Intel Arc G3 e G3 Extreme: stessa iGPU di un Core Ultra X9, nel palmo della mano
Intel ha presentato i nuovi chip Arc G3 e Arc G3 Extreme, ovvero le soluzioni che alimenteranno le nuove console portatili - o PC handheld. Le due proposte presentano una configurazione nuova rispetto alle alternative di precedente generazione basate su Panther Lake e prestazioni da laptop gaming
di Vittorio Rienzo pubblicata il 28 Maggio 2026, alle 19:41 nel canale VideogamesArcgaming hardwareIntelPanther Lake
Intel ha finalmente presentato i nuovi processori che alimenteranno la prossima generazione di handheld PC: Arc G3 e Arc G3 Extreme. Si tratta di soluzioni che si contrappongono in maniera diretta ai concorrenti firmati AMD, ovvero i Ryzen Z2 e Z2 Extreme. Una sfida che Intel ha preso molto sul serio e i nuovi SoC non lasciano spazio a dubbi: tra ray tracing e XeSS, le due proposte sembrano quasi offrire un'esperienza desktop nel palmo della propria mano.

Sul fronte CPU i due chip sono praticamente equivalenti: entrambi sfruttano una combinazione di 2 P-Core, 8 E-Core e 4 LP E-Core per un totale di 14 core. Ambedue, inoltre, integrano 12 MB di Intel Smart Cache LLC. Unica differenza, piuttosto marginale, risiede nelle frequenze: i P-Core del G3 raggiungono un boost clock di 4,6 GHz, mentre quelli del G3 Extreme si spingono fino a 4,7 GHz.
A distinguere concretamente le due soluzioni è la GPU Integrata: all'Arc G3 si abbina una Arc B370 con 10 Xe Core, mentre all'Arc G3 Extreme si affianca la top di gamma Arc B390 con 12 Xe Core. Quest'ultima, inoltre, raggiunge una frequenza di boost fino a 2,3 GHz, mentre la sorella minore si ferma a 2,2 GHz.

Fatta una panoramica delle specifiche dei nuovi chip, cosa cambia concretamente rispetto alla precedente serie basata su architettura Panther Lake. Innanzitutto, i più attenti avranno notato una riduzione dei P-Core, il che non corrisponde a una limitazione delle prestazioni, ma anzi a un'ottimizzazione delle stesse.
Questo tipo di chip è indirizzato ai dispositivi a batteria in cui l'efficienza energetica rimane un nodo critico. La precedente generazione soffriva proprio per questo motivo: mentre a TDP elevati le prestazioni si dimostravano al pari della concorrenza, con un valore inferiore ai 15W i chip mostravano un calo drastico delle performance.
Con G3 e G3 Extreme, Intel ha superato questo scoglio ottenendo prestazioni coerenti anche a TDP estremamente bassi. Non a caso, entrambi i chip sono configurabili a partire da soli 8W, con il G3 che raggiunge i 30W e il G3 Extreme capace di spingersi fino a 35W, alla pari con le soluzioni di AMD.

In estrema sintesi, questo significa prestazioni sensibilmente superiori rispetto alla precedente generazione, ma stavolta senza rinunciare all'autonomia. Ma non solo: Intel ha anche integrato una suite grafica di tutto rispetto, capace di offrire prestazioni paragonabili all'esperienza su notebook, nonostante dimensioni e batteria chiaramente più compatte.
Innanzitutto, troviamo il supporto al ray tracing, possibile grazie alla tecnologia XeSS3 che fornisce tutte le funzionalità più recenti di Intel in ambito grafico. Questa consente innanzitutto di sfruttare XeSS-MFG, ovvero la Multi Frame Generation capace di generare fino a 3 frame virtuali per ogni frame effettivamente renderizzato. Il risultato è un'esperienza di gioco nettamente più fluida.

A questa, si affianca naturalmente XeSS SR (Super Resolution), ovvero la funzione di upscaling che permette di renderizzare l'immagine a una risoluzione inferiore per poi convertirla a una superiore con una perdita di dettaglio minima e, probabilmente, impercettibile date le dimensioni dei display di questi dispositivi. A completare il quadro ci pensa XeLL che riduce la latenza tra input e risultato a schermo, il cosiddetto "input lag".
Neanche la connettività è stata trascurata. Sul fronte wireless troviamo Wi-Fi 7 (R2) che offre un throughput superiore, per un'esperienza ottimizzata sia di gioco che in download, affiancato dal Dual Bluetooth Core 6.0, una tecnologia che consente di collegare simultaneamente controller, cuffie ed altre periferiche in wireless a bassa latenza.
Interessante la presenza di due porte Thunderbolt 4 con modalità Thunderbolt Share che consentono di trasferire, ad esempio, rapidamente la propria libreria dal PC desktop alla console oltre ad offrire una modalità docking ad alta velocità per utilizzare la piattaforma come un vero e proprio Mini PC.

Il tutto, si completa con il software. Innanzitutto, Intel ha promesso il "Day-0 Game Driver", ovvero il rilascio dei driver ottimizzato per i titoli in uscita sin dal Day 1. Ai driver si affiancheranno gli shader precompilati che riducono lo stuttering durante le sessioni e ulteriori attese all'avvio dei giochi.
Intel aggiunge tra i vantaggi anche la nuova Xbox mode, una funzione disponibile per tutti i dispositivi alimentati da Windows 11 in realtà, che dà accesso a un'interfaccia di gioco dedicata in stile console ottimizzata per i controller. L'azienda sintetizza il tutto con "meno tempo nella configurazione delle impostazioni, più tempo in gioco".
Ad ogni modo, Intel si è ritagliata questa finestra prima del Computex per presentare la piattaforma, ma la rivedremo durante la fiera insieme ai primi dispositivi prodotti dai partner. Il Computex 2026 si terrà dal 1° al 5 giugno, per cui si tratta solo di qualche giorno di attesa prima di vedere la nuova generazione di console handheld.







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