Uncharted 3: quando è lo script che comanda
Con il terzo capitolo della saga, le vicende dell’avventuriero raggiungono livelli di intensità, qualità e divertimento assolutamente di prim’ordine: recensione di uno dei baluardi del mondo dei videogiochi intesi principalmente come cinematograficità. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche il videoarticolo.
di Stefano Carnevali pubblicato il 18 Novembre 2011 nel canale VideogamesScrittura: quando la trama può fare la differenza
Ci voleva. Ci voleva proprio. Dopo una classica estate sottotono, priva di uscite particolarmente carismatiche, come ogni anno, l’arrivo dell’autunno è accompagnato dal rilascio di giochi di prima importanza. Battlefield, Call of Duty, Skyrim, i vari titoli sportivi… In questo ambito ‘congestionato’, si inserisce anche Uncharted 3, l’inganno di Drake. Ma il titolo Naughty Dog ha tutte le carte in regola per ritagliarsi il proprio spazio. Del tutto unico.
Grazie al capolavoro esclusiva Sony, infatti, andremo a giocare un titolo divertente e tecnologicamente di livello assoluto. Ma soprattutto, assisteremo a una storia interessante, ben recitata e ben scritta. E di questo ce ne era davvero bisogno. Anzi: saremo coinvolti in una grande storia. Già, perché Naughty Dog ha trovato una serie di espedienti che questa vicenda ce la faranno vivere e giocare, non solo vedere.
In un panorama abbastanza desolante, come è quello del mercato videoludico del momento, almeno per quanto riguarda le ‘grandi trame’, Uncharted rappresenta una boccata d’aria fresca. Era davvero un bel po’ che un ‘prodotto tripla A’, non riusciva a raccontare una storia così valida, in modo così efficace e coinvolgente. Da subito, ci si rende conto del grande lavoro svolto da Naughty Dog, in termini di trama.
Nathan Drake – per chi (ma chi, poi?) non lo conoscesse – è un novello Indiana Jones, una versione maschile – più ‘truffaldina’ e meno benestante – di Lara Croft. Con una particolare propensione al rimanere invischiato in storie poco pulite. Dove, di solito, c’è la caccia a un tesoro perduto, da ritrovare e trafugare.
L’inizio del gioco ci mette davanti a un ‘classico’ scambio di merce. Come si è visto in tutti i film d’azione: l’avventuriero ha un reperto da consegnare a un facoltoso committente. L’incontro per lo scambio (oggetto per valigetta zeppa di soldi) avviene in un locale di dubbia fama, qualcosa va storto e le due parti si scontrano. Nel nostro caso, visiteremo un pessimo pub dei sobborghi di Londra e, dopo qualche istante, la situazione degenererà. Scoppierà così una furibonda rissa, dall’esito tanto drammatico quanto sconvolgente. Che ci darà lo spunto per un flashback di vent’anni, il quale ci aiuterà a capire i termini della nuova avventura in cui Nathan è incappato. Si tratterà della vera avventura di una vita, in quanto – come capiremo a partire dal flashback – il Nostro sarà alle prese con lo stesso mistero fin da ragazzino. Tutto, infatti, ruota attorno alle vicende di un viaggio di Sir Francis Drake (il celebre corsaro inglese, lontano parente di Nathan) in estremo oriente.
Il richiamo dell’avventura è forte: i misteri che contornano la vicenda di Sir Francis si palesano subito numerosi. Cosa cercava e dove il famoso corsaro britannico? Perché tornò a mani vuote e ‘falsificando’ le date del proprio viaggio? Cosa c’entrano Lawrence D’Arabia e numerose ‘sette segrete’ trasversali alla storia, in tutta la vicenda? Fiction e realtà storica si mescolano, in un mix che Naughty Dog descrive con accortezza, avendo cura di fornire informazioni sempre crescenti, ma senza mai banalizzare la questione. Regalandoci un bel mistero da svelare. Dall’inizio alla fine del gioco. Laddove immaginazione e storia vanno a fondersi – se il tutto viene gestito in modo coerente e gestibile – curiosità e interesse crescono a dismisura. Anche quest’avventura di Drake, quindi, sarà capace di coinvolgere da subito: fare luce su questo mistero, vecchio di secoli, diverrà un’urgenza impellente per ogni giocatore.
