Mortal Kombat: round one...fight!

Mortal Kombat: round one...fight!

Il nostro parere sul nuovo Mortal Kombat, provato nella versione XBox 360. Nuove meccaniche, multiplayer, grafica, modalità di gioco e tutto quanto c'è da sapere sul sempreverde picchiaduro.

di Jonathan Russo pubblicato il nel canale Videogames
XboxMortal KombatMicrosoft
 

Introduzione

Sembra sia passato un secolo da quando il primo Mortal Kombat fece la sua comparsa in sala giochi, e dal punto di vista dello sviluppo tecnologico è in effetti passata più di un’era. Era il 1992, neanche venti anni fa, e tutti ricorderanno quel picchiaduro che si impose più per la sua grafica e le sue animazioni, con gli sprite basati sulla digitalizzazione di attori veri, che per il gameplay non all’altezza di concorrenti come Street Fighter 2.

Nel corso degli anni, però, i vari seguiti del titolo sviluppato da Midway riuscirono a catturare orde sempre più numerose di fan, attraendoli grazie alla peculiarità del brand, alla mole sempre crescente di personaggi e contenuti speciali (MK è forse uno dei coin op attorno a cui sono nate più leggende nelle sale giochi, attorno a come sbloccare personaggi segreti e così via) e grazie al trademark vero e proprio della saga, ovvero l’estrema brutalità dei combattimenti, Fatality in testa.

Come tanti titoli del passato, anche Mortal Kombat ha conosciuto un declino negli anni recenti, quando i beat’em up si sono affacciati al mondo del 3d con risultati tutt’altro che entusiasmanti. Dopo il terzo capitolo, la saga di Liu Kang, Johnny Cage e compagnia non ha più saputo proporre titoli all’altezza, perdendosi in tentativi maldestri di innovazione. Ci voleva, come è stato per Street Fighter 4, il ritorno alle origini del 2d per dare una scossa al drago dormiente.

Con questo reboot della serie la Nether Realm Studios (ovvero la ex Midway, coordinata da Ed Boon, uno dei padri fondatori di Mortal Kombat fin dal suo esordio nel ’92) ha fatto qualcosa che sembrava impossibile: consegnare al terzo millennio un nuovo Mortal Kombat che non solo ritrova completamente lo spirito originario dei suoi antenati, ma riesce a tutti gli effetti a migliorarlo andando a portare cambiamenti e innovazioni che in passato non erano mai stati inseriti in un Mortal Kombat senza combinare pasticci.

Il risultato è un picchiaduro bellissimo, forse un po’ meno competitivo per chi cerca i tecnicismi assoluti, ma comunque ben fatto, solido e soprattutto caratterizzato da una quantità straripante di contenuti e da un’attenzione da parte degli sviluppatori che merita davvero stima e applausi.

 
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