la serie si trasforma in Colin McRae: Dirt. Con quel Dirt, ovvero Sporco, Codemasters intendeva sottolineare due tipi principali di cambiamenti. La presenza della sporcizia nello stile visivo del gioco, con le vetture che erano soggette dinamicamente al depositarsi della sabbia, della neve e di altri materiali sulle scocche. Ma principalmente Dirt indicava il passaggio a una nuova tecnologia di gestione della grafica, Ego Engine. Questa piattaforma tecnologica ha richiesto a Codemasters uno sforzo economico e in termini di ricerca e sviluppo non indifferente, ma il produttore britannico ne ha tratto grandi benefici, visto che continua ad utilizzarla ancora oggi.

Ego Engine è alla base dei vari Grid, Dirt e anche dei giochi della serie sulla Formula 1. Il fatto che si sposi particolarmente bene con i titoli di guida, inoltre, ha indotto Codemasters ad abbandonare progressivamente il mondo dei giochi d'azione e a dedicarsi esclusivamente ai racing game. In Dirt Showdown, come vedremo nel dettaglio tra qualche paragrafo, Ego Engine raggiunge il massimo livello in termini di qualità e dettaglio della grafica.

Fin qui, brevemente, abbiamo parlato di pro, ma i giochi della serie Colin McRae Rally avevano anche degli elementi critici. Principalmente il fatto che le vetture erano ancorate a una sorta di perno invisibile, posto nel retrotreno del veicolo. Ciò equivale a dire che mentre la parte posteriore della macchina sembrava rimanere eccessivamente incollata al suolo, la parte anteriore si muoveva con eccessivo nervosismo, dando una sensazione di irrealismo soprattutto se si seguiva l'azione con le telecamere esterne. Codemasters, come suggerisce anche questo fenomeno, ha sempre privilegiato il divertimento nella guida, piuttosto che l'aspetto simulativo puro. Il secondo elemento di demerito, a mio modo di vedere le cose, riguardava la cronica brevità delle prove rally: insomma, in nessun gioco della serie si sono viste prove di 15, 20 o 30 minuti.

Nonostante la morte del grande pilota di Rally Colin McRae nel 2007, Codemasters ha continuato a usare il nome del britannico fino al secondo Colin McRae: Dirt, uscito nel 2009. Dirt 3, invece, perdeva qualsiasi riferimento a McRae e introduceva una grande varietà di competizioni che esulavano dal Rally puro, fino addirittura alla Gymkhana, la specialità tutta acrobatica preferita dal pilota americano Ken Block. C'erano anche delle modalità party che prevedevano la distruzione di blocchi di plastica, di diffondere con la vettura un'infezione zombi e una specie di capture the flag.

Insomma sempre meno rally e sempre più Dirt, fino al passaggio definitivo, ovvero Dirt Showdown. Scordatevi il rally: nessuna gara di questa disciplina è presente nel gioco! Scordatevi la simulazione: nessuna impostazione sul livello di rigore simulativo! Scordatevi il realismo: qui i modelli e i disegni delle auto sono sempre, o quasi, frutto delle tendenze più tamarre degli artisti di Codemasters. Dirt Showdown è tutto immediatezza e adrenalina, all'interno di una colonna sonora da urlo!

 
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