Il sequel di Sleeping Dogs potrebbe ancora diventare realtà, ma solo a queste condizioni

Il sequel di Sleeping Dogs potrebbe ancora diventare realtà, ma solo a queste condizioni

Alastair Cornish considera ancora possibile un nuovo Sleeping Dogs, ma ritiene indispensabili costi sostenibili, un team motivato e scelte progettuali attente. Un eventuale sequel dovrebbe sfruttare davvero l'open world, evitando mappe e attività inutilmente estese. Sul fronte cinematografico, Simu Liu continua invece a coltivare il progetto di adattamento

di pubblicata il , alle 14:41 nel canale Videogames
 

Il ritorno di Sleeping Dogs con un secondo capitolo non sarebbe completamente da escludere. A parlarne è Alastair Cornish, designer che ha lavorato al gioco originale e successivamente ha ricoperto il ruolo di VP of Design presso Splash Damage. Secondo lui, un sequel potrebbe essere realizzato, ma solo in presenza di condizioni particolarmente favorevoli.

Sleeping Dogs è arrivato nel 2012 come action adventure open world pubblicato da Square Enix e sviluppato da United Front Games. Il titolo ottenne una buona accoglienza e un seguito era effettivamente in programma, prima di essere cancellato all'inizio del 2013. In seguito venne sviluppato Triad Wars, progetto online ambientato nello stesso universo, anch'esso cancellato nel 2015 dopo una fase beta.

Cornish ha spiegato di essere rimasto deluso dalla cancellazione del sequel, pur comprendendo le difficoltà economiche. A suo avviso, i costi dipendono anche dalla posizione dello studio, dalle spese operative e dal mercato del lavoro locale. Vancouver, dove aveva sede United Front Games, rappresentava infatti un ambiente particolarmente costoso e competitivo per gli sviluppatori.

Quali sono gli elementi che potrebbero portare ad un effettivo sequel di Sleeping Dogs?

Un eventuale Sleeping Dogs 2 dovrebbe quindi essere progettato con grande attenzione al budget. Secondo Cornish, molto dipenderebbe dal livello di dettaglio grafico desiderato, dal pubblico di riferimento e dalle tecnologie capaci di ridurre le spese di produzione. La possibilità di tornare al franchise esisterebbe, ma richiederebbe persone fortemente motivate e capaci di gestire le risorse con estrema attenzione.

Anche la struttura open world dovrebbe essere valutata con cautela. Cornish ritiene che un sequel avrebbe senso soltanto se il mondo aperto venisse utilizzato in maniera efficace, evitando attività ripetitive, contenuti inseriti soltanto per aumentare le dimensioni della mappa e meccaniche pensate per gonfiare artificialmente l'esperienza. Il settore, secondo lui, si starebbe già allontanando dalla corsa alle mappe sempre più grandi.

Nel frattempo, anche il progetto cinematografico dedicato a Sleeping Dogs resta incerto. Donnie Yen aveva dichiarato che l'adattamento annunciato nel 2017 era sostanzialmente naufragato, mentre Simu Liu ha affermato di voler collaborare con i detentori dei diritti per portare il gioco al cinema, con l'obiettivo ideale di realizzare successivamente anche un nuovo capitolo videoludico.

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