Razer: l'intelligenza artificiale piace solo se gli utenti non sanno che è stata utilizzata
Razer affronta il tema dell’intelligenza artificiale nei videogiochi attraverso le parole del CEO Min-Liang Tan. Dall’uso di Grok in Project Ava allo sviluppo di strumenti come il QA companion, l’azienda difende l’AI come supporto tecnico, ma non come sostituto della creatività umana
di Vittorio Rienzo pubblicata il 20 Gennaio 2026, alle 13:00 nel canale VideogamesRazergaming hardware
In una lunga intervista con The Verge in occasione del CES 2026, il co-fondatore e CEO di Razer Min-Liang Tan ha affrontato il tema dell'intelligenza artificiale e della sua adozione nel settore videoludico. Sul tema, Tan è apparso piuttosto schietto e ha spiegato che a suo giudizio l'IA è già parte di processi creativi efficaci. Il problema riguarda piuttosto un pregiudizio che molti utenti hanno nei confronti di quello che, in fin dei conti, sarebbe solo uno strumento a disposizione degli sviluppatori.
Al centro dell'attenzione c'è Project Ava, presentato da Razer come un assistente olografico da scrivania con estetica anime, alimentato dal modello Grok di xAI. Si tratta sostanzialmente di un piccolo cilindro, simile a una lampada, all'interno del quale però viene riprodotto un avatar virtuale tridimensionale con il quale interagire.

Una soluzione che ha immediatamente sollevato interrogativi su implicazioni etiche, sociali e di sicurezza, alla luce delle controversie che hanno coinvolto il chatbot, sia per i deep fake porno che per alcune risposte alquanto discutibili che sembravano rispecchiare un'ideologia poco condivisibile.
Tan ha difeso la scelta di Grok per le capacità conversazionali avanzate del modello e ha respinto l'idea che strumenti simili debbano necessariamente assumere connotazioni a sfondo sessuale. Le polemiche, tuttavia, riflettono un clima di diffidenza diffusa tra i videogiocatori, sempre più attenti a come l'AI viene integrata nei prodotti finali.
Secondo il CEO di Razer, questo scetticismo nasce spesso da una percezione errata: "I giocatori apprezzano già l'AI nello sviluppo dei videogiochi, anche se non ne sono consapevoli". Una posizione che, però, si scontra con casi recenti come quello di Clair Obscur: Expedition 33, titolo premiato, ma successivamente escluso dagli Indie Game Awards per l'impiego dell'intelligenza artificiale.
Una linea simile è stata adottata anche da Larian Studios, che ha ammesso l'uso dell'AI generativa esclusivamente come supporto nelle fasi iniziali di ideazione, senza impatti diretti sul lavoro autoriale degli sviluppatori.

Razer intende investire proprio in questo tipo di applicazioni. Tan ha citato lo sviluppo interno di un QA companion, uno strumento pensato per affiancare i tester umani. Il sistema è in grado di registrare automaticamente bug, compilare report e inviarli in tempo reale agli sviluppatori, riducendo tempi e costi di una fase che, secondo i dati condivisi dal dirigente, può incidere fino al 30-40% del budget di produzione.
In conclusione, secondo il fondatore di Razer, l'intelligenza artificiale è uno strumento utile e – inconsapevolmente – già apprezzato. Piuttosto, la vera differenza, sta nell'utilizzo che se ne fa della tecnologia e, soprattutto, nella percezione che gli utenti hanno di quell'uso.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCol senno di poi posso tranquillamente dire oggi che erano tutti prodotti sopravvalutati e anche il software non era il massimo.
Questo per quel che riguarda mouse e tastiere con filo però perchè tutto il resto fa anche oggi schifo immensamente, come le soundbar o le cuffie o le periferiche wireless con autonomia praticamente minima ( lucine RGB del ciufolo spente ).
L'unica cosa che mi piacque di Razer era il trattamento della superficie del Deathadder 2013 e i tappetini Goliathus in tessuto liscio con i bordi cuciti anche per le versioni piccole. Tolte queste 2 cose per me oggi possono stare nello scaffale.
Col senno di poi posso tranquillamente dire oggi che erano tutti prodotti sopravvalutati e anche il software non era il massimo.
Questo per quel che riguarda mouse e tastiere con filo però perchè tutto il resto fa anche oggi schifo immensamente, come le soundbar o le cuffie o le periferiche wireless con autonomia praticamente minima ( lucine RGB del ciufolo spente ).
L'unica cosa che mi piacque di Razer era il trattamento della superficie del Deathadder 2013 e i tappetini Goliathus in tessuto liscio con i bordi cuciti anche per le versioni piccole. Tolte queste 2 cose per me oggi possono stare nello scaffale.
Razer non è mai stata granchè, è famosa solo perchè era figa per il design, la prima a introdurre rgb programmabili sui device. Ma la qualità non è mai stata la loro cifra. Marchi migliori sono falliti come Roccat.
io ne vorrei una versione alta tipo 2 metri >D
io ne vorrei una versione alta tipo 2 metri >D
Tipo Joi in Blade Runner 2049 (anche se non era 2 metri)?
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