Recensione Crimson Desert: la mastodontica opera di Pearl Abyss su PS5 base
Lo abbiamo atteso, bramato e giocato per tante ore: siamo finalmente pronti a parlare e ad analizzare Crimson Desert in questa recensione. Un titolo immenso con moltissimi pregi svariati difetti. Un lavoro, quello di Pearl Abyss, che merita attenzioni ed elogi
di Francesco Messina pubblicata il 01 Aprile 2026, alle 12:11 nel canale Videogames"Hype: attesa febbrile, la trepidazione, la smania di conoscenza"
La definizione di hype apre quella che è una delle recensioni dei titoli più attesi di questo 2026. Crimson Desert è un gioco che, fin dal suo annuncio ha fatto discutere e ha diviso l'utenza. Utenza che, trailer dopo trailer, teaser dopo teaser e recensione dopo recensione, ha mantenuto esattamente una spaccatura tra chi ritiene l'opera di Pearl Abyss un capolavoro assoluto, chi la ritiene un'opera non all'altezza e da "buttare" e chi, invece, prova a collocarsi nel mezzo, tentando di essere mediatore in una diatriba che sicuramente rispetta il concetto con cui abbiamo aperto: l'hype.
Già, perché Crimson Desert è, forse, tra i casi più emblematici in cui l'hype ha determinato l'impatto del gioco sugli utenti. Un gioco che, a differenza di quanto potrebbe sembrare, non emerge fin da subito, non ti acceca e non ti pone davanti agli occhi fin da subito quello che è in grado di offrire. Piuttosto ti accompagna nella scoperta di un'esperienza in cui c'è e c'è stato tanto cuore in fase di realizzazione; un cuore che viene fuori anche nelle imperfezioni di cui questo titolo è decisamente pregno.
Una piccola precisazione: stiamo scrivendo questa recensione dopo l'ultima patch del 31 marzo 2026 e quindi, tutto ciò che andremo ad analizzare riguarderà quest'ultima versione del gioco (versione PS5) che, poi, considerando anche i precedenti update, è quella che Pearl Abyss ha deciso di dare in pasto agli utenti.
Narrativamente parlando... | Recensione Crimson Desert
Narrativamente parlando, Crimson Desert è un titolo che fin da subito (in questo caso sì), riesce a farti capire che tipo di valore vuole dare alla propria trama e al proprio intreccio. Non andremo a fare alcuno spoiler ma ci limiteremo a raccontare come, a sua volta, il gioco gestisce il racconto di una storia che risulta essere accattivante il giusto, un pretesto per immergerti e perderti in un mondo enorme, mastodontico, con tanti segreti e tante attività da svolgere.
La scrittura dei dialoghi è fluida, così come sono interessanti le cut-scenes durante le quali vengono sciolti i vari nodi della trama stessa. Non siamo di fronte a una storia memorabile o a delle scene dal sapore cinematografico, ma questo - ci sentiamo di affermarlo senza remore - non va ad intaccare un'esperienza che pone il proprio focus su altri aspetti che poi andremo a sviscerare.
Il nostro protagonista è e sarà Kliff, valoroso leader del gruppo dei Mantogrigio. Il suo livello di caratterizzazione è abbastanza minimale: Kliff è abbastanza taciturno, carismatico il giusto, si limita ad eseguire i compiti e a prendere delle decisioni per il proprio gruppo. Anche nell'aspetto di Kliff, il lavoro di Pearl Abyss è stato abbastanza minimale e basic. Kliff, però, per quanto sia il protagonista della vicenda, non è l'unico personaggio giocabile, andando avanti con la campagna sbloccheremo la possibilità di utilizzare altri eroi. Questa scelta, a nostro avviso, lascia un po' il tempo che trova, in quanto va ad aggiungere un po' di complessità e dispersione senza un reale vantaggio o una reale motivazione, apparendo, così, una scelta un po' forzata.
Più che per una profondità del personaggio in sé, ci viene da pensare che lo stesso Kliff rimarrà impresso nella mente dei giocatori come un vero e proprio compagno d'avventura; un'avventura che richiederà un numero spropositato di ore per essere portata a termine: tra le 50 e le 70 per la campagna principale e più di 200 per chi cerca un'esperienza più completa e maggiormente esplorativa.
Una doppia dimensione | Recensione Crimson Desert
La nostra avventura si svolgerà in due dimensioni parallele:il mondo terreno e dunque Pywel, il vastissimo territorio all'interno del quale scorrazzeremo, combatteremo ed esploreremo e il cosiddetto Abisso, una dimensione "celeste" e aerea. Infatti, a differenza di quanto il nome potrebbe suggerire, le fasi all'interno dell'abisso si svolgeranno in cielo. Anche narrativamente, le due componenti: quella terrena e quella ultraterrena andranno pian piano a fondersi; forse mai con una certa chiarezza.
