L'ex leader di Assassin's Creed porta Ubisoft in tribunale e chiede un risarcimento: non si sono lasciati bene

L'ex leader di Assassin's Creed porta Ubisoft in tribunale e chiede un risarcimento: non si sono lasciati bene

Marc-Alexis Côté, figura storica di Assassin's Creed, ha intentato una causa contro Ubisoft dopo la sua uscita dal gruppo a fine 2025. L'ex dirigente parla di demansionamento e licenziamento mascherato, mentre l'azienda ha una tesi ben diversa.

di pubblicata il , alle 17:01 nel canale Videogames
UbisoftAssassin's Creed
 

Marc-Alexis Côté, storico dirigente di Ubisoft e per anni figura centrale del franchise Assassin's Creed, ha avviato un'azione legale contro l'azienda francese in seguito alla sua improvvisa uscita avvenuta nell'ottobre dello scorso anno. Al centro della controversia vi sono le modalità della separazione, che secondo Côté non sarebbe stata volontaria, come dichiarato pubblicamente da Ubisoft.

Secondo quanto riportato da Radio Canada, la causa intentata dall'ex manager mira a ottenere circa 1,3 milioni di dollari canadesi tra indennità di fine rapporto non riconosciute e risarcimenti per danni morali. Inoltre, Côté chiede la rimozione della clausola di non concorrenza che gli impedirebbe di intraprendere nuove attività professionali nel settore.

La disputa avrebbe origine nella riorganizzazione interna avviata da Ubisoft con la creazione di Vantage Studios, una nuova entità fondata insieme a Tencent per gestire alcune delle proprietà intellettuali più rilevanti del gruppo, tra cui Assassin's Creed. Côté, che riteneva di mantenere la supervisione del brand, avrebbe scoperto che la nuova struttura prevedeva una figura dirigenziale - Head of Franchises - destinata di fatto a scavalcarlo.

Sempre secondo l'azione legale, la candidatura di Côté per quel ruolo sarebbe stata bloccata dal CEO Yves Guillemot, anche a causa della sua base operativa in Canada anziché in Francia. In alternativa, gli sarebbe stato proposto un incarico di livello inferiore come Head of Production, seguito da ulteriori discussioni culminate nell'offerta di guidare una "Creative House" dedicata a marchi secondari del catalogo Ubisoft.

Una proposta che Côté avrebbe vissuto come una retrocessione, tanto da prendersi un periodo di riflessione. Al termine di questa pausa, la dirigenza gli avrebbe imposto una scelta secca: accettare il nuovo ruolo o lasciare l'azienda. Una condizione che l'ex dirigente interpreta come un licenziamento mascherato, motivo per cui avrebbe richiesto il trattamento economico previsto in tali casi.

Il rientro in azienda, fissato per metà ottobre, non sarebbe mai avvenuto: Ubisoft gli avrebbe chiesto di non presentarsi mentre valutava la situazione, annunciando poi pubblicamente che Côté aveva deciso di lasciare spontaneamente l'azienda. Secondo la causa, questa mossa sarebbe servita a evitare il pagamento della buonuscita e ad applicare la clausola di non concorrenza.

Ubisoft, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito.

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