Xbox Game Pass per PC potrebbe aumentare e rimuovere l'accesso al D1
Microsoft starebbe valutando la fusione tra PC Game Pass e Xbox Game Pass Premium, con possibili cambiamenti su prezzi e accesso ai giochi al day-one. L'offerta per i giocatori Windows potrebbe essere rimodulata con una riduzione dei vantaggi
di Vittorio Rienzo pubblicata il 12 Febbraio 2026, alle 13:25 nel canale VideogamesMicrosoftXbox
Microsoft starebbe valutando una profonda revisione dell'offerta Xbox Game Pass, con l'ipotesi di unire PC Game Pass e Xbox Game Pass Premium in un unico livello di abbonamento multipiattaforma secondo le fonti di Windows Central. Le indiscrezioni indicano che il progetto si inserisce nel quadro delle modifiche già introdotte nel 2025 e punta a una semplificazione della struttura tariffaria e dei contenuti inclusi nei diversi piani.

Attualmente PC Game Pass offre accesso a un catalogo di giochi per Windows, include numerosi titoli first-party e garantisce accesso al day-one per molte produzioni di rilievo, il tutto a un prezzo mensile inferiore rispetto al piano Premium.
Xbox Game Pass Premium, invece, propone un catalogo ampio si per console console che PC, integra servizi aggiuntivi ma non assicura sempre le uscite al day-one previste nel piano PC standalone.
L'eventuale fusione potrebbe portare alla creazione di un unico livello con copertura estesa su più dispositivi, ma resta il nodo dell'accesso ai giochi al lancio: secondo le informazioni emerse, gli attuali abbonati PC potrebbero perdere l'accesso ai titoli al day-one nel nuovo assetto e chi desidera la copertura completa potrebbe doversi orientare verso il livello Ultimate, che rappresenta l'offerta più completa dell'ecosistema Xbox, ma anche quella più costosa. Non è chiaro se l'operazione comporterà un adeguamento dei prezzi, ma l'accorpamento potrebbe tradursi in un riallineamento verso l'alto o in una rimodulazione dei benefit inclusi.

Sul fronte dei contenuti, resta centrale l'integrazione di servizi terzi già presenti nei livelli più alti, come EA Play, Ubisoft+ Classics e Fortnite Crew, con la possibilità di ampliare ulteriormente le collaborazioni per rafforzare il valore del nuovo piano unificato.
Parallelamente, Microsoft starebbe valutando anche un modello di streaming Xbox gratuito supportato da pubblicità, con limiti di tempo di gioco, una formula simile a quella già adottata da GeForce NOW che amplierebbe l'accesso alla piattaforma senza abbonamento tradizionale.
Le discussioni sarebbero ancora in fase preliminare e pare che non ci siano cambiamenti in programma per il 2026, ma l'eventuale introduzione di questa nuova struttura potrebbe ridisegnare l'accesso ai giochi Xbox su PC, console e cloud, incidendo su costi, vantaggi e modalità di fruizione per milioni di utenti.










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9 Commenti
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Non capisco quale diamine di strategia abbiano in mente perché a oggi mi sembra che vogliano suicidarsi.
Non capisco quale diamine di strategia abbiano in mente perché a oggi mi sembra che vogliano suicidarsi.
Vogliono fare più soldi possibili pescando nelle tasche dei disperati che vogliono il gioco X al D1.
Classico, d'altronde non fanno beneficenza.
Il problema dei servizi a pagamento in abbonamento è che ogni tot aumentano arbitrariamente, il trucco credo sia non dipendere da questi servizi al 100%, se possibile.
Il problema dei servizi a pagamento in abbonamento è che ogni tot aumentano arbitrariamente, il trucco credo sia non dipendere da questi servizi al 100%, se possibile.
Per quanto mi riguarda non ho alcun servizio in abbonamento e vivo felicemente
Anzi, vado prorpio contro corrente e cerco di avere fisicamente tutto quello che mi posso permettere per mandare a quel paese
Anzi, vado prorpio contro corrente e cerco di avere fisicamente tutto quello che mi posso permettere per mandare a quel paese
Amen fratello!
Ho netflix (abbonamento minimo) e amazon prime, le SIM del telefono e basta.
Ho netflix (abbonamento minimo) e amazon prime, le SIM del telefono e basta.
Io oltre le due sim (una per lo smartphone e una per il modem wifi) pago solo il canone rai perché a tutti gli effetti è una tassa.
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