Call of Duty, futuro incerto? La regia di Microsoft potrebbe affossarlo
Glen Schofield, ex director di Call of Duty, ha espresso forti preoccupazioni per il futuro della serie sotto Microsoft. A suo dire, la qualità dei titoli è calata dopo la sua uscita da Sledgehammer. Il creativo ha anche criticato la perdita di sviluppatori chiave e l'impatto delle logiche aziendali sulle scelte creative.
di Manolo De Agostini pubblicata il 19 Ottobre 2025, alle 09:01 nel canale VideogamesXboxMicrosoftCall of Duty
L'ex director di Call of Duty, Glen Schofield, si è detto "immensamente preoccupato" per il futuro della serie sotto la gestione di Microsoft. In un'intervista concessa a VideoGamesChronicle (VGC), il veterano ha espresso forti dubbi sulla direzione intrapresa dal franchise dopo la sua uscita da Sledgehammer Games.
Schofield, che ha diretto Modern Warfare 3 (2011), Advanced Warfare (2014) e WWII (2017), ha affermato che "nessuno dei Call of Duty recenti è stato davvero buono" e che, da quando ha lasciato il team, la serie avrebbe perso qualità e identità. "Il mio Modern Warfare 3 è stato l'ultimo a vincere il premio Action Game of the Year", ha ricordato, "mentre oggi i giochi non vengono neppure più nominati in quella categoria".

Secondo il designer, una delle cause del calo qualitativo risiede nella perdita di figure chiave che avevano contribuito al successo del franchise, come Michael Condrey e David Vonderhaar. A suo dire, l'uscita di scena di questi sviluppatori avrebbe ridotto la coesione creativa dei team interni, mentre la produzione annuale imposta da Activision ha continuato a privilegiare i volumi di vendita rispetto all'innovazione.
Schofield ha anche commentato l'impatto dell'acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft, manifestando scetticismo sul nuovo corso del brand: "Quando vieni assimilato da una di queste grandi compagnie, finisci per adottarne alcuni tratti. Cambiano i processi, cambia la cultura, e forse anche il sistema di incentivi". L'ex director ha paragonato la situazione a quella di altre serie Microsoft come Halo e Gears of War che, secondo lui, "non vivono più i loro momenti migliori".
Riguardo a una possibile interruzione delle uscite annuali di Call of Duty, Schofield ha ricordato che una simile scelta comporterebbe gravi conseguenze economiche: "Se Activision decidesse di non pubblicare un capitolo ogni anno, perderebbe un miliardo di dollari". Un fattore che, a suo avviso, spiega la riluttanza del publisher a rallentare i ritmi produttivi.
Dopo aver lasciato Sledgehammer nel 2019, Schofield ha fondato Striking Distance Studios per sviluppare The Callisto Protocol, erede spirituale di Dead Space. Il progetto, però, non ha raggiunto i risultati attesi, portandolo a lasciare la società nel 2023. Di recente, il designer ha espresso l'intenzione di tornare a lavorare su Dead Space qualora EA decidesse di cedere la licenza.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoLa gente non vuole nè ha mai voluto cambiamenti in COD.
Così come i vecchi FPS arena di un tempo, l'unica richiesta sono una grafica aggiornata e nuove mappe e magari un ambientazione differente tanto per cambiare ma il gameplay piace così comè.
O si inventano una mossa alla EA stile Battlefield 2042->6, oppure rischiano seriamente l'oblio a sto giro.
O si inventano una mossa alla EA stile Battlefield 2042->6, oppure rischiano seriamente l'oblio a sto giro.
E' da dopo COD MW1 che la saga riceve critiche eppure è sempre fra le prime 3 in classifica di vendite persino con i capitoli peggiori.
Il problema di COD è quando prova ad innovare, la gente lo vuole così comè.
Cambiare COD è come cercare di cambiare il ping pong.
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