Dead or Alive 6 Last Round: una chiusura poco brillante per il picchiaduro di Team Ninja
Abbiamo provato Dead or Alive 6 Last Round, versione definitiva e che chiude il ciclo di vita del picchiaduro rilasciato nel lontano 2019. Quella che, secondo KOEI TECMO, sarebbe la versione next-gen del titolo, in realtà si è rivelata poco più di una riedizione, con diverse scelte commerciali, di design e tecniche che lasciano non poco amaro in bocca
di Vittorio Rienzo pubblicata il 25 Giugno 2026, alle 17:11 nel canale VideogamesKoei Tecmo
Nei giorni scorsi abbiamo provato Dead or Alive 6: Last Round, ovvero quella che dovrebbe rappresentare la versione definitiva dell'ultimo picchiaduro di Team Ninja e una versione ottimizzata per console di nuova generazione. Il gioco lo abbiamo provato su PC, quindi risulta difficile fare un confronto diretto con la versione PlayStation 4 / Xbox One rilasciata nel 2019, ma questo non impedisce di fare qualche riflessione su un'operazione che abbiamo trovato piuttosto pigra.
Per chi non si è mai affacciato nel mondo di Dead or Alive, l'edizione Last Round di questo sesto capitolo è senza dubbio il miglior punto di partenza. Oltre al gioco base, troviamo cinque personaggi aggiuntivi rilasciati come DLC, una nuova modalità foto e poco altro in realtà, ma indubbiamente parliamo della versione più completa.

Il primo aspetto che ci ha lasciato un po' di amaro in bocca risiede proprio nei contenuti. Come da tradizione, Team Ninja ha lasciato gran parte dei costumi come DLC, trasferibili dalla versione originale. Perché sì, Last Round è slegato dall'edizione originale, ragione per cui gli utenti saranno costretti a riacquistare il gioco.
Ciò che ha fatto discutere ancora di più, però, è un altro aspetto. La "versione definitiva", infatti, non include le combattenti Mai Shiranui e Kula Diamond, lottatrici provenienti da The King of Fighters e che, a differenza degli altri DLC, non saranno trasferibili: anche queste andranno riacquistate. Facendo il conto del salumiere: 39,99 euro per il gioco, oltre a 10,99 euro per ogni personaggio, KOEI TECMO richiede circa 62 euro per il pacchetto completo (lasciando fuori la miriade di costumi naturalmente).

Ma passiamo oltre e analizziamo concretamente l'offerta. Il sottoscritto ha giocato praticamente ogni capitolo, ad esclusione proprio di Dead or Alive 6, per cui è stata sia un'occasione per scoprire le novità introdotte, sia per saggiare il "salto generazionale" offerto da questa nuova versione che, ricordiamolo, è slegata dall'originale.
Partiamo dal combat system, fedele ai capitoli precedenti. Rispetto ad altri picchiaduro, Dead or Alive ruota per lo più intorno alle contromosse. Alte, basse e medie, le contromosse sono sostanzialmente proiezioni che consentono di intercettare i colpi dell'avversario e contrattaccare. Naturalmente non mancano le combo, peraltro più intuitive e facili da mettere a segno rispetto a concorrenti più tecnici come Mortal Kombat, ma che garantiscono comunque un elevato livello di sfida e richiedono diverso tempo per essere padroneggiate, soprattutto nel caso di quelle più stratificate.