Ma non sono solo la storia e l’intrigo a coinvolgere. Quello che maggiormente stupisce, infatti, è la tecnica con cui Naughty Dog ci racconterà gli eventi di Nate e compagni. Essa, infatti, varierà a seconda delle vicende che saranno raccontate, risultando sempre molto azzeccata e soprattutto, immersiva.
I registri narrativi si alternano, in un tripudio di ‘citazioni registiche’, in base alle situazioni: nelle prime – e concitate – fasi londinesi, si scorgono indubbi richiami alle visioni di Guy Ritchie, con frenetiche risse, in cui – grazie al rallenty – vengono evidenziati i passaggi più importanti e spettacolari. Quando arriveremo in zone del mondo maggiormente esotiche, invece, i ritmi saranno più calmi e i piani larghi, uniti ai cambi di scena realizzati con il progressivo annerimento dello schermo, ci riporteranno alle tecniche di Lucas, viste in Guerre Stellari e, soprattutto, Indiana Jones.
Fondamentale, però, come si diceva, l’immersività. Delle situazioni narrate. In tutto Uncharted, infatti, le spettacolari cut-scene di narrazione sviluppo trama – spettacolari perché di qualità grafica e recitativa altissima – sono realizzate con lo stesso engine del gioco e si fondono, senza vera soluzione di continuità, con la parte ‘attiva’ del titolo. Sostanzialmente, la struttura delle parti narrate si sviluppa attraverso un filmato, che diventa un dialogo tra i personaggi mostrato dalle telecamere tipiche del gioco, per completarsi con la conversazione tra gli eroi, mente si comincia a giocare. I primi momenti di ogni fase di gioco, insomma, sono un’immersiva prosecuzione della narrazione. Che regala sensazione di partecipazione e ‘attività’. Certo, serve un minimo di consapevolezza: volendo, mentre i nostri compagni ci parlano, si potrebbe correre lontano, senza ascoltare o dare credibilità ai dialoghi. Anche il giocatore, quindi, è chiamato a ‘recitare’ la propria parte, per far funzionare il gigantesco plot di Uncharted 3.
Si tratta di un toccasana. Un bella storia, che ci vede partecipi fino in fondo. E narrata con maestria e stile. Qualcosa che, di recente, non si è visto poi troppo spesso. La trama scorre su binari abbastanza lineari, ma c’è sempre una curiosità da capire, un mistero da chiarire, un piccolo colpo di scena che ci spingerà ad andare avanti. E’ come quando uno scrittore termina un capitolo lasciando la situazione aperta: anche se sono le 3 di notte, si volta pagina e si prosegue nella lettura!










Recensione OPPO Find X10 Pro Max: un top di gamma completo con tre fotocamere da 200MP
WoW Forever provato: il MMORPG che la community chiedeva da anni è arrivato
TCL P80 Ultra: con un display AMOLED opaco è una gioia per gli occhi e per le dita
Electronic Arts avvia una profonda riorganizzazione e BioWare chiude i battenti dopo oltre 30 anni di attività
NVIDIA rilascia i driver 621.01: debutta Advanced Shader Delivery con Call of Duty: Modern Warfare 4
Rowenta X-Clean 12: lavapavimenti con funzione wet&dry in offerta
OPPO Enco X4 ufficiali: doppio driver Dynaudio, audio lossless e ANC con IA
OPPO Find X10 e Find X10 Pro Max arrivano in Italia: ecco prezzi e specifiche
Recensione OPPO Enco X4: tecnologia da top di gamma in un paio di cuffie pensate per tutti i giorni
Qualcomm, ricavi in calo e svolta verso i datacenter: in arrivo una riduzione dell'organico
Blink Mini 4K+ e Pan-Tilt 2K+ in preordine su Amazon: Blink Mini per la prima volta a 4K e modello motorizzato 360°
Booking.com sotto indagine UE: nel mirino phishing e risultati di ricerca a pagamento
Generative Bionics apre la più grande Physical AI Data Factory in Europa
Mercury 3 di Inception: 1 milione di token di contesto e, dice l'azienda, oltre 1.000 token al secondo
RAM per portatili e PC all-in-one in offerta: Corsair Vengeance DDR4 3200MHz da 32GB a 179,99€ contro le Gigastone a 202,80€
PHP, due falle critiche: patch alle 16 e il rimedio più diffuso non basta
ISRO sta proseguendo lo sviluppo della navicella indiana Gaganyaan: la missione di prova si avvicina








