Stop Killing Games: 97% delle firme convalidate, l'iniziativa potrebbe diventare legge
L'iniziativa europea Stop Killing Games ha superato 1,4 milioni di firme e attende la verifica ufficiale per accedere al Parlamento UE. Gli organizzatori stanno già preparando la fase legislativa con campagne di sensibilizzazione e di contrasto alla disinformazione e alle pressioni dell'industria
di Vittorio Rienzo pubblicata il 16 Settembre 2025, alle 19:33 nel canale VideogamesL'ECI (European Citizen's Initiative) Stop Killing Games ha condiviso un nuovo aggiornamento sui progressi dell'iniziativa. Al vaglio dei controlli ci sono le firme sottoscritte dai cittadini che, secondo i promotori dell'iniziativa, sarebbero state convalidate per circa il 97%.
Lo scorso luglio, Stop Killing Games ha concluso la raccolta firme con oltre 1,4 milioni di sottoscrizioni. Se almeno un milione di queste verranno convalidate, l'iniziativa approderà a Bruxelles per un'audizione pubblica o un dibattito formale al Parlamento europeo. Questo segnerebbe l'avvio della fase legislativa durante la quale la Commissione e l'Europarlamento dovranno decidere se convertire l'appello popolare in una norma.

L’obiettivo di Stop Destroying Videogames – nome del movimento – è introdurre una regolamentazione che impedisca agli editori di disabilitare da remoto i videogiochi acquistati, obbligandoli a fornire modalità alternative per garantirne la fruibilità anche dopo la fine del supporto ufficiale.
In attesa dell’esito delle verifiche, gli organizzatori hanno annunciato di prepararsi alla fase successiva della campagna, che prevede attività di sensibilizzazione nei confronti degli europarlamentari e della Commissione, oltre a strategie per contrastare eventuali campagne di disinformazione e pressioni dell’industria del settore. Gli attivisti hanno sottolineato l’importanza di rafforzare le strutture della comunità a sostegno della causa, mantenendo però riservate alcune azioni per ridurre il rischio di tentativi di sabotaggio.
D'altronde, non sarebbe così sorprendente dato che proprio a luglio un tentativo di boicottaggio è arrivato puntuale. L'iniziativa, infatti, è stata denunciata da un soggetto non meglio specificato che ha ritenuto l'impegno dello YouTuber Ross Scott, promotore che ha offerto volontariamente il proprio supporto e contributo, come prestazione professionale non dichiarata.
In sostanza, la denuncia riteneva che l'iniziativa avesse ricevuto contributi economici oltre i 500 euro sottoforma di prestazioni, senza però averli dichiarati. Questo, secondo la normativa europea, invaliderebbe l'iniziativa in quanto ogni finanziamento oltre i 500 euro andrebbe segnalato. Inutile dire che il tentativo di sabotaggio si è concluso in un nulla di fatto, dato che l'accusa era piuttosto fantasiosa.
Infine, i rappresentanti dell'iniziativa hanno ringraziato i sostenitori grazie ai quali il movimento, con tutta probabilità, riuscirà a portare la propria voce a Bruxelles. Allo stesso tempo, però, hanno anche chiesto di mantenere alta l'attenzione per eventuali novità che potrebbero richiedere la partecipazione popolare.









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6 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - info"Date una medaglia a questi uomini, anzi dategliene due."
Però aspettiamo a cantare vittoria, i nostri politici sono impegnati ad aumentare l' (in)equo compenso
P.S. sto notando che alcuni file e demo di giochi vecchi sono misteriosamente spariti da internet, il demo di NFS2 forse era programmato che sparisse appena usciva il gioco definitivo, invece quello di Grid Ebay (2008) l'ho scaricato nel 2021 ma ora è sparito, mentre quello "liscio" c'è ancora ovunque.
La mia paura è che se passasse una legge del genere, addio mmorpg in europa. Nessuno sarebbe così matto da proporre/importare un mmo sapendo che un domani ti toccherà creare un sistema per renderlo offline (con relativi costi di sviluppo).
Primo, il mercato europeo è enorme. Quando l'UE detta una regola, i produttori non scappano, si adattano.
Secondo, quali costi di sviluppo? Un MMO già gira sulla macchina dell'utente, basta solo fargli installare due mappe (se non ci sono) e il gioco è già giocabile offline. Quella dei costi aggiuntivi è una scusa.
Oppure distribuisci il codice dei server, se renderlo offline è troppo difficile.
Ma loro quello vogliono, che il gioco sia a scadenza, così possono venderti la nuova versione. Un abbonamento sotto mentite spoglie.
La mia paura è che se passasse una legge del genere, addio mmorpg in europa. Nessuno sarebbe così matto da proporre/importare un mmo sapendo che un domani ti toccherà creare un sistema per renderlo offline (con relativi costi di sviluppo).
Basta rendere possibile l'uso di server privati
Semplicemente ne parlano e vedono se c'è veramente un problema.
Verrà fuori che non c'è nessun problema perché non ne danno niente o uccidono tutti i MMORPG perché non ne sanno niente.
Poi se ne escono fuori con una legge come il gdpr dove perfino nello stesso ospedale non possono scambiarsi la mia cartella clinica e ogni volta quando parlo con un professionista devo portare la cartella stampata di tutto quanto perché... Gdpr!!!
Non so di che regione tu sia, ma nella regione Lazio c'è il fascicolo sanitario elettronico, vi accedi con lo SPID o la CIE e poi stabilire in base alla tipologia di documento chi può accedervi, scaricare o caricare documenti. tutto a norma GDPR. se non ci sei mai entrato di default i documenti sono tutti bloccati
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