L'UE avvia una nuova azione contro 11 videogiochi per le pratiche legate alle microtransazioni

L'UE avvia una nuova azione contro 11 videogiochi per le pratiche legate alle microtransazioni

La Commissione Europea e la CPC Network hanno avviato un'azione coordinata nei confronti di 11 videogiochi, tra cui Call of Duty Mobile e Minecraft, per verificare il rispetto dei principi sulle microtransazioni. Le regole richiedono prezzi trasparenti, informazioni chiare, niente acquisti forzati e maggiore tutela dei consumatori vulnerabili

di pubblicata il , alle 14:11 nel canale Videogames
 

La Commissione europea ha annunciato una nuova azione coordinata nei confronti di 11 videogiochi che, secondo quanto comunicato, non avrebbero rispettato i nuovi principi europei relativi alle microtransazioni. Nell'elenco figurano titoli molto conosciuti come Call of Duty: Mobile, Minecraft, Diablo Immortal e Valorant. L'iniziativa coinvolge anche altri giochi popolari come Clash of Clans, For Honor, Hunt: Showdown 1896, Forge of Empires, Candy Crush Saga, Mech Arena e Gardenscapes.

I principi a cui fa riferimento la Commissione sono stati pubblicati nel 2025 dalla Consumer Protection Cooperation Network, conosciuta anche come CPC Network, e riguardano le modalità con cui i videogiochi presentano e gestiscono gli acquisti effettuati al loro interno. Tra gli obiettivi principali figurano la possibilità di visualizzare chiaramente i prezzi in valuta reale, la rimozione dei sistemi che rendono meno immediato comprendere il costo effettivo degli acquisti e il superamento degli acquisti obbligatori di pacchetti di valuta virtuale.

Le nuove indicazioni riguardano in particolare le pratiche legate alle microtransazioni, comprese quelle associate a sistemi come le loot box. Secondo la dichiarazione della Commissione europea e della CPC Network, alcuni modelli commerciali e alcune pratiche di progettazione dei videogiochi possono danneggiare i consumatori, soprattutto le categorie considerate più vulnerabili, come i bambini. L'obiettivo dichiarato è permettere ai consumatori europei di utilizzare i videogiochi senza essere indotti a spendere più denaro o tempo di quanto intendano.

Diverse aziende produttrici di videogiochi sono sotto la lente d'ingrandimento dell'UE nell'indagine sulle microtransazioni

L'azione coordinata coinvolgerà importanti sviluppatori e publisher collegati ai videogiochi presenti nell'elenco. Tra le aziende citate figurano Activision Blizzard, Mojang e Ubisoft, che sono associate a serie e titoli come Call of Duty, Minecraft e Assassin's Creed. La Commissione e la CPC Network intendono quindi verificare il rispetto delle indicazioni europee e intervenire nei confronti delle pratiche che non risultano conformi ai principi stabiliti.

La dichiarazione indica inoltre una serie di requisiti che i videogiochi interessati dovranno rispettare. Le aziende dovranno garantire prezzi chiari e trasparenti, evitare di nascondere o rendere difficile comprendere il costo degli acquisti, eliminare gli acquisti obbligatori di valuta virtuale e fornire informazioni comprensibili prima che venga effettuato un pagamento. Le regole includono anche il rispetto del diritto di recesso e l'utilizzo di condizioni contrattuali e commerciali corrette e facilmente comprensibili.

La CPC Network ha infine invitato anche gli sviluppatori e i publisher di altri videogiochi caratterizzati da microtransazioni considerate aggressive a verificare le proprie politiche e ad adeguarsi ai principi indicati prima di eventuali ulteriori interventi. L'iniziativa rappresenta quindi un nuovo passaggio nel controllo delle pratiche commerciali dei videogiochi nell'Unione Europea.

3 Commenti
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jepessen01 Ottobre 2026, 14:50 #1
Per un attimo con UE avevo capito Unreal Engine...
Axios200601 Ottobre 2026, 16:59 #2
Ovviamente la colpa e' dei produttori di videogiochi e non dei genitori che danno ad un minore l'accesso alla carta di credito o altri strumenti di pagamento automatizzato...
UtenteHD01 Ottobre 2026, 20:59 #3
Un gioco non dovrebbe avere micro transazioni ecc..
Poi bisogna insegnare che queste cose, soprattutto per qualcosa di online che poi chiude, e/o diventa spesa inutile al nuovo update pesante ecc.. sono TUTTI soldi buttati (ed anche tempo che non torna) ed è sbagliato (gli online).

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