Come appena detto, all'interno del territorio di Pywel entreremo in contatto con centinaia di personaggi e una moltitudine di attività che, a tratti, soprattutto durante le prime ore di gioco, possono far emergere un senso di dispersione nel giocatore. Tra attività secondarie, mini-giochi, luoghi da esplorare, enigmi e misteri da risolvere, Crimson Desert riesce a non essere mai tedioso o ripetitivo.
Potremo pescare, giocare ad una versione particolare del poker, esplorare grotte, recuperare minerali e materiali, combattere all'interno di arene, liberare avamposti e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo all'interno di una mappa la quale, la sola vista, potrebbe causare anche un certo scoraggiamento o senso di timore per via delle sue dimensioni. Crimson Desert, dunque, mette a disposizione degli utenti tantissime opportunità le quali, però, non brillano al 100%. Nessuna di queste, infatti, può ritenersi eccellente.
Picchia che ti passa | Recensione Crimson Desert
Uno degli elementi meglio riusciti del gioco è, a nostro avviso, il sistema di combattimento, seppur, anche questo, non possa essere considerato "perfetto" o "eccellente". Ma andiamo con ordine. A disposizione di Kliff avremo un albero delle abilità che si suddivide in tre macro-categorie: il ramo dell'energia, il ramo della salute e il ramo dello spirito.
Tramite il ramo dell'energia potremo potenziare quello che comunemente è noto come "vigore" più sbloccare mosse e opportunità d'attacco. Quest'ultime potremo anche "impararle" dai nemici che affronteremo. Per imparare dai nemici ci basterà semplicemente combattere, nel momento in cui un avversario proporrà una mossa che vediamo per la prima volta, automaticamente andremo ad impararla e dunque potremo potenzialmente eseguirla.
Per quanto concerne, invece, il ramo della salute e dello spirito, si tratta di due rami con cui potenzieremo la vita di Kliff e la capacità di effettuare delle azioni "magiche". L'elemento interessante, però, risiede nell'integrazione fra i vari rami. Talvolta, per sbloccare un'abilità d'attacco ci toccherà aver portato (esempio) lo spirito ad un certo livello e così via.
Questo permette ai giocatori di creare delle build abbastanza eterogenee. Così come, eterogenea è il tipo di esperienza che può fare il giocatore: ognuno potrà decidere di padroneggiare ogni mossa e abilità o procedere con un button smashing senza scrupoli, in ogni caso e con ogni strategia i risultati arriveranno più o meno rapidamente.
Il sistema di combattimento, dunque, come detto in precedenza, rappresenta uno dei punti di maggiore forza del gioco: combattere è divertente, sia che si usino le armi (ad una mano con scudo, archi, a due mani ecc...), sia che si usino le mosse di wrestling che danno vita ad animazioni spettacolari e azioni che, pad alla mano, risultano essere molto appaganti e "goduriose". Meno riuscita, a nostro avviso, è la gestione dello stealth che in molti casi risulta essere impossibile da attuare nonostante la presenza di comandi appositi.
Anche il combattimento risente di alcune scelte non proprio azzeccate in fase di realizzazione del titolo come, ad esempio, il numero di nemici presenti in alcuni avamposti o in alcune zone che andremo a liberare o che ci toccherà affrontare. Spesso si tratta di un numero talmente elevato che ci capiterà di combattere per decine e decine (e ancora decine) di minuti ininterrottamente, andando a rendere quella fase abbastanza pesante nella sua interezza.
Un elemento che rende meno opprimente questa dinamica è la presenza di una percentuale di liberazione della zona che, nel momento in cui decidiamo di abbandonare il combattimento rimarrà uguale a quando l'abbiamo lasciato. Questo ci permette di recarci più volte in una zona per completare in più fasi quella stessa battaglia.
Un'altra scelta che potrebbe far storcere il naso riguarda il grado di difficoltà e sbilanciamento di alcuni boss (elemento sui cui Pearl Abyss ha già lavorato e pensiamo continuerà a lavorare). Il gioco non ti prepara ad un grado di sfida troppo elevato e trovarsi di fronte ad un boss in stile "souls-like" potrebbe risultare spiazzante.
