Loot box e gioco d'azzardo: Valve ai ferri corti con la procuratrice generale di New York

Loot box e gioco d'azzardo: Valve ai ferri corti con la procuratrice generale di New York

Valve ha respinto le accuse dello stato di New York sulle loot box, ritenute una forma di gioco d'azzardo illegale. L'azienda le paragona alle carte collezionabili e difende la possibilità di scambiare oggetti digitali.

di pubblicata il , alle 10:41 nel canale Videogames
Valve
 

Valve ha risposto ufficialmente alla causa legale presentata dallo stato di New York contro il sistema di loot box utilizzato in alcuni dei suoi videogiochi più popolari. La denuncia è stata avviata dalla procuratrice generale Letitia James, che ha accusato l'azienda di promuovere una forma di gioco d'azzardo illegale attraverso questi meccanismi.

Secondo l'accusa, le loot box presenti in titoli come Counter-Strike 2, Team Fortress 2 e Dota 2 "creerebbero dipendenza" oltre a essere "dannose e illegali". L'ufficio della procuratrice generale chiede che Valve interrompa definitivamente la promozione di questi sistemi nei suoi giochi e paghi eventuali sanzioni.

Valve ha però respinto le accuse, dichiarandosi pronta a difendere la propria posizione in tribunale. Nella risposta ufficiale l'azienda ha paragonato le loot box all'acquisto di pacchetti di carte collezionabili, come quelli dei giochi di carte fisici. Secondo la società, aprire le casse non è necessario per giocare e gli oggetti ottenuti sono puramente cosmetici, quindi non offrono vantaggi competitivi all'interno del gioco.

Il tema delle loot box e l'economia esterna ai giochi

Il dibattito diventa però più complesso quando si considera l'economia esterna ai giochi. Gli oggetti cosmetici ottenuti tramite loot box possono infatti essere scambiati o venduti nel marketplace di Steam o su piattaforme di terze parti. Alcuni oggetti particolarmente rari possono raggiungere valori molto elevati, con esempi di skin per armi vendute anche per migliaia di dollari.

Valve ha difeso anche questo aspetto, sostenendo che la possibilità di scambiare oggetti digitali rappresenta un vantaggio per i consumatori, perché permette di vendere o scambiare oggetti indesiderati proprio come avviene con beni fisici, ad esempio carte collezionabili o oggetti sportivi. Nel documento di risposta, l'azienda ha inoltre criticato alcune richieste avanzate dall'ufficio della procuratrice generale.

In particolare, Valve sostiene che le autorità abbiano chiesto alla società di raccogliere più dati personali sugli utenti, sia per limitare l'uso delle VPN sia per rafforzare i sistemi di verifica dell'età. Secondo diversi esperti di privacy, misure simili potrebbero comportare rischi per la tutela dei dati personali. Valve ha anche contestato alcune dichiarazioni della procuratrice generale secondo cui i videogiochi potrebbero incoraggiare la violenza nel mondo reale, sostenendo che numerosi studi scientifici hanno già smentito questa correlazione.

2 Commenti
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Cfranco12 Marzo 2026, 10:55 #1
i videogiochi potrebbero incoraggiare la violenza nel mondo reale


Ma siamo ancora qua a raccontare questa balla ?
In un paese dove mettono fucili d' assalto nelle mani di ragazzini sotto i 10 anni ?
Saturn12 Marzo 2026, 11:48 #2
Originariamente inviato da: Cfranco
Ma siamo ancora qua a raccontare questa balla ?
In un paese dove mettono fucili d' assalto nelle mani di ragazzini sotto i 10 anni ?


Beati loro...mica come in ItaGlia....noi da rigazzini avevamo le pistole ad acqua e per regolare le nostre controversie dovevamo fare a botte come i selvaggi...e lo facevamo....l'ho sempre detto, l'ameRReca è "avanti" !

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