La pirateria è l'unica tutela per le opere digitali secondo il fondatore della Video Game History Foundation

La pirateria è l'unica tutela per le opere digitali secondo il fondatore della Video Game History Foundation

La decisione di Sony di distribuire i giochi PlayStation esclusivamente in formato digitale dal 2028 ha riacceso il dibattito sulla conservazione del patrimonio videoludico. Secondo la Video Game History Foundation, l'assenza di strumenti legali efficaci rende ancora oggi la pirateria l'unica soluzione realmente efficace per preservare molti titoli

di pubblicata il , alle 08:31 nel canale Videogames
 

La decisione di Sony di interrompere la produzione delle copie fisiche dei giochi PlayStation a partire dal 2028 ha riportato al centro dell'attenzione un tema discusso da anni: la conservazione dei videogiochi. Secondo la Video Game History Foundation, il progressivo passaggio al digitale aumenta il rischio che numerosi titoli diventino irreperibili nel tempo, soprattutto quando l'unico canale di distribuzione resta quello gestito dal produttore.

Frank Cifaldi, fondatore della fondazione, sostiene che la pirateria rappresenti oggi l'unico sistema realmente efficace per preservare il patrimonio videoludico. Una posizione che non nasce dalla volontà di giustificare pratiche illegali, ma dalla convinzione che l'industria non abbia lasciato alternative concrete a musei, biblioteche e archivisti.

As the director of a historical video game preservation institution, and someone who has dedicated his entire adult life to this cause, this is accurate. We have attempted to work with the industry's trade organization to find a legal path forward, but they refuse to offer a meaningful alternative.

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— Frank Cifaldi (@frankcifaldi.bsky.social) 1 luglio 2026 alle ore 20:45

Secondo Cifaldi, la scelta di Sony produce un impatto limitato sulle attività della fondazione, poiché gran parte dei videogiochi pubblicati negli ultimi vent'anni esiste già esclusivamente in formato digitale. Molti titoli, inoltre, non arrivano nemmeno sul mercato console oppure richiedono il download di aggiornamenti prima di risultare effettivamente avviabili, anche se secondo il database DoesItPlay per molti giochi questo non è indispensabile.

Il problema, secondo la fondazione, riguarda soprattutto l'assenza di strumenti legali che consentano la preservazione del software. La responsabilità viene attribuita alla Entertainment Software Association (ESA), l'organizzazione che rappresenta gli editori di videogiochi negli Stati Uniti. L'associazione avrebbe ostacolato più volte le richieste di introdurre eccezioni al diritto d'autore per consentire a musei, archivi e biblioteche di conservare copie dei giochi online ormai abbandonati.

In un lungo post su Bluesky, la fondazione ha anche ricordato il tentativo del 2018 di ottenere deroghe specifiche per la ricerca e la conservazione, proposta che l'ESA contribuì a bloccare. Più recentemente, sempre secondo Cifaldi, l'associazione avrebbe sostenuto il rigetto di un disegno di legge della California dedicato alla tutela dei giochi online venduti a prezzo pieno, sostenendo che i server gestiti dalle comunità fossero illegali.

Alle difficoltà normative si aggiungono quelle legate agli archivi ufficiali. Cifaldi ha criticato anche le attuali procedure della Library of Congress, che per la conservazione del software richiedono soltanto piccole porzioni del codice sorgente. Come esempio cita un episodio che coinvolge Capcom, alla quale venne richiesto di consegnare solamente "le prime e le ultime dieci pagine di codice" di un gioco della serie Mega Man. Non essendo chiaro dove iniziasse e terminasse il codice vero e proprio, la fondazione dichiarò di aver selezionato porzioni casuali.

Statement from VGHF director Frank Cifaldi on the discontinuation of physical PlayStation media, and the closure of the PS3 and PSP digital storefronts.

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— Video Game History Foundation (@gamehistoryorg.bsky.social) 1 luglio 2026 alle ore 20:47

La discussione ha inevitabilmente coinvolto anche la gestione delle piattaforme digitali. La fondazione ha sottolineato che i gestori degli store possono rimuovere contenuti o interrompere servizi, limitando l'accesso ai prodotti acquistati dagli utenti. Pochi giorni prima dell'annuncio relativo ai giochi fisici, Sony ha eliminato oltre 500 film e serie TV dal PlayStation Store.

Insieme all'eliminazione delle copie fisiche, la società nipponica ha anche confermato la progressiva chiusura degli store digitali dedicati a PlayStation 3 e PlayStation Vita. Nel caso dell'Italia, l'addio definitivo dovrebbe arrivare a luglio 2027, data in cui i contenuti scaricabili non saranno più accessibili agli utenti, salvo non li abbiano già acquistati. Sony, infatti, ha precisato che i giochi già pagati potranno comunque essere riscaricati dopo quella data, seppur senza specificare fino a quando.

