Sony cancella 551 film e serie TV dal PlayStation Store. Persi anche per chi li ha acquistati
Dal 1° settembre 2026 Sony rimuoverà 551 film e serie TV di StudioCanal dal PlayStation Store nel Regno Unito. I contenuti saranno completamente rimossi anche dalle librerie di chi li aveva acquistati
di Vittorio Rienzo pubblicata il 29 Giugno 2026, alle 11:46 nel canale VideogamesSonyPlaystation
Sony ha annunciato che dal 1° settembre 2026 eliminerà 551 film e serie TV distribuiti da StudioCanal dal PlayStation Store. La rimozione non interesserà soltanto il catalogo dello store: anche gli utenti che avevano già acquistato questi contenuti perderanno completamente l'accesso alle proprie copie digitali.
L'azienda ha spiegato che la decisione dipende dalla mancata estensione dell'accordo di licenza con StudioCanal. Il messaggio pubblicato inizialmente sul portale PlayStation UK non aggiunge ulteriori dettagli e non cita eventuali rimborsi, elemento che ha alimentato il malcontento degli utenti coinvolti.

Tra i titoli destinati a scomparire figurano produzioni molto note come Terminator 2: Judgment Day, Apocalypse Now, Total Recall (Atto di Forza), Rambo, Johnny English, Hot Fuzz, Moonlight, Paddington, Robocop (2014), Day of the Dead, Gomorra e Fratello, Leon.
La vicenda ha rapidamente generato numerose proteste sui social network e nei forum dedicati a PlayStation. Molti utenti hanno sottolineato come l'acquisto digitale non garantisca il possesso di un contenuto e l'accesso ai prodotti potrebbe essere perso in qualsiasi momento. In questo caso, però, non si tratta di un prodotto interattivo o un gioco live-service basato su server, ma di film e serie TV fatti e finiti, sostanzialmente di video.
In realtà non si tratta del primo episodio di questo tipo. Già nel 2022 Sony aveva eliminato 314 titoli in Germania e 137 in Austria. Nel 2023 era poi arrivata la rimozione di oltre 1.300 stagioni appartenenti ai canali Discovery, comprese serie molto popolari come MythBusters, How It's Made, Deadliest Catch, Shark Week, American Chopper e Cake Boss. In quel caso la società riuscì successivamente a raggiungere un nuovo accordo di licenza che evitò la cancellazione definitiva dei contenuti.

Sony aveva introdotto la vendita di film e programmi TV sul PlayStation Store nel 2008. Durante l'era PlayStation 3 gli utenti potevano anche trasferire i contenuti acquistati su altri dispositivi, funzionalità eliminata con l'arrivo di PlayStation 4. Nel 2021, dopo il debutto di PlayStation 5, l'azienda aveva invece interrotto completamente la vendita di film e serie TV attraverso il PlayStation Network.
L'eliminazione dei contenuti StudioCanal ha riportato al centro dell'attenzione il tema della proprietà digitale. In questo caso l'acquisto lascia intendere l'acquisizione di una copia del contenuto, simile a quanto avviene con l'alternativa fisica, quindi con il presupposto di poterla utilizzare in qualsiasi momento.
In realtà, esattamente come per le copie fisiche, si acquista una licenza di riproduzione. La differenza, in questo caso, è nel fatto che viene fornita da Sony, la quale è a sua volta soggetta a una licenza del reale proprietario del contenuto. Nel contratto di vendita, infatti, è indicato che la licenza digitale può essere revocata in qualsiasi momento. Il che significa che fino a quando permane l'accordo tra Sony e produttore, la licenza è valida, ma se l'accordo dovesse essere interrotto, a cascata, anche l'utente perde ogni diritto su quel contenuto.
Una domanda, quindi, sorge spontanea: è giusto consentire un modello di vendita che prevede l'acquisto di una licenza equiparato a quello di una copia fisica retail, ma che esclude gran parte delle tute per il consumatore?










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41 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoC'è poco da dire, ecco la dimostrazione del perchè possedere una copia fisica in qualsivoglia formato e non vincolata da store, drm, programmi o client per essere fruita, sia l'unico modo di non avere brutte sorprese.
Ti devi solo preoccupare dei backup, quello si.
Ma nessuno potrà mai sottrarti a tradimento ciò che hai acquistato.
Vediamo se a forza di sbattere il muso e i denti i pro "solo digitale/tutto online" cominceranno ad afferrare il concetto...
...che poi non è neanche così difficile, eh !
Una domanda, quindi, sorge spontanea: è giusto consentire un modello di vendita che prevede l'acquisto di una licenza equiparato a quello di una copia fisica retail, ma che esclude gran parte delle tute per il consumatore?
Sorge spontanea un'altra domanda.
Chi ha acquistato il film X che oggi viene eliminato, verrà dunque rimborsato ?
Ecco la vera domanda !
Finché puoi scaricare da torrent quello che hai acquistato lo preferisco come soluzione al supporto fisico.
Io scarico tutti i film disponibili su Amazon prime che guardo, anche se Prime Video ce l'ho incluso in Prime. Non mi piace lo streaming. E pago l'abbonamento a Deezer solo perché di tutto quello che mi piace posso (non con il loro benestare implicito) scaricarmi i FLAC in locale. Il giorno che non potrò più farmi le copie in locale smetterò anche di pagare l'abbonamento.
I film li cancello dopo averli visti, ma le serie, soprattutto quelle di animazione, no, perché nessun provider le terrà mai online complete per sempre.
Chi ha acquistato il film X che oggi viene eliminato, verrà dunque rimborsato ?
Ecco la vera domanda !
Ciao Saturn, come scritto in apertura, nella comunicazione non ci sono riferimenti ai rimborsi, quindi molto probabilmente non ci saranno. Potrebbero prevedere un qualche indennizzo, ma l'acquisto era già stato rimosso da qualche anno, quindi molto probabilmente chi ha acquistato in passato semplicemente non recupererà nulla.
Saluti,
Vittorio
E allora se non importa la questione che ho messo in bold (cmq anch'io ho solo prime come abbonamento perché compro molto da amazon), anche senza alcun abbonamento ti puoi scaricare in locale i flac (anche tutti quelli che vanno oltre i 16bit/44kHz) da amazon music, deezer, Qobuz, Tidal, Spotify, apple music e tanti altri. In alcuni casi pure le versioni migliori, ovvero quelle digitali del passato (prima dei remaster con la loudness war) con dinamica integra.
Certo, ho anche accesso a siti privati con librerie immense e cose che non trovi nemmeno sui siti di streaming, ma l'idea di pagare il giusto per un servizio fatto bene non mi dispiace. Se nessuno paga, addio servizio. Tra l'altro sono un utente modello per loro, perché non usando mai lo streaming gli consumo pochissima banda. Poi figurati se non lo sanno che ci sono abbonati che accedono con client non ufficiali, gli basterebbe guardare i log e vedere che se un album è stato trasferito in 30 secondi è improbabile che sia uno streaming.
Saluti,
Vittorio
Grazie mille per la risposta Vittorio, ovviamente, ci tengo a precisarlo, la vena polemica nella domanda era rivolta verso questi "simpaticoni di Sony" non certo a voi.
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