'Così gli sviluppatori smetteranno di fare videogiochi': l'allarme dal director di Final Fantasy XIV
Naoki Yoshida, director e producer di Final Fantasy 14, ha lanciato un appello alla community durante il PAX West: basta con le critiche tossiche e offensive agli sviluppatori. Secondo Yoshida, i toni aggressivi rischiano di demoralizzare i creatori al punto da spingerli ad abbandonare l’industria, privando i giocatori di nuovi contenuti
di Vittorio Rienzo pubblicata il 03 Settembre 2025, alle 18:01 nel canale VideogamesSquare EnixFinal Fantasy
Durante un panel al PAX West, Naoki Yoshida, director e producer di Final Fantasy 14, ha affrontato il tema delicato del rapporto tra sviluppatori e videogiocatori. Conosciuto per la sua disponibilità al dialogo, Yoshida ha ricordato come il confronto con i fan sia una parte fondamentale del lavoro, ma ha anche lanciato un avvertimento contro le derive tossiche di alcune critiche.
Il caso di Final Fantasy 14, soprattutto dopo il lancio dell'espansione Dawntrail, è emblematico: al fianco di suggerimenti e osservazioni costruttive, il team di sviluppo ha dovuto affrontare una raffica di insulti, offese personali e persino le ormai immancabili minacce di morte. Un fenomeno che, secondo Yoshida, non solo mina il clima di lavoro, ma rischia di spingere i creatori a lasciare l'industria.

"Dietro ai giochi che amate ci sono persone", ha sottolineato Yoshida, invitando i giocatori a riflettere prima di premere "invio" quando lasciano un feedback o un commento.
"Capisco che a volte possano essere necessarie delle critiche aspre, ma dietro i giochi che vi piacciono ci sono delle persone e, se dobbiamo ricevere critiche aspre, vorremmo che fossero costruttive" ha spiegato.
"Alcuni giocatori che conosco vogliono esprimere le loro frustrazioni, ma parole molto dure a volte possano ferire profondamente gli sviluppatori. Credo che questo valga per qualsiasi creatore nel settore dei videogiochi. Alcune delle parole dure che sono state rivolte ad alcuni di loro potrebbero potenzialmente demoralizzarli a tal punto da fargli smettere di creare videogiochi. E alla fine noi, come giocatori, ci perderemmo il buon lavoro che queste persone avrebbero potuto fare solo perché qualcuno ha rivolto loro frasi cattive e critiche non costruttive. Diventa semplicemente un ambiente molto negativo".
Yoshida ha ribadito di considerare i videogiocatori come "alleati e amici" facenti parti della stessa community degli sviluppatori e di voler mantenere un rapporto di reciproca comprensione.

Tuttavia, dovrebbe essere piuttosto evidente che la violenza – verbale, psicologica o fisica che sia – non è mai la risposta corretta, ma genera solo conseguenze negative. Peraltro, molto spesso, ciò che delude i fan non deriva tanto dal lavoro degli sviluppatori, ma dalle scelte dei publisher talvolta sconsiderate.
Un appello che sembra rivolto non solo ai fan di Final Fantasy 14, ma a tutta la community videoludica, spesso teatro di scontri verbali eccessivi. La sfida, per Yoshida, è trasformare la passione dei giocatori in un dialogo costruttivo, utile a migliorare i giochi senza distruggere chi li crea.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSecondo me sono i vari CEO (incalzati dagli azionisti) che pretendono tempi di sviluppo assurdi, senza dare la possibilità di testare bene un gioco, che rovinano il mercato.
I giocatori hanno tutti i diritti di lamentarsi per le beta che vengono spacciate per videogiochi ... non per nulla sono anni che ormai acquisto solo giochi dopo che sono stati "patchati" come si deve
Bei temppi andati. Era una passione. Le console fino agli anni 90 sono state dei capolavori. Mi ero riempito la stanza di prodotti Sega ,Nintendo e Sony che con la prima playstation nel 1994 e Batlle arena Toshinden ha lasciato di stucco anche il mondo del pc.
Poi con l'avvento della Playstation 2 con una grafica veramente pietosa ,rispetto al Dreamcast uscito due anni prima.
E molti che invece la compravano come se fosse un salto epocale, capii la massa di imbecilli che si sono mischiati con i veri appassionati.
Mentre era uscita la Radeon 9700 pro che pompava la grafica con le nuove DX9, il mondo videoludico degli sparatutto su console, idolatrava quella schifezza di Halo sulla xbox. Veramente pietosi.
Parlando dei Final Fantasy , per me i migliori restano il VI , VII , VIII e IX.
Poi con l'avvento della Playstation 2 con una grafica veramente pietosa ,rispetto al Dreamcast uscito due anni prima.
E molti che invece la compravano come se fosse un salto epocale, capii la massa di imbecilli che si sono mischiati con i veri appassionati.
