MindsEye, rivolta dei dipendenti contro Build A Rocket Boy: trattamento disumano e caos gestionale
Dopo il disastroso lancio di MindsEye, 93 dipendenti ed ex membri di Build A Rocket Boy hanno firmato una lettera aperta contro la dirigenza, denunciando abusi, straordinari forzati e licenziamenti mal gestiti. Chiedono scuse pubbliche, compensi equi e riconoscimento sindacale
di Francesco Messina pubblicata il 13 Ottobre 2025, alle 12:01 nel canale VideogamesLa crisi in casa Build A Rocket Boy (BARB) è ormai fuori controllo. Dopo il disastroso lancio del videogioco MindsEye, 93 tra attuali ed ex dipendenti dello studio insieme alla Game Workers Branch del sindacato Independent Workers of Great Britain (IWGB) hanno firmato una lettera aperta contro la dirigenza, denunciando "anni di mancanza di rispetto e maltrattamenti".
Il documento, pubblicato pochi mesi dopo l'uscita del gioco, accusa i vertici aziendali di aver ignorato gli avvertimenti del personale e di aver gestito in modo caotico la produzione e le successive ondate di licenziamenti, che avrebbero coinvolto tra 250 e 300 lavoratori. "Questi licenziamenti sono il risultato diretto del vostro rifiuto di ascoltare l'esperienza della forza lavoro", si legge nella lettera, che definisce il lancio di MindsEye "uno dei peggiori della decade".
I firmatari denunciano comunicazione opaca, cambiamenti improvvisi nelle modalità di lavoro e un clima di crunch estremo: negli ultimi quattro mesi di sviluppo, ogni dipendente è stato costretto a 8 ore di straordinari obbligatori a settimana, parzialmente compensati ma raramente recuperati. Il processo di licenziamento, poi, sarebbe stato gestito in modo "disastroso", con errori nei preavvisi, valutazioni errate e perfino casi di licenziamenti ingiusti.
Mindseye: le richieste dei dipendenti
"L'esperienza in azienda è stata segnata da burnout, insicurezza e problemi di salute", scrivono i dipendenti. "BARB deve cambiare. I CEO devono farsi da parte e lasciare che siano le persone competenti a guidare il futuro dello studio".
Tra le richieste principali figurano:
- scuse pubbliche e compensazioni adeguate per i licenziati.
- Possibilità di scegliere tra preavviso lavorato o pagamento sostitutivo.
- Riconoscimento del sindacato IWGB e impegno concreto a migliorare le condizioni di lavoro.
- Coinvolgimento di partner esterni indipendenti per gestire eventuali futuri licenziamenti.
Il sindacato IWGB ha definito "scioccante" il trattamento dei lavoratori, accusando la dirigenza di arroganza e incompetenza gestionale. Anche ex dipendenti come Isaac Hudd e Ben Newbon hanno denunciato pubblicamente la cultura tossica interna e la mancanza di responsabilità dei vertici.










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