Sette major del gaming nel mirino di Mosca: le cifre delle sanzioni sono una barzelletta, ma il piano finale non lo è
Roskomnadzor ha sanzionato EA, Take-Two, Battlestate e NetEase con appena 2 milioni di rubli ciascuna per mancata localizzazione dei dati degli utenti russi. Rimangono pendenti le cause contro Embracer, Epic Games e Digital Extremes. Sullo sfondo, una proposta di legge che potrebbe rivoluzionare l'accesso dei giochi stranieri al mercato russo
di Rosario Grasso pubblicata il 12 Maggio 2026, alle 13:01 nel canale VideogamesRoskomnadzor, l'agenzia federale russa che supervisiona e controlla le comunicazioni, la tecnologia dell'informazione e i mass media, ha sanzionato Electronic Arts, Take-Two Interactive, Battlestate Games e NetEase Interactive con 2 milioni di rubli ciascuna (circa 23 mila euro al cambio attuale) per non aver archiviato i dati personali dei propri utenti russi su server domestici, come previsto dall'art. 13.11 del Codice Amministrativo della Federazione Russa. Per aziende che fatturano miliardi, si tratta di una cifra che passa probabilmente inosservata nei bilanci trimestrali.
Il contrasto con la strategia usata contro Google è lampante. Come riportato qui, nel 2024 i tribunali russi avevano condannato il colosso di Mountain View a pagare una cifra record per il blocco di canali pro-Cremlino su YouTube. Si trattava di un importo impossibile da pagare, superiore alla ricchezza totale del pianeta. L'esito di quella strategia è stato, prevedibilmente, zero: Google opera in Russia attraverso una sussidiaria dichiarata fallita nel 2022 e non ha versato un rublo. Le sanzioni simboliche applicate ai game publisher sembrano il riconoscimento implicito che le cifre astronomiche non funzionano come leva.
Sette aziende nel mirino
Secondo lo studio legale Semenov & Pevzner, che ha rilasciato dichiarazioni al quotidiano Kommersant, dall'inizio del 2026 Roskomnadzor ha avviato cause amministrative contro sette major del gaming. Oltre alle quattro già sanzionate, sono ancora in attesa di sentenza Embracer Group (Metro, Kingdom Come: Deliverance), Epic Games (Fortnite) e Digital Extremes (Warframe). La multa massima applicabile rimane fissata a poco più di 68 mila euro anche nell'ipotesi in cui il giudice applicasse il massimo previsto dalla legge a tutte e tre le cause pendenti.
A dicembre 2025 Lesta, lo studio russo di World of Tanks passato in mano statale dopo la scissione da Wargaming, aveva ricevuto solo un avvertimento; a marzo 2026 è toccato a Battlestate Games, poi ad aprile alle due major occidentali EA e Take-Two.
Localizzazione dati e "sovranità digitale"
La norma contestata impone agli operatori di servizi online di registrare, sistematizzare, accumulare e aggiornare i dati personali dei cittadini russi esclusivamente su infrastrutture fisicamente collocate in Russia, ma nessuna delle sette aziende risulta conforme. Roskomnadzor ha comunque precisato che al momento non esistono presupposti giuridici per bloccare i giochi delle società multate e che tale ipotesi non è sul tavolo.
Il quadro normativo si inserisce in una strategia più ampia. Alla Duma di Stato, infatti, è stato recentemente presentato un disegno di legge che sottoporrebbe la distribuzione di videogiochi in Russia ad autorizzazione statale, con un meccanismo analogo al sistema di licenze ISBN vigente in Cina. Il progetto di legge cita esplicitamente la necessità di proteggere "la moralità, i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini". Nel 2025, parallelamente, era già stata predisposta una modifica al Codice Amministrativo per sanzionare i giochi con contenuti definiti "anti-russi". Secondo una fonte citata da Kommersant, le cause in corso sarebbero solo il prologo di un intervento più strutturato sul mercato dei giochi stranieri online: mossa che, non casualmente, avvantaggerebbe i developer domestici sostenuti da fondi statali stanziati da Putin a partire dal 2022.









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3 Commenti
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Ma prendetevela con gli Armeni, và
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