Vera e propria novità di questo sesto capitolo però sono i colpi devastanti. Sotto la barra della vita, infatti, è presente quella devastazione divisa in 4 sezioni. Ogni sezione consente di mettere a segno un colpo non soggetto al contrattacco, a meno che l'avversario non effettui un contrattacco devastante. Con tutte le tacche riempite, e mettendo a segno quattro colpi devastanti, si attiva una mossa speciale con tanto di animazione dedicata.
Si tratta di una piccola aggiunta in realtà che non stravolge il combat system, ma oltre ad essere interessante nella gestione del round – i colpi devastanti, seppur in rari casi, potrebbero ribaltare le sorti del match – propone una serie di animazioni uniche per ogni personaggio che ci sono piaciute.
Per il resto, poco cambia, è pur sempre Dead or Alive, con il suo gameplay che riesce a differenziarsi dalle altre proposte del genere e abbiamo apprezzato la scelta di Team Ninja di non stravolgere una formula collaudata, che tutt'oggi funziona, e a cui i fan sono particolarmente affezionati.
Per quanto riguarda le modalità single player, anche qui ritroviamo qualche novità interessante. Partiamo dalla modalità storia, un classico per Dead or Alive, ma che nel caso di questo nuovo capitolo abbiamo trovato piuttosto deludente.
I capitoli sono organizzati su una griglia: ogni colonna è dedicata a un personaggio, mentre le righe scaglionano cronologicamente la trama. Di per sé, l'idea di organizzare su due assi la storia non è neanche malvagia, anzi sarebbe interessante procedere per righe così da vivere tutte le fasi della trama dal punto di vista di ogni personaggio. Il problema è che ogni personaggio ha un numero limitato di capitoli che si collocano cronologicamente in momenti diversi rispetto agli altri.

A questo va aggiunto che, per sbloccare tutti i capitoli di un personaggio, bisognerà giocare un capitolo (o più capitoli) di altri personaggi collocati in momenti diversi. Vi sembra poco chiaro? Beh, è esattamente il risultato che ottiene la trama di Dead or Alive 6: si viene sbalzati da un momento all'altro della storia, facendo un avanti e indietro costante nella linea temporale, che rende tutto piuttosto confusionario. Vi è solo una colonna piuttosto lineare che segue le vicende di una parte dei personaggi che risulta non solo sbrigativa, ma anche poco coinvolgente e piena di buchi nella trama.
Certo, la trama non è mai stato il fiore all'occhiello di Dead or Alive, ma quantomeno – soprattutto i primi capitoli – avevano un andamento più lineare e coerente. Nel caso di Dead or Alive 6, la maggior parte dei capitoli sembrano buttati lì semplicemente per giustificare l'uso di quel personaggio.
Piuttosto, abbiamo trovato interessante la modalità Missioni DOA. Si tratta sostanzialmente di singoli incontri con lottatori predeterminati che consentono di esplorare più a fondo il combat system e al contempo sbloccare i cosmetici per i vari personaggi. Che sia chiaro, si tratta di cosmetici di base, perché tutti quelli proposti come DLC possono essere separatamente acquisiti solo tramite acquisto separato.
Tuttavia, ogni missione DOA ha dei requisiti specifici per ottenere il punteggio massimo e, quindi, sbloccare tutti i contenuti ottenibili, non basta semplicemente sconfiggere l'avversario. Questo consente di prendere familiarità con il combat system fino alle tecniche avanzate. Un espediente che permette ai giocatori di acquisire quella dimestichezza necessaria ad affrontare gli incontri online.

E siamo così giunti a uno dei tasti dolenti di questo Dead or Alive 6 Last Round: il multiplayer online. Il primo grande assente è il "rollback netcode", uno stratagemma risalente alla fine degli anni 2000 e con licenza open source. In sostanza, il rollback netcode consente di ridurre l'input lag attraverso la previsione delle mosse. Si tratta di piccole previsioni nell'ordine dei millisecondi, ma che consentono di rendere l'esperienza online più fluida e coerente.
Ma mettiamo anche da parte il rollback netcode: non è possibile nel 2026 avere un picchiaduro competitivo che non preveda il cross-play. Abbiamo provato il gioco in anteprima, quindi trovare qualche giocatore online era una possibilità piuttosto remota, soprattutto su PC. Alcuni colleghi da console sono riusciti a portare a casa qualche incontro per saggiare l'esperienza in rete, mentre noi purtroppo neanche uno.

