XBOX non è in vendita: Asha Sharma smentisce le voci e 'cita Mario Draghi'
Asha Sharma esclude una vendita di XBOX e conferma il piano di ristrutturazione della divisione gaming di Microsoft. Meno persone, una nuova organizzazione degli studi e maggiore attenzione ai principali franchise le linee guida. Microsoft punta così a costruire un modello sostenibile, mantenendo XBOX integrata nel gruppo.
di Manolo De Agostini pubblicata il 01 Ottobre 2026, alle 07:01 nel canale VideogamesMicrosoftXBOX
Le voci su una possibile vendita di XBOX sono state seccamente respinte direttamente da Asha Sharma, CEO della divisione gaming di Microsoft. In un'intervista al New York Times, Sharma ha escluso che la società sia attualmente sul mercato, confermando invece la strategia di profonda riorganizzazione avviata nei mesi scorsi.
"XBOX non è in vendita. Faremo tutto il necessario per mettere l'azienda nelle condizioni di avere successo e valuteremo le partnership giuste, il modello operativo giusto e tutto ciò che sarà necessario per raggiungere questo obiettivo".
Un "Whatever it takes" di "draghiana memoria", anche se probabilmente involontario. Mario Draghi, allora della BCE, pronunciò la celebre frase nel 2012, all'apice della crisi dell'eurozona, per frenare gli speculatori che scommettevano sul crollo dell'euro, facendo esplodere gli spread dei paesi del Sud Europa (soprattutto Italia e Spagna).

La tenuta della moneta unica era in bilico, e con una frase (Nell'ambito del nostro mandato, la BCE è pronta a fare tutto il necessario per preservare l'euro. E credetemi, sarà sufficiente.) Draghi – e le misure prese successivamente – riuscì a non far degenerare la situazione.
Non sappiamo se Asha Sharma abbia le stesse qualità del banchiere nostrano, ma di certo si trova in prima linea nella gestione e nel rilancio di XBOX – anche se alcuni sostengono si tratti più di un "curatore fallimentare" che di un commissario speciale.
L'organizzazione di XBOX ha subito cambiamenti significativi negli ultimi mesi. A giugno Sharma ha dato il via quello che Microsoft ha definito un vero e proprio "reset" della divisione, accompagnato da un piano di riduzione dell'organico che potrebbe interessare fino a 3.200 dipendenti nell'anno fiscale 2027, che terminerà a giugno.
La ristrutturazione ha già prodotto effetti sull'organizzazione degli studi. Double Fine, Compulsion Games e Undead Labs sono diventati indipendenti, mentre il futuro di Ninja Theory, lo studio responsabile di Hellblade, e di Arkane rimane meno definito.
Parallelamente, Microsoft ha modificato la collocazione di alcuni team e franchise. L'intera serie Halo è passata sotto Activision, mentre anche Rare, sviluppatore di Sea of Thieves, e World's Edge, responsabile della gestione di Age of Empires, sono stati trasferiti nell'organizzazione guidata dal publisher di Call of Duty. Obsidian Entertainment, invece, è stata inserita nell'area Bethesda.
La nuova struttura riduce quindi il numero di studi direttamente riconducibili all'organizzazione XBOX Game Studios, con realtà come The Coalition, Playground Games, Mojang, inXile Entertainment e la parte restante di Halo Studios ancora al centro della strategia.
Cambiamenti che avevano alimentato l'ipotesi che Microsoft stesse preparando XBOX a una futura cessione o trasformazione societaria. Secondo quanto riportato da The Information, il CEO di Microsoft Satya Nadella e la CFO Amy Hood avevano valutato anche l'ipotesi di separare XBOX dal gruppo. I vertici hanno poi sposato ill piano di ristrutturazione elaborato da Sharma.
Nadella ha recentemente commentato positivamente il processo di riduzione della complessità organizzativa. "C'è una certa razionalizzazione del team che stanno facendo, Asha e il suo gruppo, ed è positivo da vedere. Ora dobbiamo inventare il giusto modello di business sostenibile che ci permetta di portare il gaming a un numero sempre maggiore di persone".
Sharma ha ribadito che il rapporto con Microsoft rimane quindi centrale: "Abbiamo ancora molta strada da fare con Microsoft e adotteremo una prospettiva di lungo periodo". Le sue parole non escludono in assoluto eventuali cambiamenti societari futuri, ma indicano che una vendita non rappresenta l'obiettivo dell'attuale ristrutturazione. Come aveva sintetizzato Sharma già a febbraio: "Il piano è il piano finché non smette di esserlo."
Anche la strategia sui videogiochi resta parte del processo. Microsoft punta su produzioni come Gears of War: E-Day e, nel 2027, Clockwork Revolution, mentre Sharma ha recentemente concluso un accordo con Kojima Productions per Physint, progetto al quale Sony ha ritirato il sostegno.









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1 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMicrosoft come XBOX si ritrova dipendente da tecnologie sviluppate da altre aziende. XBOX Non ha sviluppato niente, non ha nemmeno fatto lo sforzo di fare una collaborazione con AMD per sviluppare una versione del FSR dedicato alle proprie console.
Io avrei venduto tutto ad NVIDIA con uno spark versione console ci sarebbe davvero concorrenza ed una super console.
Fare bei giochi potrebbe essere un buon inizio ma poi vanno venduti ed xbox ha un bacino di utenti sempre piu' ristretto...mi ricorda il dreamcast.
Ottima macchina ed anche qualche bel gioco ma senza numeri e potenza commerciale.
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