Dalla nostra, però, c'è la possibilità di curarsi moltissime volte così come c'è la possibilità di "risorgere" con il 30% o con il 100% della propria salute tramite l'utilizzo di alcuni item. Un altro nemico con cui a volte bisogna fare i conti è la camera di gioco che non sempre riesce a stare al passo con la complessità di alcuni scenari.
Un mondo tutto da scoprire | Recensione Crimson Desert
Crimson Desert è un open world e, in quanto tale, permette al giocatore totale libertà di movimento ed esplorazione. Quest'ultimo elemento, l'esplorazione, è un altro dei punti di maggiore rilevanza all'interno della struttura del gioco stesso. Esplorare la mappa di Pywel è bello e lo è fin da subito nonostante, anche in questo caso, qualche difetto strutturale possa rischiare di rendere le fasi esplorative macchinose, per lo meno inizialmente.
Come abbiamo già espresso a più riprese, il territorio a disposizione del giocatore è vastissimo e questo può rendere l'intera avventura un po' più ostica rispetto a quanto dovrebbe. Un elemento su cui Pearl Abyss ha già lavorato e, anche in questo caso, riteniamo continuerà a lavorare, riguarda la presenza di punti di teletrasporto che, banalmente, permettono un viaggio rapido. Scovarli non sarà sempre semplicissimo e questo potrebbe "rallentare" alcune delle nostre scorribande.
Crimson Desert, inoltre, è un titolo molto derivativo e prende spunto (senza neanche nascondersi troppo) da molti giochi del recente passato: da The Witcher 3 ai più recenti Assassin's Creed passando per gli ultimi The Legend of Zelda - titoli dai quali, a nostro avviso, Pearl Abyss si è ispirata maggiormente -. Nonostante ciò il pacchetto d'insieme funziona. E funziona anche grazie ad una gestione arcade del sistema di arrampicata e del volo. A funzionare meno sono gli enigmi ambientali che, in molti casi, risultano essere fin troppo criptici e che richiedono, spesso, molti tentativi a vuoto prima di essere completati.
Questa componente trial and error è, a nostro avviso, uno dei maggiori punti a sfavore di questo titolo. Ad incidere anche sugli enigmi c'è una gestione non ispiratissima dei controlli e del sistema di controllo stesso - ennesimo elemento su cui il team di sviluppo ha lavorato e continuerà a lavorare -. Nonostante alcuni difetti, però, il senso di immersione e di scoperta (per quanto talvolta le ricompense ottenute possano risultare deludenti)è tanto e fa gran parte dell'esperienza.
Da Devil May Cry a Sim City | Recensione Crimson Desert
Già, da Devil May Cry a Sim City. Questo perché, Crimson Desert, tra le tante cose che mette a disposizione degli utenti, integra anche una componente gestionale. Da un certo capitolo della quest principale in poi, ci troveremo a dover gestire il nostro accampamento. Reclutando compagni dispersi, aumentando risorse e commissionando delle missioni ai nostri alleati.
Si tratta di una componente sì interessante e altresì curiosa da approfondire ma purtroppo (o per fortuna) anche in questo caso non capace di lasciare il segno al 100%. Non sempre risultano essere intuitive alcune micro-meccaniche di questa macro-meccanica. Va da sé che, per alcuni utenti, la natura poco "invasiva" di questa gestione dell'accampamento riesce a non rendere l'esperienza più complessa di quanto già lo sia.
Un piacere per gli occhi? | Recensione Crimson Desert
Sul comparto tecnico di Crimson Desert si è discusso tanto online e proveremo a dare una nostra opinione che tenti di avvicinarsi a quella che, oggettivamente, è la resa visiva, prestazionale e di architettura del gioco. Come già preannunciato, la versione che stiamo recensendo è la versione PS5 base. Siamo consapevoli che il gioco, sia su PS5 Pro, sia su PC, riesca a dare il meglio di sé ma, nonostante alcuni limiti dell'hardware, possiamo serenamente affermare che Crimson Desert si comporta benissimo anche sulla console standard di Sony.
Non siamo di fronte al comparto tecnico di Death Stranding (1 e 2), o a quello di Horizon (anche in questo caso, primo e secondo capitolo) e, probabilmente, non siamo nemmeno ai livelli di Red Dead Redemption 2 (titolo di ormai qualche anno fa); ma siamo di fronte ad un gioco che nel suo impatto d'insieme e grazie alla cura delle ambientazioni, riesce ad essere godibile e per certi versi anche sorprendente soprattutto nella profondità di campo (tra i punti più alti dell'intera industria) considerando la quantità di elementi a schermo.