Al di là di questo, riteniamo che ormai il cross-play, soprattutto nei picchiaduro, sia un elemento quasi imprescindibile. Probabilmente nel 2019 l'implementazione di questa funzione era più complessa, ma una volta che per la nuova edizione si richiede il pagamento quasi per intero di un gioco che conta ormai 7 anni sulle spalle, sarebbe lecito attendersi quantomeno un ammodernamento.
A tal proposito, vale la pena fare qualche riflessione anche sull'aspetto tecnico. Perché se da un lato mancano alcune funzionalità, dall'altro ci si aspetterebbe quantomeno un impatto visivo migliorato. Sfortunatamente, non è il caso di Dead or Alive 6 Last Round.
Il gioco aveva già fatto discutere al confronto con il suo predecessore: i volti sono meno dettagliati, più plastici, una scelta di design che il pubblico non aveva particolarmente apprezzato. Ebbene, a distanza di 7 anni, il comparto tecnico non è invecchiato nel migliore dei modi.
In realtà, quantomeno nella versione Steam, è stato aggiunto OBORO, ovvero un sistema di illuminazione che migliora sensibilmente l'impatto visivo delle ambientazioni, attivabile dall'utente. Sfortunatamente, al momento è stato applicato ad un solo stage, Lost Paradise, mentre altri dovrebbero ricevere l'aggiornamento dopo il lancio. Il miglioramento è palpabile, ma si tratta dell'unico davvero degno di nota. Tutto il resto, sembra quasi invariato, proponendo un'esperienza visiva che sembra quasi un tuffo nel passato più che next-gen.
A questo, aggiungiamoci anche il framerate bloccato a 60 fps. Certo, uno standard per i picchiaduro soprattutto in ambito competitivo, pensato per garantire un'esperienza equivalente a tutti i giocatori. Tuttavia, in assenza del cross-play, tanto sarebbe valso offrire un framerate più alto o perfino sbloccato.
Conclusioni
Dead or Alive 6 Last Round è l'edizione definitiva dell'ultimo capitolo di un picchiaduro che ha segnato l'infanzia di chi scrive. Il gioco rimane fedele alla filosofia che da ormai 30 anni si è imposta come alternativa ai classici del genere, con le sue contraddizioni, le sue lottatrici estremamente provocanti e il suo combat system atipico. È la chiusura del ciclo di vita del gioco in attesa dell'uscita del suo successore, Dead or Alive 7.
Sfortunatamente, le scelte commerciali combinate con quelle tecniche, rendono Dead or Alive 6 Last Round una proposta deludente sotto diversi punti di vista. Troppi, forse, per richiedere un investimento di oltre 60 euro per l'esperienza completa.
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Alla domanda "Vale la pena acquistarlo?" la risposta è: dipende. Se, come il sottoscritto, avete saltato a piè pari il sesto capitolo fino a questo momento, allora sì. Seppur a prezzo sostanzialmente pieno, otterrete l'esperienza completa inclusi i personaggi DLC - tranne due - che ampliano tanto la componente per giocatore singolo quanto l'esperienza online.
Viceversa, se avete già acquistato il gioco, e magari anche i personaggi aggiuntivi – soprattutto se si tratta di quelli in collaborazione con The King of Fighters – allora probabilmente l'aggiornamento non ha senso. I contenuti sono sostanzialmente gli stessi così come la componente tecnica. In più, la community di Last Round è separata da quella del titolo base, ragione per cui l'esperienza online potrebbe perfino peggiorare rispetto alla community costruita e consolidata in questi 7 anni.
In conclusione, si tratta di un acquisto a nostro avviso rivolto a chi, fino ad ora, non ha giocato a Dead or Alive 6 e vuole recuperare un capitolo della saga che, pur con le sue pecche, rimane comunque uno dei migliori picchiaduro sul mercato. A tutti gli altri, il suggerimento è di continuare a giocare con la propria edizione in attesa di Dead or Alive 7, annunciato allo State of Play di febbraio.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoE cmq c'è poco da fare, una volta potevi sbloccare tutto solo giocando, ed invece ora lo sappiamo benissimo come va.
Ed infondo roba come questa, roba che se fossi fan me ne fregherei totalmente, e preferirei giocare ai vecchi titoli.
Aspetta... ma in questo articolo si parla di un gioco?
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