Commodore contro Commodore: una nuova battaglia legale sullo storico marchio
C'è una disputa sul marchio Commodore: Commodore International ha avviato un'azione legale contro Commodore Industries, contestando la validità dei trademark europei registrati nel 2017.
di Manolo De Agostini pubblicata il 15 Dicembre 2025, alle 07:01 nel canale VideogamesCommodore
Non c'è pace per il marchio Commodore, oggetto negli anni di varie iniziative di rilancio che hanno riscosso ben poco successo. Ciononostante, in queste settimane se ne torna a parlare per la vicenda che vede coinvolte Commodore International Corporation (CIC) e la società italiana Commodore Industries S.r.l.
Commodore International, nata formalmente nel luglio di quest'anno in seguito all'acquisizione di Commodore Corporation B.V. da parte di un team guidato dallo youtuber Christian "Peri Fractic" Simpson. CIC sostiene di aver acquisito un ampio portafoglio di 47 marchi originali Commodore e di essersi posizionata come legittima continuatrice del marchio.
Commodore Industries, invece, è stata fondata nel 2017 dall'imprenditore italiano Luigi Simonetti, che rivendica la piena validità dei trademark registrati a livello italiano ed europeo, inclusi marchi che incorporano il celebre logo "C=". L'azienda ha più volte sottolineato come tali registrazioni siano state esaminate e approvate dalle autorità competenti, non siano state oggetto di opposizione all'epoca e siano state utilizzate in modo continuativo, elementi che - secondo questa linea - renderebbero difficile una loro invalidazione retroattiva.

Ma veniamo ai "giorni nostri". Commodore International Corporation (CIC) ha avviato un'azione legale contro la società italiana Commodore Industries S.r.l., sostenendo che i trademark europei registrati nel 2017 siano stati concessi in modo improprio e risultino giuridicamente non validi.
Secondo quanto comunicato da Commodore International, la questione è ora al vaglio di un tribunale civile italiano, anche se non sono stati resi noti nel dettaglio né la natura esatta dell'azione intrapresa né le specifiche classi di marchio contestate. L'azienda non ha inoltre chiarito se intenda procedere parallelamente anche presso l'EUIPO, l'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale.
Il contenzioso affonda le radici nella frammentazione della proprietà intellettuale seguita al fallimento di Commodore nel 1994. Da allora, i diritti sul marchio sono passati di mano più volte, creando un contesto favorevole a iniziative di rilancio concorrenti in diverse aree geografiche.
Secondo il consulente legale di Commodore International, John Errico, l'azione intrapresa rappresenterebbe un passaggio obbligato dopo mesi di tentativi di risoluzione amichevole e di dialogo, inclusa la proposta di possibili collaborazioni. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare che il marchio Commodore venga utilizzato in modo non autorizzato o potenzialmente fuorviante per il mercato e per la storica comunità di appassionati.
Commodore International afferma di avere la responsabilità di tutelare l'eredità del brand e di creare le condizioni per un ecosistema di prodotti ufficialmente licenziati. In quest'ottica, l'azienda ha annunciato il prossimo lancio di uno strumento dedicato alla gestione delle licenze, attraverso il quale soggetti interessati potranno avviare trattative per la realizzazione di prodotti e di "esperienze Commodore " autorizzate.
In attesa di una decisione giudiziaria o di un chiarimento definitivo sul piano legale, il marchio Commodore resta dunque conteso. Sullo sfondo, prosegue anche l'attività commerciale: Commodore International è impegnata nella consegna del C64 Ultimate, un sistema basato su tecnologia FPGA che riproduce l'iconico home computer a 8 bit e che.










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