Abbiamo provato il gioco in tutte le modalità disponibili: qualità, equilibrata e prestazioni. Se dovessimo consigliarne una (soprattutto post patch) propenderemmo per la modalità prestazioni con cui si riesce ad avere una buona qualità visiva e delle prestazioni ottimali. I modelli dei personaggi non sono sempre ispirati e decisamente non pervenute le animazioni facciali.
Come accennato in precedenza, a volte i comandi risultano un po' ostici e familiarizzarci non è un'operazione rapida ed intuitiva, così come non lo è la navigazione dei menù. Dovranno passare svariate ore per poterci "muovere" con decisione e tempestività, sia in game sia all'interno dei menù. Dovranno passare svariate ore per poterci "muovere" con decisione e tempestività, sia in game sia all'interno dei menù. Il gioco ci mette parecchio a caricare e lo si capisce appena si riprende a giocare: nonostante le potenzialità dell'SSD PlayStation, le dimensioni del titolo, richiedono più tempo di quello a cui ci stavamo abituando nei caricamenti.
Tiriamo le somme
Siamo arrivati, dunque, alle battute finali di questa lunga recensione di Crimson Desert. Trattandosi di un titolo così vasto, la sua analisi necessitava tante parole e tanti concetti. Crimson Desert non è un capolavoro e non è l'esperienza definitiva. Sicuramente, però, è un titolo che possiamo annoverare come "generazionale". Il coraggio e la cura di Pearl Abyss vanno premiati: due virtù che hanno reso questo gioco una delle realtà più interessanti, divertenti e immersive degli ultimi anni e che riuscirà a far parlare di sé ancora per molto tempo.
Si tratta di un gioco con tanti difetti e tantissimi pregi e che riesce a tenere incollato il giocatore nonostante qualche inciampo. Crimson Desert riaccende, per chi riesce a superare alcune criticità e un senso di dispersione iniziale, quella fiamma che mancava da un po' a causa di un'industria che rischia, da troppi anni, di perdere verve a causa di una tendenza eccessiva ad accomodarsi in delle operazioni prive della giusta audacia.
Fortunatamente, però, alcune digressioni e alcune voci fuori dal coro esistono e Crimson Desert è una di queste. La nostra è una valutazione decisamente positiva, molto più che sufficiente e che si avvicina, in una scala, maggiormente al "distinto" - di cui si andava comunque fieri alle scuole elementari - che al tanto bramato "ottimo". Ma, se le espressioni di quel "distinto" sono i Crimson Desert di turno, possiamo essere più che felici. Si tratta di un gioco decisamente consigliato a chi cerca un'esperienza pressoché infinita: una colossale cornucopia di contenuti.
| PRO | CONTRO |
|---|---|
| Sistema di combattimento variegato, accessibile e appagante, ma... | ... la gestione della camera in alcuni casi e il numero di nemici di determinate zone e fasi rischiano di renderlo tedioso |
| Pywel è tutta da scoprire e le fasi esplorative riescono a farti immergere in un mondo vasto ed eterogeneo, ma... | ... l'immersività talvolta si scontra con una gestione degli enigmi ambientali fin troppo complessa |
| L'esperienza non risulta mai ripetitiva, ma... | ... nessuna delle attività "secondarie e terziarie" eccelle |
| Tecnicamente, su PS5 base, il gioco regge e offre una qualità visiva a tratti sorprendente, ma... | ... qualche indecisione nei modelli, nelle texture e nel sistema di controllo |
| La narrazione è lineare e la trama si lascia seguire, ma... | ... non sempre riesce ad essere chiara ed esaustiva |









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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa perche' la gente non si limita a giocare invece di dover per forza fare la voce grossa su internet?
Un mondo enorme pieno di fetch quest dozzinali. Mi spiace ma non ho più il tempo per portare 10 pelli di lupo al primo che passa.
Comunque... andava recensito su PC la versione ps5 è anni luce indietro.
Un mondo enorme pieno di fetch quest dozzinali. Mi spiace ma non ho più il tempo per portare 10 pelli di lupo al primo che passa.
ecco, se è così almeno che permetta di fare la main senza troppi fronzoli
che al casual gamer non serve avere le mille sfaccettature come il poker in RDR2 o le freccette o simili
Ma perche' la gente non si limita a giocare invece di dover per forza fare la voce grossa su internet?
ET non era per Atari 2600 ?
Còò,sòmsmòsmòsmòls
Un mondo enorme pieno di fetch quest dozzinali. Mi spiace ma non ho più il tempo per portare 10 pelli di lupo al primo che passa.
Questo mi farebbe perdere parecchio interesse.
Per sta roba, basta e avanza Bethesda
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