Riot Games alza lasticella dell'anti-cheat: nuovo controllo BIOS in arrivo
Riot Games introdurrà un nuovo controllo anti-cheat basato sul BIOS per contrastare una vulnerabilità UEFI sfruttabile dai cheater. La misura, inizialmente limitata a pochi giocatori di Valorant, potrebbe estendersi ai ranghi più alti
di Francesco Messina pubblicata il 23 Dicembre 2025, alle 14:01 nel canale VideogamesRiot Games
Riot Games ha annunciato un nuovo cambiamento al proprio sistema anti-cheat che potrebbe creare difficoltà a una parte della community PC, in particolare a chi utilizza hardware meno recente. L'azienda, già nota per l'approccio molto rigoroso adottato con il software Vanguard, intende introdurre un controllo aggiuntivo legato al BIOS, motivato dalla scoperta di una vulnerabilità di sicurezza a livello UEFI.
Negli ultimi anni, i sistemi anti-cheat nei giochi competitivi hanno assunto un ruolo sempre più invasivo, arrivando a operare a livello kernel e richiedendo funzionalità avanzate di sicurezza di Windows, come Secure Boot, TPM 2.0 e protezioni basate sulla virtualizzazione. Riot è spesso stata tra le prime aziende a rendere obbligatori questi requisiti, e la nuova misura segue la stessa filosofia.
Il problema individuato riguarda lIOMMU, un componente fondamentale per impedire che dispositivi hardware esterni accedano direttamente alla memoria di sistema durante le fasi di avvio. Su alcune schede madri UEFI, una falla permetteva di disattivare la protezione DMA prima del boot, anche quando risultava attiva nel BIOS. Questo creava una finestra temporale sfruttabile da cheater particolarmente sofisticati per aggirare i controlli di Vanguard.
La distribuzione del nuovo anti-cheat di Riot Games
Per il momento, Riot non applicherà il nuovo requisito a tutti. Il controllo del BIOS interesserà solo un gruppo ristretto di giocatori di Valorant, considerati "ad alto rischio" perché i loro sistemi mostrano caratteristiche simili a quelle usate per eludere l'anti-cheat. Tuttavia, l'azienda sta valutando l'estensione della misura ai ranghi competitivi più elevati, dove barare offre vantaggi maggiori. In futuro, restrizioni analoghe potrebbero arrivare anche su League of Legends.
Chi verrà bloccato dovrà aggiornare il BIOS della propria scheda madre per poter accedere nuovamente al gioco. Ed è qui che emergono le principali preoccupazioni. I principali produttori di motherboard hanno iniziato a distribuire patch, ma la copertura non è uniforme. Alcuni chipset più vecchi, pur essendo ancora validi e compatibili con Windows 11, potrebbero non ricevere aggiornamenti ufficiali.
Questo scenario apre alla possibilità che giocatori con PC non recentissimi vengano esclusi senza alternative, soprattutto se il produttore della scheda madre non rilascerà una correzione. Sebbene i giocatori di alto livello tendano ad aggiornare spesso l'hardware, l'introduzione graduale di requisiti simili potrebbe, in futuro, coinvolgere una fascia più ampia di utenti.









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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuale diventa il confine tra un anticheat, e un possibile malware?
A questo punto, un gamer dovrebbe procurarsi una macchina ad uso esclusivo, in pratica una console...
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