Resta però un altro elemento di criticità. Le console PlayStation più recenti non supportano la maggior parte dei giochi pubblicati per PS3 e PS Vita. Di conseguenza, migliaia di titoli potrebbero non essere più disponibili attraverso canali ufficiali. Anche la loro conservazione appare incompleta: secondo l'archivio non ufficiale NoPayStation risultano preservati circa il 51% dei giochi PlayStation Vita, il 69% dei titoli PlayStation 3, il 64% dei giochi PSP, il 71% delle riedizioni della prima PlayStation e appena il 33% dei PlayStation Minis.

Il dibattito sulla preservazione dei videogiochi, quindi, non riguarda soltanto il passaggio dal supporto fisico al digitale. Secondo la Video Game History Foundation, il nodo principale resta la possibilità di garantire un accesso duraturo ai videogiochi quando editori e produttori decidono di chiudere negozi digitali, rimuovere contenuti o interrompere servizi. Senza strumenti legali dedicati, conclude Cifaldi, una parte della storia del videogioco rischia di scomparire definitivamente.

23 Commenti
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OUTATIME04 Luglio 2026, 08:57 #1
In realtà sarebbe la possibilità di scaricarle (anche a pagamento) le copie digitali a proteggerle, non la pirateria.
Micene.104 Luglio 2026, 09:10 #2
abbiamo la scusa
andreaponza04 Luglio 2026, 09:36 #3
La pirateria è la scusa che abbiamo dato alle aziende per fare quello che gli pare, e hanno pure ragione
Bastava il fisico vero interamente su supporto e il problema sarebbe stato risolto
Grazie pirati per averci regalato la situazione in cui siamo ed andrà sempre peggio, se la linea tracciata è lo streaming e gli abbonamenti
piwi04 Luglio 2026, 09:45 #4
Originariamente inviato da: andreaponza
Grazie pirati per averci regalato la situazione in cui siamo ed andrà sempre peggio, se la linea tracciata è lo streaming e gli abbonamenti


Questi "ringraziamenti" dovresti darli a chi, avendo potuto scegliere tra supporto fisico / download "di proprietà" (GOG) e streaming / abbonamento, ha optato per i secondi.
TheDarkAngel04 Luglio 2026, 09:57 #5
Originariamente inviato da: andreaponza
La pirateria è la scusa che abbiamo dato alle aziende per fare quello che gli pare, e hanno pure ragione
Bastava il fisico vero interamente su supporto e il problema sarebbe stato risolto
Grazie pirati per averci regalato la situazione in cui siamo ed andrà sempre peggio, se la linea tracciata è lo streaming e gli abbonamenti


ah quindi ora è colpa delle vittime e non dei carnefici, chissà come mai non può mai essere colpa di caino
euscar04 Luglio 2026, 10:01 #6
Originariamente inviato da: piwi
Questi "ringraziamenti" dovresti darli a chi, avendo potuto scegliere tra supporto fisico / download "di proprietà" (GOG) e streaming / abbonamento, ha optato per i secondi.


Ma il motto in voga in questi anni non è "Non avrai nulla e sarai felice" ?
StylezZz`04 Luglio 2026, 10:09 #7
Originariamente inviato da: andreaponza
La pirateria è la scusa che abbiamo dato alle aziende per fare quello che gli pare, e hanno pure ragione
Bastava il fisico vero interamente su supporto e il problema sarebbe stato risolto
Grazie pirati per averci regalato la situazione in cui siamo ed andrà sempre peggio, se la linea tracciata è lo streaming e gli abbonamenti


I tempi d'oro delle console modificate sono finiti da un pezzo, quindi cosa cavolo c'entrano i pirati con la Playstation?
coschizza04 Luglio 2026, 13:55 #8
Originariamente inviato da: StylezZz`
I tempi d'oro delle console modificate sono finiti da un pezzo, quindi cosa cavolo c'entrano i pirati con la Playstation?


Ma infatti ormai è una vita che le console non si piratano piu
Ripper8904 Luglio 2026, 14:15 #9
Originariamente inviato da: OUTATIME
In realtà sarebbe la possibilità di scaricarle (anche a pagamento) le copie digitali a proteggerle, non la pirateria.


Proteggerle da cosa ? Una volta che il gioco l'hai finito non serve più a nulla.
Forse è ora di dedicare il tempo impiegato a "collezionare" e "proteggere" il vecchiume a farsi una vita sociale.
Gringo [ITF]04 Luglio 2026, 14:57 #10
Ma infatti ormai è una vita che le console non si piratano piu


e di fatti i prezzi sono diminuiti
poi grazie all'eliminazione del packaging sono ulteriormente diminuiti

Non lo sapete ma i titoli per console sono in omaggio!

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