Games Workshop dice no all'IA: per Warhammer ci si affiderà solo alla creatività umana
Games Workshop ha ribadito il divieto totale di usare intelligenza artificiale generativa nei propri prodotti e processi creativi. Il CEO Kevin Rountree ha confermato una politica molto prudente e la volontà di assumere artisti e creativi umani
di Francesco Messina pubblicata il 14 Gennaio 2026, alle 12:01 nel canale VideogamesGames Workshop, la storica azienda britannica dietro il fenomeno globale di Warhammer, ha espresso una posizione chiara e fortemente prudente nei confronti dell'intelligenza artificiale generativa. A confermarlo è stato l'amministratore delegato Kevin Rountree nel rapporto finanziario semestrale relativo alla seconda metà del 2025, documento in cui la società ha anche annunciato risultati economici in crescita.
Nel periodo considerato, Games Workshop ha registrato ricavi pari a 332,1 milioni di sterline, in aumento rispetto ai 299,5 milioni dell'anno precedente. Nonostante il contesto positivo e le pressioni di un settore creativo sempre più attratto dalle soluzioni automatizzate, l'azienda ha ribadito di non voler integrare l'IA nei propri processi creativi.
Rountree ha spiegato che la politica interna di Games Workshop sull'intelligenza artificiale è "molto cauta". In particolare, l'azienda non consente l'uso di contenuti generati dall'IA né l'impiego di strumenti di intelligenza artificiale nei processi di design, artistici o creativi. Il divieto si estende anche all'uso non autorizzato di tali tecnologie al di fuori dell'azienda, comprese le competizioni ufficiali come il celebre concorso di pittura Golden Demon.

Games Workshop è sempre stata dura nei confronti dell'AI
Questa linea dura non è nuova. Già nel 2024, Games Workshop aveva vietato l'uso dell'IA nelle competizioni Golden Demon dopo che uno dei vincitori dell'anno precedente era stato scoperto ad aver utilizzato un'immagine generata da Midjourney come sfondo stampato per la propria miniatura. L'episodio aveva acceso un dibattito acceso nella comunità, spingendo l'azienda a intervenire in modo deciso per tutelare l'artigianalità e la creatività umana.
Pur riconoscendo che alcuni dirigenti senior stanno studiando la tecnologia per comprenderne le potenzialità, Rountree ha sottolineato che "nessuno è particolarmente entusiasta al momento". Al contrario di molte altre aziende, Games Workshop ha scelto di investire assumendo nuovi creativi in diversi ambiti, dal concept art alla scrittura, fino alla scultura delle miniature, rafforzando il valore del lavoro umano invece di sostituirlo con soluzioni automatizzate.
Il CEO ha inoltre espresso una certa frustrazione personale per la diffusione pervasiva dell'IA, osservando come strumenti di machine learning vengano ormai integrati automaticamente in telefoni e computer "che lo si voglia o no". Un commento che riflette un sentimento diffuso anche tra molti creativi.










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4 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMa che cacchio gliene frega ai giocatori come vengono fatti i giochi? Ha mai fregato qualcosa se usavano 3D studio Max piuttosto che Maya, piuttosto che Blender, ad esempio? Ma mettici IA e automaticamente qualsiasi cosa deve far cagare per forza...
E' veramente una roba ridicola.
Non la vogliono usare? Non usatela e fine.
Piuttosto mi pare che più che usarla o non usarla si usa questa scusa per farsi pubblicità gratis.
Detto ciò francamente la mia impressione quando fanno questi annunci è più che altro di gente chiusa all'innovazione e incapace di cavalcare il momento quindi francamente mi viene da pensare più male che bene.
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