Nintendo fa causa al governo USA per i dazi di Trump: chiede rimborsi con interessi
Nintendo of America ha avviato una causa contro il governo degli Stati Uniti per ottenere il rimborso dei dazi imposti sulle importazioni. La Corte Suprema li ha già dichiarati illegittimi. L'azienda sostiene che le tariffe abbiano inciso anche sul lancio di Switch 2, aumentando costi e prezzi.
di Manolo De Agostini pubblicata il 08 Marzo 2026, alle 09:01 nel canale VideogamesSwitchNintendo
Nintendo of America ha presentato una causa presso la United States Court of International Trade, chiedendo il rimborso dei dazi doganali pagati sulle importazioni nell'ambito delle misure commerciali introdotte dall'amministrazione di Donald Trump.
"Possiamo confermare di aver presentato una richiesta", ha dichiarato Nintendo in una nota rilasciata a TechCrunch. "Non abbiamo altro da aggiungere sull'argomento".
L'azione legale arriva dopo che la Corte Suprema ha stabilito che tali tariffe non potevano essere imposte tramite l'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Secondo la sentenza, la normativa non conferisce al presidente il potere di applicare unilateralmente dazi commerciali di questa portata.

Nintendo non è l'unica realtà ad aver intrapreso un'azione legale. Più di mille aziende statunitensi hanno avviato procedimenti simili, tra cui gruppi come FedEx, Costco e Revlon. A queste si aggiungono oltre due dozzine di Stati federali che contestano la legittimità delle tariffe.
Secondo i documenti depositati in tribunale, le misure avrebbero generato oltre 200 miliardi di dollari di entrate da dazi sulle importazioni provenienti da quasi tutti i Paesi partner commerciali degli Stati Uniti. In un'udienza collegata al contenzioso, l'Ufficio delle Dogane e della Protezione delle Frontiere degli Stati Uniti ha indicato di aver raccolto circa 166 miliardi di dollari tramite queste tariffe.
Il giudice Richard Eaton ha già stabilito che le aziende hanno diritto a ottenere rimborsi. Tuttavia, l'agenzia doganale ha comunicato di non essere in grado di procedere immediatamente alla restituzione delle somme, spiegando che sarebbe necessario sviluppare un sistema amministrativo dedicato, operazione che potrebbe richiedere circa sei settimane.
La denuncia di Nintendo, lunga 14 pagine, sostiene che i dazi siano stati applicati in modo indiscriminato su importazioni provenienti da numerosi Paesi e chiede la restituzione delle somme pagate, comprensive di interessi e spese legali.
Tra gli enti citati come convenuti figurano il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, l'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.
Gli avvocati dell'azienda sottolineano inoltre che il governo federale aveva già riconosciuto in precedenti contenziosi che, qualora le tariffe fossero state giudicate illegittime, i pagamenti avrebbero dovuto essere rimborsati con gli interessi maturati.
La vicenda ha avuto effetti concreti anche sulle attività dell'azienda. Nintendo produce gran parte delle proprie console e degli accessori in Asia, in particolare in Vietnam e China, rendendo le sue importazioni direttamente esposte alle tariffe.

Il periodo di introduzione dei dazi ha coinciso con la fase di preparazione al lancio di Nintendo Switch 2. L'azienda fu costretta a rinviare l'apertura dei preordini negli Stati Uniti per valutare l'impatto sui costi. Nintendo ha scelto di non aumentare il prezzo della console al debutto, ma ha ritoccato al rialzo diversi accessori. Successivamente, nel corso del 2025, la società ha aumentato anche i prezzi dei modelli della famiglia Nintendo Switch negli Stati Uniti.
La causa avviata da Nintendo riguarda specificamente i dazi introdotti attraverso l'IEEPA, ma il quadro delle politiche commerciali statunitensi resta in evoluzione. L'ex presidente Trump ha infatti proposto in seguito un dazio globale del 15% basato su un'altra normativa commerciale, misura che è stata contestata da numerosi Stati americani.
Per Nintendo, quindi, la questione dei costi legati alle importazioni rimane aperta. La stessa azienda aveva già avvertito in passato che il prezzo della Switch 2 potrebbe subire variazioni future in funzione delle condizioni di mercato e delle politiche commerciali internazionali.










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28 Commenti
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Magari, ma questo Lapsus gli era già sfuggito tempo fa... forse a livello inconscio nemmeno Manolo può accettare che Trump sia tornato presidente degli USA...
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Console spacciata per nipponica ma con hardware interamente USA.
Dovrebbero solo chinarsi e riverire.
[SPOILER]Ma giocano col fuoco
Motivazioni ?
Per avere difeso l'industria americana dalla mafia dell'inport/export, cioè le compagnie navali che spendono metà dei ricavi per pagare le compagnie di assicurative e milioni di tonnellate di sporchissimo bunker oil per muovere le loro navi scassate ?
Questi miliardi invece di finire nelle tasche dei massoni newyorkesi finiscono nelle mani dello Stato americano.
- potrebbe sconfiggere Trump;
- potrebbe difentare Patrone di Monto;
(ora non so se ci sia un loro gioco con una trama simile...
ma certo Bowser ispira un poco
Per avere difeso l'industria americana dalla mafia dell'inport/export, cioè le compagnie navali che spendono metà dei ricavi per pagare le compagnie di assicurative e milioni di tonnellate di sporchissimo bunker oil per muovere le loro navi scassate ?
Questi miliardi invece di finire nelle tasche dei massoni newyorkesi finiscono nelle mani dello Stato americano.
Si, togliendoli ai cittadini, un affarone proprio.
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