Un PC biologico con 200.000 neuroni umano riesce a giocare a Doom
Cortical Labs ha mostrato 200.000 neuroni umani vivi su microchip giocare a Doom tramite il computer biologico CL1. Dopo Pong, il sistema affronta una sfida più complessa dimostrando apprendimento adattivo in tempo reale. Non è ancora competitivo, ma rappresenta un passo importante nell'integrazione tra neuroni e silicio
di Francesco Messina pubblicata il 02 Marzo 2026, alle 12:41 nel canale VideogamesDooM
Circa 200.000 neuroni umani vivi coltivati su un microchip sono riusciti a giocare a Doom. A dimostrarlo è l'azienda australiana Cortical Labs, che ha pubblicato un video in cui il suo computer biologico CL1 affronta il celebre sparatutto in prima persona.
Il sistema, chiamato Cortical Labs CL1, è stato definito come il primo "computer biologico distribuibile", una piattaforma che combina cellule cerebrali umane con hardware tradizionale in silicio. Dopo aver mostrato in passato i neuroni impegnati nel classico Pong, la community aveva chiesto a gran voce qualcosa di più ambizioso. La risposta è arrivata con Doom, molto più complesso rispetto al semplice gioco arcade.
Nel video dimostrativo, il dottor Brett Kagan sottolinea come Doom rappresenti una sfida decisamente superiore: ambientazioni tridimensionali, nemici, armi e obiettivi dinamici richiedono una gestione molto più articolata rispetto a Pong. Proprio questa maggiore complessità ha spinto alla creazione della cosiddetta "Cortical Cloud", una struttura pensata per addestrare il sistema biologico a compiti più avanzati.
Come funziona il computer CL1 che riesce a giocare a Doom?
Il funzionamento del CL1 si basa su un'interfaccia in grado di trasformare il flusso video del gioco in stimolazioni elettriche percepite dai neuroni. Sean Cole, ricercatore indipendente che ha collaborato al progetto, ha sviluppato la prima versione funzionante di Doom utilizzando l'API di Cortical Labs. In pratica, specifici pattern di attivazione neuronale corrispondono ad azioni nel gioco: un certo schema fa sparare il protagonista, un altro lo fa muovere. In questo modo, le cellule cerebrali possono individuare i nemici, colpirli e avanzare nei livelli.
Il CTO David Hogan ha spiegato che la vera conquista non è tanto la performance nel gioco, quanto la capacità di interagire in tempo reale con tessuto neuronale vivo. Il sistema dimostra infatti un "apprendimento adattivo orientato all'obiettivo", ovvero la capacità di modificare il proprio comportamento in base ai feedback ricevuti.
Naturalmente, i ricercatori precisano che il CL1 non è ancora un campione di eSport. Le prestazioni sono lontane da quelle di un giocatore umano esperto, e il sistema di ricompense e penalità deve essere ulteriormente raffinato. Tuttavia, Cortical Labs ritiene di aver risolto il problema cruciale dell'interfaccia tra biologia e silicio.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSarò strano io, ma spesso la differenza non la noto .....
Nessuna info sulla provenienza dei neuroni vivi? (:eek
Cortical Labs ha mostrato 200.000 neuroni umani vivi su microchip giocare a Doom tramite il computer biologico CL1. Dopo Pong, il sistema affronta una sfida più complessa dimostrando apprendimento adattivo in tempo reale. Non è ancora competitivo, ma rappresenta un passo importante nell'integrazione tra neuroni e silicio
La potenza di calcolo dei Neuroni
Ecco perché alcune persone trovano fatica a giocare a Doom
cercavano di recuperarli ad una convention repubblicana, ma dopo migliaia di prelievi ne avevano solo 8.
Me lo sono chiesto anche io e ho brevemente scoperto che li prendono da cellule staminali.
In ogni caso ritengo che questo particolare sarebbe dovuto essere nella news, IMHO
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