I 10 peggiori videogiochi del 2025: il primo posto è di un ex di Rockstar
Dopo i The Game Awards, è giusto chiudere l'anno dando uno sguardo anche ai peggiori titoli che questo 2025 ci ha consegnato. Incredibile, ma vero, il peggiore in assoluto è stato uno dei titoli forse più intriganti, ma che una volta sul mercato si è rivelato un vero e proprio disastro
di Vittorio Rienzo pubblicata il 17 Dicembre 2025, alle 12:18 nel canale VideogamesSiamo al termine del 2025, i The Game Awards si sono appena tenuti e abbiamo visto i migliori che quest'anno ha proposto, insieme alla glorificazione di Clair Obscur: Expedition 33 che è stato eletto il Game of the Year e ha portato a casa ben 9 premi.
Non è stato però un anno di soli capolavori, anzi il 2025 ha visto smaterializzarsi molte aspettative su alcuni dei titoli più attesi ed è stato l'anno in cui Call of Duty ha ottenuto la valutazione più bassa di sempre, segnando un nuovo record – negativo – prima detenuto da Infinite Warfare. E quindi, perché non dare uno sguardo a quelli che sono stati i 10 giochi che più di tutti hanno deluso, quantomeno il pubblico?

Partiamo dalla decima posizione che va a Fast and Furious Arcade Edition, titolo rilasciato su PS5 con una valutazione su Metacritic di 45. Si tratta di un nome altisonante, dato il successo della serie cinematografica, per un gioco oggettivamente mediocre con un comparto tecnico modesto e una profonda povertà di contenuti.

La nona posizione va a Glover, un porting dell'omonimo titolo rilasciato nel 1998 su Nintendo 64 e giunto quest'anno su Nintendo Switch. Il titolo ottiene un punteggio Metacritic di 44 a causa di una scarsa giocabilità dovuta a una conversione piuttosto superficiale.

Appena più in basso troviamo Scar-Lead Salvation, uno sparatutto in terza persona sci-fi che, sulla carta, aveva tutte le caratteristiche per una produzione quantomeno interessante. Sfortunatamente, il tutto si riduce a una protagonista femminile prosperosa e poco vestita che passa da un piano all'altro (sempre uguale) di un edificio e abbatte ondate di nemici (sempre uguali).

Peggio di Scar-Lead Salvation ha fatto Ambulance Life: A Paramedic Simulator. Di per sé l'idea sarebbe piuttosto carina, se solo fosse stata messa in pratica. A conti fatti, il titolo si riduce a un (mediocre) simulatore di guida, il cui unico mezzo a disposizione però è un'ambulanza. Il gameplay è estremamente ripetitivo e i mini giochi relativi agli interventi poco attraenti. Voto: 44.

Si torna su Nintendo Switch che con Tamagotchi Plaza, un'aspirante Animal Crossing in cui forse neanche gli sviluppatori hanno creduto troppo, si posiziona alla pari di Ambulance Life con un 44. Si tratta del sequel di un gioco, di per sé, già non troppo memorabile, Tamagotchi: Corner Shop, ma a distanza di 20 anni dal predecessore appare decisamente scarno di contenuti e dalle meccaniche basilari.

Scendiamo più in basso con Gore Doctor, un horror piuttosto tradizionale, quindi cosa potrebbe andare storto? Beh, tutto praticamente: un comparto tecnico piuttosto vintage, un gameplay dalle meccaniche semplici e una narrazione decisamente debole. Un mix più spaventoso del gioco stesso che ha frenato la valutazione a 40.

Si scende nella fascia inferiore con Spy Drops, un omaggio all'originale Metal Gear dal quale trae ispirazione praticamente per ogni aspetto del gioco. Sfortunatamente, anche in questo caso, l'essenza del gioco si limita a una protagonista femminile prosperosa che offre ben poco. Le missioni non sono mai le stesse, ma le affronterete tutte allo stesso modo, la voce narrante è fatta con l'IA e la trama è a dir poco dimenticabile. Voto: 39.

Siamo finalmente sul podio: si classifica in terza posizione con 38 Blood of Mehran, sostanzialmente un Assassin's Creed australiano che, per essere un gioco indipendente, potrebbe perfino risultare gradevole alla vista. I problemi risiedono in uno storytelling discutibile, una ripetitività costante e meccaniche a dir poco tradizionali conditi da una quantità di bug e glitch considerevoli.

La medaglia d'argento va a Fire Emblem: Shadows, un gioco mobile che vanta un nome a dir poco altisonante, quantomeno per gli utenti Nintendo. Ma come è possibile che un titolo con alle spalle un franchise del genere, si sia posizionato così in basso. La ragione è piuttosto semplice: si tratta di un pay-to-win che non lo nasconde neanche troppo. Sulla carta interessante, ma nei fatti giocabile esclusivamente portafoglio alla mano e per questo punito dagli utenti con un 37.

Sul gradino più alto, infine, ritroviamo un nome noto al pubblico e alla critica dapprima per le aspettative generate intorno al gioco, successivamente per la delusione totale portata sul mercato. Stiamo parlando di MindsEye, uno sparatutto in terza persona sviluppato dallo studio fondato da Leslie Benzies, ex pezzo grosso di Rockstar in passato impegnato anche su Grand Theft Auto (GTA).
Le premesse erano promettenti: mondo aperto, story-driven, trama interessante. Il risultato, un coacervo di bug e glitch con una trama raffazzonata e un gameplay piuttosto monotono e noioso. Complice, probabilmente, l'hype creato attorno al gioco, è l'unico titolo al di sotto dei 30 punti su Metacritic con il suo più che modesto 28.










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