Larian usa l'IA, ma Divinity sarà '100% umano': Vincke risponde alle polemiche
Larian Studios conferma l'uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa nello sviluppo, ma esclude qualsiasi contenuto AI nel nuovo Divinity. Il CEO Swen Vincke chiarisce che scrittura, arte e doppiaggio resteranno interamente umani, rispondendo alle polemiche della community.
di Francesco Messina pubblicata il 17 Dicembre 2025, alle 11:41 nel canale VideogamesLarian Studios ha confermato ufficialmente l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa nel proprio processo di sviluppo, ma con un confine molto chiaro: il nuovo capitolo della serie Divinity non conterrà alcun contenuto generato dall'IA. A chiarirlo è stato direttamente il CEO Swen Vincke, intervenuto sull'argomento dopo l'annuncio del gioco ai The Game Awards.
Dopo il successo enorme di Baldur's Gate 3, un progetto imponente per dimensioni e ambizione, lo studio belga sta affrontando una nuova fase della propria crescita. In questo contesto, l'IA viene vista come uno strumento di supporto, non come una scorciatoia creativa. Secondo quanto emerso, Larian utilizza l'intelligenza artificiale per esplorare idee preliminari, arricchire presentazioni interne, sviluppare concept art e produrre testi provvisori destinati a essere poi riscritti dagli autori.

Vincke è stato però netto su un punto fondamentale: tutti i contenuti finali di Divinity saranno realizzati da esseri umani. Dalla scrittura ai dialoghi, fino alle interpretazioni vocali, ogni elemento narrativo sarà affidato a sceneggiatori e attori in carne e ossa. L'IA, dunque, rimarrà confinata alle fasi di sperimentazione e prototipazione.
Non mancano le discussioni sull'uso dell'AI da parte di Larian Studios
All'interno dello studio non sono mancate discussioni sull'argomento. L'introduzione di strumenti generativi ha generato inizialmente qualche resistenza, ma secondo Vincke oggi il team è in larga parte sereno rispetto all'approccio adottato. La percezione condivisa è che l'IA non sostituisca il lavoro creativo, bensì consenta di ampliare le possibilità operative.
Uno degli obiettivi principali di Larian è ridurre i tempi di sviluppo rispetto a quelli, molto lunghi, richiesti da Baldurs Gate 3. Per farlo, oltre all'uso misurato dell'IA, lo studio sta ripensando l'organizzazione del lavoro, sviluppando missioni e linee narrative in parallelo invece che in modo sequenziale. Anche l'espansione dell'organico rientra in questa strategia, pur portando con sé nuove responsabilità manageriali.
Vincke ha ribadito più volte di non considerare l'intelligenza artificiale una minaccia per i professionisti del settore. Piuttosto, la vede come un mezzo per "fare di più", pur riconoscendo che la tecnologia è ancora lontana dall'essere pienamente affidabile sul piano creativo.
La community la prende male, Vincke chiarise nuovamente
Le affermazioni che vi abbiamo riportato hanno però innescato immediatamente una reazione negativa da parte di una parte della community e anche di alcuni ex dipendenti dello studio, spingendo Vincke a intervenire nuovamente per precisare la portata reale dell'utilizzo di questi strumenti. In un messaggio diretto, il CEO ha respinto con decisione l'idea che Larian stia "spingendo aggressivamente" sull'AI o che intenda sostituire gli artisti con sistemi automatici.
Vincke ha sottolineato come lo studio conti attualmente 72 artisti, di cui 23 concept artist, e che siano in corso nuove assunzioni. Le opere prodotte dal team, ha ribadito, sono originali e rappresentano uno degli elementi di cui è più orgoglioso.
A innescare maggiori polemiche le frasi relative all'uso di strumenti di AI generativa in alcune fasi preliminari del lavoro creativo, come l'esplorazione di idee, l'espansione di presentazioni interne, la creazione di bozze concettuali e la stesura di testi temporanei. A tal proposito il CEO ha chiarito che l'IA generative viene usata solo nella fase di esplorazione iniziale di un'idea e non alla produzione vera e propria delle illustrazioni, che rimane interamente affidata agli artisti.
Secondo Vincke, l'AI viene utilizzata come strumento di supporto per raccogliere riferimenti e impostare bozze molto preliminari, in modo non dissimile da quanto avviene con motori di ricerca o libri d'arte. Questi materiali vengono poi completamente rimpiazzati da concept originali realizzati dal team interno. "Non c'è paragone", ha affermato, rimarcando il valore del contributo umano.
In una dichiarazione successiva condivisa con IGN, Vincke ha ulteriormente chiarito che Larian non ha intenzione di pubblicare giochi che includano contenuti generati dall'AI né di ridurre il personale creativo per sostituirlo con queste tecnologie.
L'approccio di Larian, secondo il CEO, è incrementale: l'obiettivo è permettere ai creativi di dedicare più tempo alla parte realmente artistica del lavoro. Gli strumenti di machine learning, se utilizzati correttamente, vengono visti come un supporto al flusso di lavoro e non come un sostituto delle competenze umane. Il dibattito sull'uso dell'AI nello sviluppo videoludico rimane comunque acceso e destinato a evolversi nel corso del tempo.










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