Lo sviluppo AAA è fuori controllo: l'allarme dell’ex direttore creativo di Assassin's Creed

Lo sviluppo AAA è fuori controllo: l'allarme dell’ex direttore creativo di Assassin's Creed

Alexandre Amancio, ex direttore di Assassins Creed, sostiene che il futuro dello sviluppo AAA risieda in team più piccoli e agili. Aggiungere personale, secondo lui, aumenta la burocrazia e rallenta la produttività. Ispirandosi al cinema, propone nuclei centrali supportati da outsourcing mirato per progetti specifici

di pubblicata il , alle 13:01 nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Alexandre Amancio, ex direttore creativo di Assassins Creed e oggi in forza a FunPlus, ha condiviso una riflessione critica sul futuro dello sviluppo dei videogiochi AAA, sostenendo che l'industria dovrebbe abbandonare l'idea dei team sempre più grandi e puntare invece su gruppi di lavoro più piccoli ed efficienti. Secondo Amancio, l'approccio dominante degli ultimi anni non è più sostenibile, né dal punto di vista creativo né organizzativo.

In un'intervista a GamesIndustry.biz, Amancio ha spiegato come, superata una certa soglia di persone coinvolte in un progetto la struttura del team cambi radicalmente. A quel punto, il numero di figure dedicate al coordinamento e alla gestione cresce in modo sproporzionato rispetto a chi lavora direttamente sul gioco. Il risultato è un'organizzazione pesante, in cui la comunicazione diventa complessa e la produttività rischia di diminuire.

Uno degli errori più comuni degli studi AAA, secondo l'ex dirigente Ubisoft, è credere di poter risolvere i problemi semplicemente aumentando il numero di sviluppatori. "Aggiungere persone a un problema", ha affermato, "finisce per rallentare chi stava già lavorando in modo efficiente". L'aumento del personale introduce nuove variabili, genera rumore organizzativo e può portare a una stagnazione generale del processo creativo e produttivo.

Il futuro del gaming, per l'ex direttore di Assassin's Creed, passa dai team piccoli

Per Amancio, il futuro del game design e dello sviluppo passa quindi da team più piccoli, agili e altamente specializzati. In questo contesto, l'ex direttore di Assassin's Creed Unity guarda con interesse al modello dell'industria cinematografica. Nel cinema, infatti, i progetti si basano su un nucleo centrale di professionisti, affiancati da troupe temporanee costruite appositamente per le esigenze specifiche di ogni film.

Amancio riconosce però che il paragone con il cinema ha dei limiti. A differenza di un film, che parte da una sceneggiatura definita e segue un percorso lineare fino alle riprese, lo sviluppo di un videogioco è un processo in continua evoluzione, fatto di iterazioni, cambiamenti e adattamenti. Proprio per questo, secondo lui, l'industria videoludica dovrebbe superare l'idea di essere solo una branca del software tradizionale e accettare la propria natura ibrida.

La soluzione proposta è un modello misto: piccoli team interni stabili, supportati da outsourcing o co-sviluppo mirato quando servono competenze specifiche. "Il giusto team per il giusto progetto al momento giusto", sintetizza Amancio.

14 Commenti
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Ripper8912 Gennaio 2026, 13:18 #1
Fuori controllo è lo sviluppo delle vostre IP, ma non da adesso, da 15 e passa anni !

Ubisoft lo affermo da anni che dovrebbe concentrare i suoi sforzi su opere più piccole e lineari, magari rispolverando i vecchi successi.
Come Prince Of Persia, Splinter Cell, BG&E, Rayman ed altro ancora.

E rafforzare quelle poche produzioni serie che ha attualmente come Anno, For Honor e Rainbow Six ( di cui questi ultimi 2 non ricevono un sequel da parecchi anni ).
matsnake8612 Gennaio 2026, 13:21 #2
No ha torto però.

Nove donne incinte non ti fanno un bambino in un mese.
Ripper8912 Gennaio 2026, 13:35 #3
Originariamente inviato da: matsnake86
No ha torto però.

Nove donne incinte non ti fanno un bambino in un mese.

Basta metterle incinta a distanza di 1 mese ciascuno, non è difficile.
Ovvio che se fai quasi tutti progetti grossi Open World poi lo diventa.

Ricordo che gli sviluppatori di Clair Obscure erano ex Ubisoft.
Mars9512 Gennaio 2026, 13:40 #4
Originariamente inviato da: matsnake86
No ha torto però.

Nove donne incinte non ti fanno un bambino in un mese.


