Stoccata a Nintendo: il tribunale USA respinge le rivendicazioni contro Palworld e revoca il brevetto

Stoccata a Nintendo: il tribunale USA respinge le rivendicazioni contro Palworld e revoca il brevetto

L’ufficio brevetti statunitense ha respinto tutte le rivendicazioni di Nintendo su un sistema di cattura e combattimento con creature. La decisione indebolisce la posizione legale contro Palworld e conferma che meccaniche simili sono troppo generiche per appartenere a un singolo publisher

di pubblicata il , alle 14:20 nel canale Videogames
NintendopokemonPalworld
 

Nintendo ha dovuto incassare un duro colpo sul fronte legale: l'ufficio brevetti degli Stati Uniti ha respinto tutte le 26 rivendicazioni contenute nella domanda depositata nel 2025 relativa alle meccaniche di cattura e utilizzo di creature in combattimento. La decisione, riportata integralmente da GamesFray, arriva dopo una precedente approvazione iniziale, ora completamente annullata.

Il brevetto riguardava un sistema che consente al giocatore di richiamare personaggi e farli combattere al proprio posto, una meccanica ben nota nel franchise Pokémon, ma presente anche in numerosi altri titoli appartenenti a generi differenti, soprattutto RPG. L'ampiezza delle rivendicazioni aveva sollevato dubbi fin dall'inizio, poiché avrebbe potuto coinvolgere produzioni molto distanti tra loro per struttura e gameplay.

La richiesta depositata da Nintendo si inseriva nella disputa legale contro Palworld, titolo sviluppato da PocketPair. Il gioco ricorda molto da vicino la serie Pokémon per la sua direzione artistica, ma si distingue da questi ultimi per un gameplay molto più variegato e articolato: struttura open world, combattimenti in tempo reale, sistema di costruzione e armi lo rendono un titolo ben diverso da quelli sviluppati da The Pokémon Company.

Con il rigetto completo delle rivendicazioni, cade uno degli strumenti principali su cui Nintendo puntava per rafforzare la propria posizione legale. L'esito conferma che le meccaniche di evocazione e combattimento con entità controllate dal giocatore restano un paradigma comune nell'industria, non attribuibile in esclusiva a un singolo publisher.

La decisione dell'ufficio brevetti statunitense evidenzia anche un altro aspetto cruciale: la difficoltà nel proteggere tramite brevetto sistemi di gioco che risultano già diffusi o facilmente riconducibili a concetti generici. Si tratta di una decisione da non sottovalutare perché garantisce un ambiente meno vincolato a un numero enorme di sviluppatori che finora hanno temuto potenziali ritorsioni da parte di Nintendo.

Resta da capire quali saranno le prossime mosse della società nipponica, che potrebbe tentare nuove strade legali o riformulare le proprie richieste con un perimetro più ristretto. Nel frattempo, si fa sempre più sottile il confine tra tutela della proprietà intellettuale e libertà creativa, spesso in conflitto tra loro.

1 Commenti
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Sella02 Aprile 2026, 15:08 #1
Spiaze ninté, ma se continui a spaccare i cabasisi a tutti e a 360° per presunte violazioni del copyright atte a monetizzare, prima o poi ti arrivano le bastonate che ti meriti. Qui ormai siamo al livello copyright degli "angoli arrotondati" tentato da apple, e giustamente cassato da chi registra i brevetti.
Mentecatti

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