Prezzi più alti, vendite in calo: il futuro di PS5 dipende da GTA 6
Sony ha chiuso l'anno fiscale 2025 di PlayStation con risultati sostanzialmente stabili, ma il rallentamento di PS5 appare evidente. Le vendite hardware e software sono diminuite, mentre crescono servizi digitali e utenti PlayStation Network. Sullo sfondo pesano l'aumento dei prezzi, la carenza di memoria e l'attesa per GTA 6.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Maggio 2026, alle 11:01 nel canale VideogamesSonyPlaystation
Sony ha pubblicato i risultati finanziari relativi al quarto trimestre fiscale e all'intero anno fiscale 2025 della divisione PlayStation, evidenziando un rallentamento significativo nelle vendite di PS5 nonostante la console abbia ormai raggiunto quota 93,7 milioni di unità distribuite a livello globale.
Nel trimestre compreso tra gennaio e marzo 2026, Sony ha distribuito 1,5 milioni di PlayStation 5, registrando un calo del 46% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In termini assoluti, si tratta di circa 900.000 unità in meno rispetto al primo trimestre fiscale 2025. Un dato che, secondo quanto emerge dai documenti finanziari, non incorpora ancora pienamente l'effetto dell'ultimo aumento di prezzo della console, entrato in vigore da aprile.

Il rallentamento delle vendite hardware si inserisce in un contesto più ampio caratterizzato dall'aumento dei costi produttivi e dalla persistente difficoltà nel reperire memoria a prezzi sostenibili. Sony ha infatti spiegato che i volumi di PS5 previsti per l'anno fiscale 2026 dipenderanno direttamente dalla quantità di memoria che l'azienda riuscirà ad acquistare a costi considerati accettabili. La società ha comunque dichiarato di aver già assicurato il quantitativo minimo necessario per sostenere la domanda durante la stagione natalizia di quest'anno.
Nel corso degli ultimi dodici mesi Sony ha aumentato il prezzo di PS5 due volte. Una dinamica che arriva in una fase avanzata del ciclo vitale della piattaforma, ormai prossima ai sei anni dal debutto commerciale.
Sul fronte economico, la divisione gaming ha comunque chiuso l'anno fiscale con ricavi sostanzialmente stabili: 4,69 trilioni di yen contro i 4,67 trilioni registrati nell'esercizio precedente. In crescita invece l'utile operativo, aumentato del 12% fino a 463,3 miliardi di yen, grazie soprattutto all'espansione delle entrate generate dal PlayStation Network e dalle vendite digitali.
Anche il software ha mostrato segnali di rallentamento. Nel trimestre sono state vendute 74,6 milioni di copie di giochi tra first e third party, in calo di 1,5 milioni rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I titoli first party si sono fermati a 5,8 milioni di copie, anch'essi leggermente inferiori rispetto ai dati precedenti.
Continua invece a crescere il peso del digitale: l'85% delle vendite software è avvenuto tramite download, con un incremento di cinque punti percentuali rispetto all'anno precedente. Parallelamente aumentano anche gli utenti attivi mensili del PlayStation Network, saliti a 125 milioni, un milione in più su base annua.
Tra gli elementi che hanno inciso sui risultati dell'ultimo esercizio figurano anche le svalutazioni legate a Bungie e alle performance inferiori alle aspettative di Destiny 2. Sony ritiene tuttavia che l'assenza di queste componenti straordinarie nel nuovo anno fiscale, unita all'atteso lancio di Grand Theft Auto VI, possa contribuire a migliorare sensibilmente la redditività della divisione gaming.
Nonostante ciò, le previsioni per l'anno fiscale 2026 restano prudenti. Sony prevede ricavi sostanzialmente stabili o in lieve contrazione, con un mercato hardware che appare ormai in rallentamento fisiologico e una crescita trainata prevalentemente da servizi digitali, abbonamenti e software third party. Sullo sfondo resta inoltre la crescente pressione competitiva esercitata da Nintendo Switch 2 (fresca anch'essa di aumento di prezzo).










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