SEGA si sbarazza di decine di prototipi Nintendo, poi fa arrestare l'uomo che li ha acquistati
Una vicenda che ha dell'incredibile quella di un uomo britannico che ha acquistato un lotto di kit di sviluppo abbandonati da SEGA nel suo precedente ufficio di Brentford. L'uomo, che avrebbe acquistato legittimamente il materiale, è stato arrestato con le accuse di furto e riciclaggio
di Vittorio Rienzo pubblicata il 12 Settembre 2025, alle 12:47 nel canale VideogamesSega
Una vicenda a dir poco peculiare quella di uomo britannico, che ha preferito rimanere anonimo, arrestato per ricettazione dopo aver acquistato – a quanto pare legittimamente – un lotto di console di sviluppo provenienti da un ufficio dismesso di SEGA. Sembrerebbe che il publisher giapponese abbia prima sgomberato l'ufficio, per poi pentirsi di aver gettato via tutto l'hardware che aveva abbandonato. L'inchiesta è stata condotta da TimeExtension che, alla fine, ha condiviso interessanti dettagli sulla questione.
Bisogna fare una premessa: di recente, SEGA ha trasferito la sua sede britannica da Brentford al Chiswick Business Park. Durante lo spostamento, molti degli oggetti presenti nel precedente ufficio, come divani, mobili e altro arredamento, sono stati semplicemente abbandonati e una società di trasporto è stata incaricata dello sgombero.
Sega Accused Of Using Police To Recover Nintendo Dev Kits It Had "Negligently Disposed Of". https://t.co/K6zOomMiw7
— Time Extension (@timeextension64) September 8, 2025
È prassi consolidata, anche in Italia, che i traslocatori acquisiscano la proprietà degli oggetti abbandonati e li rivendano singolarmente o in lotto. Il lavoro dell'anonimo acquirente, portato avanti da oltre 10 anni, era proprio quello di acquistare lotti di dispositivi elettronici abbandonati.
"Ho stretto un accordo per acquistare le console, con l'intenzione di rivenderle online, esattamente come ho fatto con innumerevoli altri articoli nell'ultimo decennio" ha spiegato l'uomo, specificando di aver pagato un prezzo di 10.000 sterline (circa 11.500 euro) per l'intero lotto.
Circa un mese prima del raid, durante il quale è avvenuto il sequestro da parte della polizia, l'uomo fu contattato da un investigatore privato (ingaggiato da SEGA) che si fingeva interessato all'acquisto del materiale. Un mese dopo aver verificato che l'uomo fosse in possesso di console e cartucce, la polizia ha irrotto a casa sua.

"Sono stato svegliato verso le 7:30 da un forte bussare alla porta", racconta il venditore quando gli viene chiesto di raccontare il giorno del raid. "Quando l'ho aperta, sono stato accolto da circa dieci agenti della City of London Police. Mi hanno informato che ero in arresto per riciclaggio di denaro e che erano lì per sequestrare kit di sviluppo e cartucce di gioco rubate".
"Due giorni dopo il mio arresto, la polizia mi ha inviato una richiesta formale di esclusione di responsabilità, chiedendomi di fatto di rinunciare alla proprietà delle console. Mi è sembrato anomalo. Se la polizia avesse davvero creduto che gli oggetti fossero stati rubati, la proprietà legale sarebbe rimasta a SEGA fin dall'inizio e non avrei avuto nulla a cui rinunciare. Chiedendomi di rinunciare, hanno implicitamente riconosciuto che ne ero il proprietario legale. Ho rifiutato, per iscritto, e ho chiesto di essere tenuto informato su eventuali procedimenti di confisca in modo da potermi assicurare una rappresentanza legale. Non ho ricevuto altro".
L'uomo ha anche spiegato che ha contattato più volte SEGA per trovare un accordo extragiudiziale ed evitare un possibile scandalo. Stando a quanto raccontato, ha perfino più volte scritto direttamente al CEO di SEGA, senza però ricevere alcuna risposta.
Per tale ragione, ha deciso alla fine di affidarsi a un legale e difendere il suo diritto di proprietà sugli oggetti acquistati. Le console e le cartucce sono ora sotto custodia della polizia, alla quale l'uomo ha inviato diverse richieste di conservazione delle prove, anche queste senza alcun riscontro da parte delle autorità.
"La mia preoccupazione è che la merce non sia mai stata correttamente sequestrata dalla polizia. Credo che i mandati siano stati usati da SEGA come mezzo per recuperare beni di cui si era sbarazzata negligentemente, e che gli oggetti siano stati restituiti a SEGA al di fuori di una procedura legale. Ora sospetto che possano essere già stati distrutti. Questo spiegherebbe il muro di silenzio: se il pubblico venisse a sapere che SEGA ha usato la polizia per sequestrare beni da me legalmente acquistati, solo per distruggerli, lo scandalo sarebbe innegabile".










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20 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoper oggetti sensibili e' previsto, ma dev'essere scritto, che chi esegue lo sgombero provveda a distruggerli (legalmente, riciclando, blablabla).
se questo accordo esiste, allora questo signore e' stato fregato: chi gli ha venduto quei materiali l'ha fatto in modo illegittimo, visto che sarebbe stato tenuto al loro smaltimento.
cmq si, e' interessante.
SEGA si sbarazza di decine di [B][U]prototipi Nintendo[/U][/B]?
E come faceva ad avere prototipi nintendo?
SEGA si sbarazza di decine di [B][U]prototipi Nintendo[/U][/B]?
E come faceva ad avere prototipi nintendo?
questa credo sia la fonte:
https://www.timeextension.com/news/...tly-disposed-of
e al suo interno in un tweet riportato si legge:
[B]ICYMI: Game preservationists at @VGPMuseum are trying to save 300+ Sonic and SEGA 3DS prototypes, which include Sonic Chronicles, Sonic Colors DS, Sonic Generations 3DS, &[U] a never-before seen DS prototype of Rhythm Thief.[/U] #SonicNews[/B]
Quindi se ho capito bene si tratta di una versione per un bundle che poi non è mai stata messa in commercio non di un prototipo nel senso di versione in via di sviluppo come normalmente si intende.
se questo accordo esiste, allora questo signore e' stato fregato: chi gli ha venduto quei materiali l'ha fatto in modo illegittimo, visto che sarebbe stato tenuto al loro smaltimento.
Esatto, e quindi quel signore non solo non ha colpe, ma anzi a questo punto dovrebbe essere lui riscarcito,
sia della cifra che aveva speso per il materiale, sia dei danni morali e di immagine conseguenti alla "visita" e al suo arresto.
E' la ditta incaricata dello sgombero che deve essere perseguita !
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