Mentre era uscita la Radeon 9700 pro che pompava la grafica con le nuove DX9, il mondo videoludico degli sparatutto su console, idolatrava quella schifezza di Halo sulla xbox. Veramente pietosi.
Parlando dei Final Fantasy , per me i migliori restano il VI , VII , VIII e IX.
Questo è il classico esempio di post tossico da forum, che non serve a nulla se non a creare flame.
Il salto generazionale tra PS1 e PS2 è stato enorme: basta guardare il passaggio da Gran Turismo 2 a Gran Turismo 3, con il terzo capitolo è incredibile ancora oggi. Il Dreamcast era una macchina potentissima per l'epoca, ma non ha avuto un titolo paragonabile per completezza e impatto.
Poi sono arrivati giochi come God of War, Shadow of the Colossus, Metal Gear Solid 2 e 3, Final Fantasy X e XII, GT4, Jak & Daxter, Ratchet & Clank, ICO… la lista è lunghissima La PS2, con la sua libreria immensa, ha dimostrato che non è solo la potenza tecnica a fare la differenza, ma la capacità di attirare sviluppatori e di creare capolavori che hanno segnato generazioni di giocatori, visivamente impressionanti nonostante i limiti dell'hardware. Non a caso è ancora oggi la console più venduta della storia.
Quanto a Halo, ridurlo a "schifezza" è semplicemente ignorarne l'importanza storica. È stato il titolo che ha ridefinito lo sparatutto su console, che ha portato il multiplayer competitivo su larga scala e che ha dato identità a Xbox come piattaforma. Piaccia o meno, il suo impatto è stato enorme, al punto da cambiare il modo in cui venivano progettati gli FPS per oltre un decennio.
Il Dreamcast aveva il suo fascino e alcune innovazioni incredibili, ma parlare di PS2 come console sopravvalutata o di Halo come gioco "pietoso" significa cancellare pezzi fondamentali della storia videoludica. Se vogliamo fare un confronto critico, benissimo: ma per farlo servono rispetto e argomenti, non etichette offensive con arroganza e saccenza, perché si dimostra di avere una comprensione davvero scarsa in merito di videogiochi.
Libertà di parola. gnorant.
Con quello che hai scritto hai dato conferma che fai parte della massa. Quindi i tuoi discorsi valgono quanto un castello di sabbia.
Con quello che hai scritto hai dato conferma che fai parte della massa. Quindi i tuoi discorsi valgono quanto un castello di sabbia.
No, fa parte di quelli che, intanto argomentano, e soprattutto hanno un
background videoludico di valore.
Dertto ciò, per come la vedo io grossa parte del problema correlato a queste dinamiche risiede non tanto nei giocatori o gli sviluppatori, quanto nei publisher e di chi finanzia. Oramai da troppi anni, soprattutto le grosse realtà e i produttori di Tripla A, alla guida di questi gruppi ci sono solo contabili che non cercano di vendere rilasciando buoni prodotti, ma sfruttando qualunque tipo di iniziativa chiamiamola "collaterale" per cercare di spremere come limoni l'utenza. Utenza che, ricordo, è comunque responsabile del suo male comprando spesso a scatola chiusa o solo guidata dall'hype creato ad hoc (e si torna al punto sopra del NON comprare).
Costi sempre più alti, investimenti primari nel marketing e non nel videogioco, imposizioni di ogni genere dettate dall'alto agli sviluppatori e i creatori, tempi di lavoro sempre più stringenti, "pilotaggio" di recensori e influencer tramite benefit e/o minacce per nascondere le magagne e mettere i luce i pregi anche se inesistenti, scelta "oculata" a chi fornire copie del gioco in anteprima, scuse varie per alzare di continuo il prezzo dei videogiochi, rilascio di contenuti base come DLC a parte a pagamento, rilasci in beta che tanto poi qualcuno (forse) sistema con delle patch, imposizioni ideologiche per la realizzazione dei contenuti... e potrei andare avanti.
Sebbene molti di coloro che criticano lo fanno nel modo sbagliato (tralasciando chi lo fa sparando balle), cosa che non fa altro che creare ulteriore pressioni a chi ancora lavora in questo mondo con passione, ci sono comunque molti motivi per cui queste si generano. Il punto è che si dovrebbero risolvere i problemi da cui si generano tali critiche, non lamentarsi delle stesse senza capire che esistono per via di evidenti dinamiche del mercato videoludico.
Poi certo, posso anche capire come un personaggio come Naoki Yoshida, che sicuramente conosce l'ambiente meglio di me, non si possa mettere pubblicamente contro la sua SH o il suo publisher. Ma purtroppo quello che lui definisce "il buon lavoro che queste persone avrebbero potuto fare solo perché qualcuno ha rivolto loro frasi cattive e critiche non costruttive" a me pare che si è già perso in molte produzioni da ben prima che iniziassero queste critiche feroci.
Yadira69
Concordo pienamente con cronos1990.Devi effettuare il login per poter commentare
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