La crisi delle memorie non coinvolgerà la PS5, almeno per il 2026

La crisi delle memorie non coinvolgerà la PS5, almeno per il 2026

La PlayStation 5 non dovrebbe registrare aumenti di prezzo a causa della crisi delle memorie: ecco gli ultimi aggiornamenti sulla questione in base alle dichiarazioni dei dirigenti di Sony rilasciate in queste ore

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Videogames
PlaystationSony
 

La crisi delle memorie sta causando non pochi problemi all'industria tech e, in particolare, ai produttori di dispositivi consumer che si trovano a dover trovare il giusto equilibrio tra l'aumento dei costi dei componenti e il prezzo di vendita. Nel frattempo, però, la PlayStation 5 non dovrebbe registrare aumenti, come confermato dalla stessa Sony che ha anche annunciato di aver venduto più di 90 milioni di PS5.

La crisi non colpirà Sony?

Questi problemi, però, non dovrebbero riguardare la PS5, in tutte le sue versioni. Sony, infatti, potrebbe aver giocato d'anticipo, assicurandosi una fornitura sufficiente di memorie per coprire tutto il 2026. In questo modo, eventuali rincari potrebbero arrivare soltanto nel corso del 2027.

Il CFO di Sony, Lin Tao, ha chiarito come l'azienda sta gestendo la crisi delle memorie in questo momento. Il dirigente ha sottolineato che "siamo già in grado di garantire la quantità minima necessaria per gestire la stagione di vendita di fine anno del prossimo anno fiscale".

In sostanza, almeno per il 2026, Sony non dovrebbe risentire più di tanto dell'aumento dei costi dei componenti. Per il futuro, invece, Tao aggiunge: "intendiamo continuare a negoziare con vari fornitori per garantire una fornitura sufficiente a soddisfare la domanda dei nostri clienti".

Da segnalare, inoltre, che Sony intende ridurre al minimo l'impatto dell'aumento dei costi sull'hardware e vuole monetizzare il più possibile dalla base installata, con l'obiettivo di espandere i ricavi dai servizi software e di rete (quindi dalla vendita di giochi e abbonamenti).

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