'Il realismo ha rovinato i videogiochi' secondo un ex sviluppatore di The Last of Us: esplode la polemica
L’evoluzione tecnologica ha reso i videogiochi sempre più realistici, ma secondo alcuni sviluppatori questo ha rallentato i tempi di produzione e ostacolato l’innovazione. Un ex-artista di The Last of Us conferma le difficoltà tecniche legate all’ultra realismo, alimentando il dibattito su costi, creatività e sostenibilità dell’industria
di Vittorio Rienzo pubblicata il 31 Luglio 2025, alle 10:08 nel canale VideogamesNaughty Dog
Quanto ci piacciono le forme sinuose e coerenti dei modelli 3D odierni? Quanto è emozionante vedere il riflesso negli occhi dei personaggi o le imperfezioni della loro pelle? Insomma, quanto è bello il realismo nei videogiochi? Per qualche sviluppatore, non abbastanza da giustificare il prezzo da pagare.
Perché c'è un prezzo e non solo dal punto di vista strettamente economico. Uno degli sviluppatori di The Last of Us è intervenuto in una discussione avviata da un utente su X, condividendo il parere molto critico sull'attuale stato dei titoli AAA.
Secondo TheDavidVinc, l'ultrarealismo ha portato a un rallentamento dell'industria. La ricerca di una componente tecnica sempre più complessa ha rallentato lo sviluppo dei giochi e aumentato a dismisura i costi, facendo sì che un singolo fallimento possa diventare fatale per la sopravvivenza dello studio.
He's right. Ultra realism slows everything down - LODs, iteration time, custom shader needs. Even the amount of animation blends goes through the roof. A simple walk into run, turn and jump can start needing 50 animations vs 6 if you're happy for them to move like earthworm Jim. https://t.co/hQdRhYokom
— Del (@TheCartelDel) July 27, 2025
Un ex artista di Naughty Dog, che ha lavorato allo sviluppo di The Last of Us, ha condiviso le preoccupazioni dell'utente. Secondo il professionista, il livello di realismo richiesto oggi impone una mole di lavoro significativamente più elevata rispetto al passato. Un semplice passaggio da camminata a corsa, con l'aggiunta di un salto e una rotazione del personaggio, può comportare fino a 50 animazioni differenti, contro le 5 o 6 di una generazione fa. Questo rallenta inevitabilmente lo sviluppo e aumenta la pressione sui team creativi.
Pur riconoscendo che definire l'ultra realismo come un elemento "distruttivo" sia una semplificazione eccessiva, l'ex-artista ha sottolineato gli effetti collaterali di questa tendenza. Anche motori di sviluppo come Unreal Engine, pur offrendo librerie di animazioni preconfezionate, non coprono tutte le esigenze di un gioco ambizioso, costringendo i team a lunghi processi di personalizzazione.
La questione si lega a un problema più ampio: l'industria videoludica è diventata estremamente competitiva e rischiosa. Questo arriva quasi a costringere gli sviluppatori ad adottare un approccio conservativo che consenta di ridurre i rischi di insuccesso. La conseguenza è la mancanza di sperimentazione: i grandi studi tendono a non osare, a non innovare, per non rischiare un contraccolpo potenzialmente fatale.
È innegabile che questo squilibrio limiti la creatività degli sviluppatori e il risultato appare evidente in gran parte delle produzioni ad alto budget. Difficile dire se l'industria riuscirà mai a bilanciare rischi e libertà creativa, ma questa stagnazione probabilmente renderà un cambio di rotta inevitabile.









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12 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoma io nn credo sia piu tanto difficile realizzare giochi oggi come lo poteva essere fare un gioco per il NES negli anni '80.
se poi oggi volete fare un gioco con la grafica del NES per poterlo fare in mezza giornata di lavoro allora è un altro discorso.
... e magari proporlo a 80-100E ....
Già. Troppi giochi sono un lungo pascolare in mappe enormi.
Invece Nintendo è perfettamente d'accordo, infatti loro non hanno puntato sul realismo, vendono una console con un soc economico, fanno giochi con una grafica cartonesca e semplice puntano sul gameplay e fanno soldi a palate.
Sono la dimostrazione che ha proprio ragione.
Che poi la grafica strabella ci sta, ma deve essere un aspetto secondario.
Prima il gameplay e tutto il resto e poi la grafica, invece spesso fanno giochi in cui curano prima di tutto la grafica ma dopo 2 ore di gioco in cui dici quanto è fatto bene poi ti chiedi "eh mò che faccio?"
scrivendo così pare che parli solo di giochi open world, ma non è così.
Su questo non ci giurerei troppo, forse nessuno giocatore gliela chiesta ma qualcun altro si.
Qualcuno ha è interesse ad alzare l'asticella dei requisiti hw per esempio
Sono la dimostrazione che ha proprio ragione.
Che poi la grafica strabella ci sta, ma deve essere un aspetto secondario.
Prima il gameplay e tutto il resto e poi la grafica, invece spesso fanno giochi in cui curano prima di tutto la grafica ma dopo 2 ore di gioco in cui dici quanto è fatto bene poi ti chiedi "eh mò che faccio?"
l'articolo parla di un "il livello di realismo richiesto oggi impone una mole di lavoro significativamente più elevata rispetto al passato" (fatto copia incolla dall'articolo). non mi sembra nintendo punti sul realismo, quindi la ricerca del realismo è qualcosa di cui si autoimpongono i singoli sviluppatori.
ma banalmente, ignorando nintendo, giochi di successo decennale non mi pare proprio puntino sul realismo:
-roblox
-minecraft
-fortnite
-wow
-lol
-dota 2
a questo aggiungiamo il gioco con la media più alto su steam (stardew valley) il realismo lo ignora proprio
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