Ubisoft potrebbe licenziare ancora ma senza farsi notare
Ubisoft si prepara a nuovi licenziamenti. L'editore intende ridurre la forza lavoro in modo significativo nei prossimi anni per tagliare ulteriormente i costi della propria attività
di Davide Raia pubblicata il 25 Gennaio 2026, alle 09:01 nel canale VideogamesUbisoft
Nei giorni scorsi, Ubisoft ha annunciato un piano di riorganizzazione con l'obiettivo di tagliare i costi e ottimizzare le risorse disponibili. Questo piano ha portato anche alla cancellazione di diversi giochi in sviluppo, compreso l'atteso remake di Prince of Persia. All'orizzonte, inoltre, c'è un nuovo taglio al numero di dipendenti anche se l'azienda vorrebbe evitare maxi-ondate di licenziamenti, per non danneggiare ulteriormente la sua immagine.
Ubisoft taglierà ancora
Il piano di taglio dei costi di Ubisoft, che punta a ridurre di circa 200 milioni di euro all'anno le spese, dovrebbe concludersi entro marzo 2028. Secondo un nuovo report, questo piano dovrebbe concludersi con un taglio di migliaia di posti di lavoro, con una drastica riduzione del numero di sviluppatori, già passato da circa 20 mila (a settembre 2022) a poco più di 17 mila (a settembre 2025). Una prima ondata di licenziamenti dovrebbe essere annunciata a febbraio, in occasione della presentazione dei risultati finanziari.

Ubisoft, inoltre, ha scelto di eliminare il lavoro da remoto, costringendo tutti i dipendenti a tornare in ufficio, per il lavoro in presenza. Questa scelta potrebbe essere una strategia studiata a tavolino per spingere una parte dei lavoratori a lasciare Ubisoft in modo volontario.
Per il futuro, Ubisoft vorrebbe evitare di annunciare ondate di licenziamenti, ma ridurre la forza lavoro in modo progressivo. Questa politica è legata a una precisa strategia di marketing che mira a evitare un impatto mediatico negativo che potrebbe penalizzare le performance dei giochi. Ulteriori dettagli in merito ai piani di Ubisoft emergeranno a breve.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCapitò anche a me nei primi anni '10 quando una famosa multinazionale per la quale lavoravo tagliò i dipendenti italiani a piccoli gruppi in modo da non dare nell'occhio
Oltre a imporgli delle restrizioni, come ad esempio l'impossibilità di far uso di live services nei loro prodotti.
tra qualche anno, quando i giochi usciranno ancora meno e ancora più buggati e avranno ancora meno fatturato di oggi, dovranno trovare qualcun altro a cui dare la colpa.. intanto i manager, i cui KPI erano solo legati al'utile, OGGI hanno i bonus e tanto domani loro non saranno lì...
se parlassero di ricollocamente è un conto..qui parlano solo di tagli...
nella mia azienda stanno facendo un ricollocamento (1 sede dalla germania alla mia in italia) e ha un senso strategico (costiamo quasi la metà
tagliare ora chi genera il fatturato di domani è una cosa vista e rivista e il risultato è sempre lo stesso...fra un paio di anni ubisoft la pagherà cara (ma tanto a quel punto basterà licenziare ancora qualche migliaio di lavoratori)...
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