Il primo ministro britannico annuncia indagine su Rockstar Games per presunto union busting nel Regno Unito
Il governo britannico indaga su Rockstar Games dopo il licenziamento di oltre 30 dipendenti, accusato dal sindacato di essere un atto di union busting. Starmer ha definito il caso preoccupante e ha ribadito il diritto dei lavoratori alla tutela sindacale. L'indagine potrebbe chiarire eventuali violazioni delle norme sul lavoro
di Francesco Messina pubblicata il 11 Dicembre 2025, alle 16:41 nel canale VideogamesRockstar Games
La recente ondata di licenziamenti all'interno di Rockstar Games ha generato un forte dibattito pubblico e politico nel Regno Unito. La situazione ha attirato l'attenzione del primo ministro Sir Keir Starmer, che ha dichiarato che i ministri del governo avvieranno un'indagine per chiarire se l'azienda abbia violato le norme sul lavoro o abbia cercato di ostacolare l'attività sindacale dei propri dipendenti.
Il caso è stato sollevato durante una sessione delle Prime Ministers Questions, quando il parlamentare Chris Murray ha denunciato il licenziamento di 31 lavoratori senza che fosse fornita una dimostrazione concreta delle accuse né la possibilità di una rappresentanza sindacale. Murray ha espresso particolare preoccupazione perché molti dei dipendenti coinvolti erano affiliati al sindacato IWGB, che ha subito definito l'episodio come un atto di union busting.
Starmer ha risposto definendo il caso "profondamente preoccupante" e ha sottolineato che ogni lavoratore nel Regno Unito ha il diritto di iscriversi a un sindacato senza temere ritorsioni. Il primo ministro ha assicurato che i ministri competenti analizzeranno la vicenda in dettaglio e aggiorneranno il Parlamento sugli sviluppi futuri. L'intervento del governo è significativo, poiché si inserisce in un contesto di rafforzamento delle tutele dei lavoratori, più volte rivendicato dall'attuale esecutivo.
Ulteriori dettagli sul caso Rockstar Games in Regni Unito
Secondo quanto riportato dai sindacati e dai lavoratori coinvolti, i licenziamenti sarebbero avvenuti dopo che alcuni dipendenti avevano discusso condizioni di lavoro e diritti sindacali su un canale Discord privato. Questa scelta sarebbe stata motivata dal fatto che l'azienda aveva precedentemente rimosso diversi canali Slack utilizzati per confrontarsi su temi non strettamente professionali. Per molti, tali conversazioni non costituirebbero una violazione delle policy interne, ma un normale tentativo di organizzazione sindacale.
Rockstar Games, dal canto suo, ha sostenuto che le persone coinvolte sarebbero state responsabili di gravi violazioni comportamentali, senza alcuna intenzione di colpire l'attività sindacale. Tuttavia, questa spiegazione non ha convinto né i rappresentanti sindacali né gli osservatori del settore, che hanno definito l'azione dell'azienda come una delle più aggressive forme di union busting viste nell'industria videoludica.
Da allora, numerosi lavoratori e sostenitori della causa hanno organizzato proteste davanti agli uffici di Rockstar in varie città britanniche, chiedendo trasparenza, la reintegrazione dei colleghi e maggiori tutele per chi si impegna nell'attività sindacale. L'indagine del governo potrebbe ora portare a nuove verifiche sul rispetto dei diritti dei dipendenti all'interno del settore dei videogiochi.










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