Soprattutto se sono quarantenni, sovrappeso, coi capelli blu, lgbt+ come la metà dei componenti dei team di sviluppo Ubisoft degli ultimi 10 anni

P.S: di per se non ho nulla contro questi personaggi, ma credo che c'entrino con lo sviluppo di certi giochi come i cavoli a merenda e questo negli anni ha avuto ripercussioni sui giochi.
Darkon12 Gennaio 2026, 14:17 #5
Il problema è che ormai le grandi case di produzione non hanno più nessuna passione per i giochi che fanno e salvo rare eccezioni affrontano il videogioco con lo stesso approccio con cui si affronterebbe da un commercialista un bilancio.

Di esempi ce ne sono:

Expedition 33 ma anche octopath traveller e tanti altri dove "piccoli" gruppi, a volte studi minori sotto grandi marchi, che hanno ancora passione e voglia di fare giochi belli riescono a tirare fuori delle perle.

Mettiamoci anche che il pubblico, i giocatori, sono molto peggiorati diventando tossici all'inverosimile cosa purtroppo alimentata per anni con lo stramaledetto PvP che abolirei domani tranne che per giochi come i picchiaduro e poco altro.

Se pensate che a oggi c'è chi critica il GOTY a expedition 33 che è forse uno dei GOTY più meritati della storia o che peggio ancora c'è chi ritiene TLOU2 un gioco che ha meritato quando invece ha disintegrato quella che poteva essere una delle saghe del decennio si fa presto a capire come anche il pubblico abbia il suo ruolo nella deriva attuale.
Apple8012 Gennaio 2026, 14:54 #6
Oramai , tutta quantità e pochissima qualità. Con la differenza che il prezzo finale è sempre quello.
Tanto vale rigiocare tutte le killer application degli ultimi 30 anni.

Non sono più i tempi dove 3 o 4 programmatori facevano uscire dei capolavori. Semplici ,rigiocabili tantissime volte e che non ti stanchi. Esempio , Doom.
Stiamo diventando meno umani, e più degli automi. Oggi la parola chiave è produrre a ritmi sfrenati , e così addio inventiva.
29Leonardo12 Gennaio 2026, 14:59 #7
Originariamente inviato da: Apple80
Oramai , tutta quantità e pochissima qualità. Con la differenza che il prezzo finale è sempre quello.
Tanto vale rigiocare tutte le killer application degli ultimi 30 anni.

Non sono più i tempi dove 3 o 4 programmatori facevano uscire dei capolavori. Semplici ,rigiocabili tantissime volte e che non ti stanchi. Esempio , Doom.
Stiamo diventando meno umani, e più degli automi. Oggi la parola chiave è produrre a ritmi sfrenati , e così addio inventiva.


Quotone, ormai è quasi tutto un copia e incolla specialmente nel voler forzare questi vuoti mondi open world pieni di side activity ripetitive in ogni genere di gioco.

Originariamente inviato da: Mars95
Soprattutto se sono quarantenni, sovrappeso, coi capelli blu, lgbt+ come la metà dei componenti dei team di sviluppo Ubisoft degli ultimi 10 anni

P.S: di per se non ho nulla contro questi personaggi, ma credo che c'entrino con lo sviluppo di certi giochi come i cavoli a merenda e questo negli anni ha avuto ripercussioni sui giochi.


Ora oltre agli americani che si vestono estravagante vedo che hai pregiudizi anche contro altre categorie di persone Non c'entra nulla la forma fisica (gabe newell ti ricordo che è sovrappeso ed ho il sentore che ti caga in testa a 360° in qualsiasi ambito, e bada non è un offesa) o i gusti sessuali con le competenze, nel caso di Ubisoft andrebbero cacciati coloro che si occupano del processo di selezione del personale oltre che il ceo.

Se sei una persona di talento e con un bagaglio di risultati concreti ti puoi presentare pure come gli emigratis (quelli della trasmissione) e nessuno ti dice niente, un'altro conto se sei un fenomeno da baraccone con zeru tituli.

Lascia stare poi l'italia che è un paese ultra-bigotto dove la maggiorparte della gente si fa infinocchiare dai cetto la qualunque solo perchè è vestito in giacca e cravatta ed ha la parlantina sciolta.
Ripper8912 Gennaio 2026, 15:07 #8
Originariamente inviato da: Darkon

Se pensate che a oggi c'è chi critica il GOTY a expedition 33 che è forse uno dei GOTY più meritati della storia

Hanno avuto il coraggio ( da leoni ) di criticare Baldurs Gate 3, ossia il più grande e inarrivabile RPG mai realizzato nella storia videoludica, quindi si ci può aspettare di tutto.

Compreso assegnare il GOTY ad un titolo come Astrobot di fronte a Wukong.

o che peggio ancora c'è chi ritiene TLOU2 un gioco che ha meritato quando invece ha disintegrato quella che poteva essere una delle saghe del decennio si fa presto a capire come anche il pubblico abbia il suo ruolo nella deriva attuale.
TLOU2 per me è un capolavoro ed un esempio PERFETTO di come andrebbe fatto un gioco di quella categoria.
Una trama, una scrittura ed una regia quantomeno decenti all'interno di un gameplay semplice ed un ambientazione lineare.

Funziona, Sony ci marcia da anni, ma ancora non si capisce perchè sia così tanto difficile realizzare di nuovo opere di questo tipo quando lo si faceva praticamente sempre negli anni passati.

lo stramaledetto PvP che abolirei domani tranne che per giochi come i picchiaduro e poco altro.
Il PVP io invece penso sia il fulcro di molti generi ludici. Non capisco ancora cosa molti trovino nei PVE.
Confrontarsi con altri giocatori penso sia quanto di più appagante possa esistere in un titolo con una skill come fulcro dell'esperienza.
Darkon12 Gennaio 2026, 15:59 #9
Originariamente inviato da: Ripper89
Hanno avuto il coraggio ( da leoni ) di criticare Baldurs Gate 3, ossia il più grande e inarrivabile RPG mai realizzato nella storia videoludica, quindi si ci può aspettare di tutto.


Guarda io riconosco come te che BG3 era una roba pazzesca e inarrivabile ma paradossalmente capisco di più le critiche a BG3 perché è anche un gioco che richiede una certa tecnica. Se non hai un minimo di strategia, se non conosci un minimo quelle meccaniche posso anche capire che possa non piacere perché uno si sente frustrato dal non riuscire ad affrontare nemmeno i primi scontri.
Gioco inarrivabile sia chiaro per me TOP ma almeno posso capire un minimo il perché di certe critiche.

TLOU2 per me è un capolavoro ed un esempio PERFETTO di come andrebbe fatto un gioco di quella categoria.
Una trama, una scrittura ed una regia quantomeno decenti all'interno di un gameplay semplice ed un ambientazione lineare.


Se mi parli del primo concordo al 100% ma il secondo per me l'hanno mandato completamente in vacca. Ma dai Ellie che diventa John Rambo o poco ci manca. Joel che viene fatto morire praticamente a caso pronti via. Ma poi tutta la menata sulle preferenze sessuali che non apporta assolutamente niente alla storia e si chiaro fosse stata etero era uguale. Ma cosa c'entra con la narrazione andare a incaponirsi sulle preferenze a letto?
Francamente avessero continuato come nel primo capitolo senza andare a volerci mettere per forza Ellie che diventa un Rambo assetato di sangue e il sesso allora sì che poteva essere qualcosa di epocale.

Il PVP io invece penso sia il fulcro di molti generi ludici. Non capisco ancora cosa molti trovino nei PVE.


Il PvE è una sfida sana dove da solo o in compagnia costruisci qualcosa che sia una strategia, una sfida ma dove comunque lo spirito è giochiamo insieme per sconfiggere il nemico. Non c'è odio fra i giocatori, nessuno distrugge di proposito il divertimento dell'altro anche perché distruggerebbe anche il suo e così via.
Il PvP invece ha creato community stracolme di odio, dove fra giocatori ormai si gioca a chi trova il modo di far arrabbiare il prossimo. Non è una sfida sportiva anzi spesso lo sconfitto viene sbeffeggiato usando le emoticon del gioco o facendo il gesto di sedersi sulla faccia dell'avversario. Viene meno il divertimento, il momento della sfida costruttiva, il gusto di trovarsi fra appassionati e tutto diventa anzi un momento di stress, rabbia, di aggressività.

Confrontarsi con altri giocatori penso sia quanto di più appagante possa esistere in un titolo con una skill come fulcro dell'esperienza.


In un mondo ideale può anche darsi, nel nostro mondo le poche volte che ho visto gente giocare a giochi PvP tutto ho visto tranne persone che volevano sportivamente confrontarsi sulle skill anzi... laddove possibile è pieno di camper, spawn killer, per non parlare di quei giochi in cui letteralmente gente di livelli altissimi va di proposito nelle mappe di chi ha appena iniziato a oneshottare chiunque. Questo sarebbe confronto di skill? Uno di lv 99 che va in una passa di un disgraziato lv 10? Oppure sarebbe confronto di skill il camper che sta 20 minuti imboscato ad aspettarti quando devi uscire dalla mappa?

Dai giù... ma la riprova è che basta farsi qualche partita online per capire che puntualmente come perdi volano insulti, gente che s'incazza e così via.

Il PvP ripeto per me è fra le cose più tossiche e che maggiormente ha contribuito a mandare in vacca il mondo dei videogiochi.
29Leonardo12 Gennaio 2026, 16:12 #10
C'è da dire che per i camper ci sarebbero delle contromisure lato server, tipo se stai fermo troppo tempo perdi salute o muori direttamente, ma questo genere di cose le vedresti solo in custom server.

Poi un conto è disincentivare tali pratiche in giochi piu frenetici tipo COD, un'altro su titoli piu simulativi tipo un Red Orchestra dove magari è molto piu tollerabile.

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